Firpo lascia, segreteria tecnica Mise a Stagnaro: così ha cambiato l’ecosistema delle startup

Stefano Firpo ha lasciato il posto da capo della segreteria tecnica dello Sviluppo Economico, al suo posto Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni): breve riassunto di come è cambiato l’ecosistema in 3 anni

Stefano Firpo lascia il posto di capo della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo economico per ricoprire quello di direttore generale della politica industriale, la competitività e le Pmi. Lo sostituirà Carlo Stagnaro, già consigliere del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e direttore ricerche dell’Istituto Bruno Leoni. L’annuncio è stato fatto dallo stesso Firpo su Twitter.

3 anni in cui Firpo è stato tra i principali attori delle politiche messe in campo a sostegno delle startup innovative, con i governi Monti, Letta e Renzi. Dalla task force che nel 2012 diede vita al rapporto Restart Italia sotto la guida dell’allora ministro Corrado Passera, che il ministero ha accolto e messo in atto con il Decreto Crescita 2.0, all’Investment Compact approvato a marzo 2015, tutte le novità portate dalla pubblica amministrazione all’ecosistema delle startup sono passate dalla sua scrivania. E se è vero che comunque l’Italia non è diventata il paradiso delle startup, va detto che oggi crearne una in Italia è molto più semplice. Abbiamo una legislazione più snella, che favorito la crescita dell’ecosistema (nel 2015 le startup innovative hanno superato la quota delle 3mila imprese), e portato una ventata di innovazione nella produzione di beni e servizi che difficilmente avremmo potuto immaginare qualche anno fa. Qui un breve riassunto di quello che è stato fatto in questi anni. Un nuovo punto di partenza.

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Registro delle startup innovative

Con la legge passata a dicembre 2012 per la prima volta si creava il registro delle startup innovative, una sezione del registro delle imprese realizzato dalle Camere di Commercio d’Italia dove le startup potevano registrarsi online, gratuitamente, e potendo usufruire delle agevolazioni previste dalla legge. Tra le altre, pagare i dipendenti in stock option, accesso facilitato ai portali di equity crowdfunding, accedere al fondo di garanzia per i prestiti bancari con una copertura da parte dello stato fino all’80% del capitale. Sempre in base a quella legge si è definita cosa è una startup innovativa, quella a vocazione sociale, e cosa sono gli incubatori. Si è definita inoltre la rosa di agevolazioni di cui possono usufruire le startup, dall’esonero dei diritti camerali, al credito di imposta per le assunzioni di personale qualificato. Qui l’elenco completo delle 15 misure e come funzionano.

Italia Startup Visa

E’ passato dalla segreteria tecnica lItalia Startup Visa, il programma governativo che, coltivando una logica di attrazione di capitale umano e finanziario dal mondo, ha edificato una procedura semplificata, centralizzata e completamente telematizzata per la concessione di visti a cittadini fuori dai confini dell’Unione Europea, interessati ad avviare una startup innovativa nel nostro Paese. Tra i primi ad adottarlo Denis Bulichenko, cittadino russo, di cui StartupItalia! ha raccontato la storia.

Who is Who

Sempre negli uffici del Mise veniva redatto Italian Ecosystem Who is Who, il report che racconta di anno in anno lo sviluppo delle startup innovative in Italia, gli investimenti, il numero i settori. Uno strumento che ha permesso agli stakeholder (ma anche ai giornali) di capire come si evolveva l’ecosistema.

#NotForItalians

Un muro di burocrazia impedisce agli italiani di partecipare ai contest internazionali, titolava lo scorso giugno CheFuturo! Quel muro di burocrazia è stato abbattuto anche grazie ad un burocrate. Stefano Firpo si è impegnato per superare questo gap dovuto a leggi incomprensibili. Burocrazia semplificata da un burocrate, perché è questo alla fine il lavoro di Firpo. Ok, magari siamo abituati ad attribuire a questo termine accezioni negative, ma alla fine la burocrazia serve ad oliare gli ingranaggi della macchina dello stato. A farli funzionare meglio. Oggi può suonare quasi come un paradosso, ma la burocrazia, quella buona, serve a questo.

Contamination Lab

Si è trattato di un’esperimento che ha riscosso interesse ovunque. Fare startup all’università. Fare leva sull’eterogeneità delle formazioni per creare idee disrtuptive, e magari imprese. StartupItalia! Ha raccontato qui i Contamination Lab. Fatti dallo Sviluppo economico con il ministero dell’Istruzione sono cominciati nel 2013 in alcune università italiane delle Regioni Convergenza un progetto pilota per la costituzione di Contamination Lab. E l’esperimento continua.

Investment Compact e Pmi Innovative

Martedì 24 marzo l’Investment compact è diventato legge. StartupItalia! ha descritto qui le principali novità contenute dalla legge riguardo le startup innovative. L’allungamento delle agevolazioni a 5 anni, l’equity crowdfunding esteso ai ventures, l’abolizione della firma del notaio. A queste altre due importanti novità contenute nel testo per facilitare l’innovazione in Italia.

  1. Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: riconosciuto a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario. Il credito è nella misura del 25%.
  2. Patent Box: ovvero agevolazioni fiscali sui redditi derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale. Il cosiddetto “Patent Box”, che si applica a decorrere dall’esercizio 2015, consente alle imprese di escludere dalla tassazione il 50% del reddito derivante dallo sfruttamento commerciale dei beni immateriali (opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa).
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Chi è Carlo Stagnaro?

Carlo Stagnaro si è laureato in ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università di Genova, ha poi conseguito un PhD in “Economics, Markets, Institutions” presso l’IMT Institute for Advanced Studies Lucca. La sua tesi era intitolata “Three Essays on the Economics of Climate Change“. Stagnaro è attualmente direttore del dipartimento Studi e ricerche dell’Istituto Bruno Leoni, di cui è stato il fondatore insieme ad Alberto Mingardi e Carlo Lottieri, nonché autore di saggi sulle implicazioni economico-scientifiche del Protocollo di Kyōto e del global warming (riscaldamento globale).

Fa parte della redazione della rivista Energia. È Fellow dell’International Council for Capital Formation (Bruxelles), e Honorary Fellow del Copenaghen Institute (Copenaghen). È stato Fellow dell’International Policy Network (Londra). È inoltre membro della Società italiana di fisica, presieduta da Luisa Cifarelli, e dell’Associazione “Galileo 2001 – Per la libertà e la dignità della scienza”, presieduta da Renato Angelo Ricci. È stato tra i fondatori della rivista Endore, diretta da Franco Manni.

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