4 cose importanti da sapere se vi siete persi il 3DPrint Hub

Una stampante 3D alta quasi 5 metri in grado di stampare case in argilla. Un museo sensoriale per ipovedenti (ma non solo) realizzato in Salento. Un’area dedicata interamente a fablab e makerspace in cui raccontare un movimento in continua evoluzione. Una serie di progetti biomedicali che incontrano, grazie alle nuove tecnologie, le esigenze dei pazienti. Tre… Read more »

Una stampante 3D alta quasi 5 metri in grado di stampare case in argilla. Un museo sensoriale per ipovedenti (ma non solo) realizzato in Salento. Un’area dedicata interamente a fablab e makerspace in cui raccontare un movimento in continua evoluzione. Una serie di progetti biomedicali che incontrano, grazie alle nuove tecnologie, le esigenze dei pazienti. Tre aree talk in cui affrontare tutti i temi legati alla stampa 3D, al mondo dei makers, ai droni. Questi sono semplici di assaggi di un evento, 3DPrint Hub, organizzato a Fieramilanocity, che ha richiamato esperti del settore, makers e curiosi da tutta Italia.


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1. Una nuova generazione di stampanti

Al 3d Print Hub WASP non ha presentato solo la versione Turbo della Delta 20 40. Massimo Moretti e i suoi collaboratori, infatti, non hanno mai dimenticato il loro primo obiettivo: poter stampare case in argilla a bassissimo costo, con il pensiero rivolto soprattutto ai Paesi poveri del mondo. Ci lavorano costantemente, ogni giorno, trovano compatibilità e soluzioni. E ora siamo davvero alla svolta decisiva; WASP, a Milano, ha presentato per la prima volta un nuovo estrusore, completamente ridisegnato a ugello rotante: «Si tratta di una piccola rivoluzione. I vantaggi sono molteplici. Questo sistema richiede bassa energia, si auto pulisce, può essere montato e smontato rapidamente, ha un controllo costante a tutte le velocità. Sono soluzioni tecniche che possono già essere replicate in scala più grande» Ecco perché WASP considera questo il passaggio fondamentale nel percorso verso la GigaDelta alta 12 metri, la mega stampante che attualmente è in cantiere.

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2. Da qui passa il turismo del futuro

Ci sono certi progetti che ascolteresti per ore. Perché hanno un valore che va oltre la semplice idea e le persone che lo portano avanti ti comunicano qualcosa che si estende oltre la parola. È il caso di “Città tra le Mani“. Un progetto, nato e sviluppato a Lecce, che promuove la cultura e la fruizione del patrimonio artistico, rendendole accessibili “a tutto tondo” anche a persone con disabilità visive. Funziona, sfruttando tecnologie come la modellazione e la stampa 3D, attraverso la creazione di una serie di percorsi multisensoriali ed esperienze tattili.

L’idea è di tre giovani operatori culturali salentini, Claudia Melissa Barbarito, Giuliano De Pascali, e Valentina Giusto, a cui si sono aggiunte le competenze tecniche di Duilio Madaro e Fabio Dell’Onze, di Daf – Digital Art Factory. Un ulteriore sponda, non meno importante, è arrivata dal supporto del FabLab Lecce.

L’obiettivo è quello di abbattere qualunque tipo di barriera e di rendere il turista vero protagonista dell’esperienza: «A breve apriremo il primo museo multi-sensoriale in Puglia» racconta Claudia »Ci trasferiremo nel museo del teatro romano e avremo accanto il FabLab. Lì stiamo realizzando il primo “Salento in miniatura”. Sarà la dimostrazione concreta che è un progetto che può funzionare». Durante la fiera sono stati molti i feedback positivi ricevuti da ciechi e ipovedenti che hanno potuto testare in anteprima alcuni di questi percorsi: «Ma in realtà anche le persone normodotate si sono trovate benissimo. Il nostro, infatti, è un format che può essere replicato ovunque. Quello che abbiamo notato, non solo qui, è che c’è una grande empatia su questi temi».

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3. FabLab Factory

Al centro della Fiera, l’organizzazione ha costruito una vera “FabLab Factory”. I vari laboratori di fabbricazione digitale, provenienti da tutta Italia, hanno potuto raccontare ai curiosi in cosa consiste il movimento dei fablab italiani, illustrando attività e workshop, spiegando la natura che li guida e gli obiettivi raggiunti, mostrando macchine e progetti. Da Parma a Reggio Emilia, da Palermo a Lecce passando per Brescia e Milano (Opendot e MioCugino). Un mondo, quello dei makerspace e dei fablab, che è stato raccontato da Enrico Bassi e Francesco Bombardi in uno dei tanti talk organizzati all’interno della Fiera.

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4. A scuola di fabbricazione digitale

Portare i temi della fabbricazione digitale all’interno delle scuole è oggi un fenomeno in continua ascesa. Così, anche all’interno di 3D Print Hub, non è stato difficile trovare istituti scolastici con progetti solidi e vedere ragazzi alle prese con stampanti 3D, frese a controllo numerico e schede Arduino. È il caso, ad esempio, degli istituiti Aldini-Valeriani-Sirani di Bologna, una realtà che viene raccontata da un giovane insegnante trentenne, Mirko Zanchetta: «La formazione dei nostri giovani ormai passa per queste nuove tecnologie. Mettendo insieme le varie sezioni abbiamo ottenuto già ottimi risultati. Invitiamo le aziende all’interno della scuola, facciamo vedere loro i nostri laboratori per mostrare loro quello che vogliamo fare. Grazie alle tecnologie che spesso ci vengono date in comodato d’uso, a volte anche per molti mesi, i ragazzi imparano ad usare nuovi metodi che poi serviranno loro quando sbarcheranno nel mondo del lavoro. Abbiamo un doposcuola che permette ai ragazzi di portare avanti i progetti che hanno in mente, quelli piccoli e quelli grandi. È un investimento che alcune realtà produttive dalla mente aperta fanno e di cui noi siamo grati. Come la Wasp, ad esempio. La scuola ci guadagna in termini di attrezzatura e formazione. Una vittoria per tutti».

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Nell’enorme perimetro della fiera niente è stato dimenticato. C’è l’area gioielli in cui spunta la presenza di MakeTank; i progetti biomedicali come E-Nable e Open Biomedical Initiative; startup e aziende che tengono in alto il nome dell’Italia nel mondo come FabTotum, Wasp o Sharebot; realtà di storytelling editoriale come Stampa3DForum. Un evento perfettamente riuscito che ha avuto nella cura dei particolari il suo punto forte. Il risultato? Una visione globale dettagliata delle potenzialità di un settore destinato a conquistare una fetta sempre più consistente dell’economia italiana.

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