L’Iban avvia un’indagine sugli investimenti in startup (qui per partecipare)

L’Associazione Italiana dei Business Angels (IBAN), ha iniziato la raccolta dei dati relativamente alle operazioni di investimento e disinvestimento in startup nel 2014

Anche quest’anno l’Associazione Italiana dei Business Angels (IBAN), che coordina e sviluppa l’attività di investimento nel capitale di rischio di piccole imprese da parte di investitori informali, ha iniziato la raccolta dei dati relativamente alle operazioni di investimento e disinvestimento in start up effettuate nell’anno appena trascorso (2014).

“Ogni anno l’Associazione IBAN promuove un’indagine per analizzare approfonditamente le caratteristiche del mercato dell’Angel Investing e tracciare l’entità, il ruolo e le peculiarità dei business angel in Italia”, ha dichiarato Paolo Anselmo, Presidente dell’Associazione IBAN, sottolineando che “l’obiettivo è avere un campione statistico il più ampio possibile da parte del maggior numero di investitori informali per comprendere meglio quali siano le differenti logiche e dinamiche che possono venire incontro a chi avvia sul territorio nazionale una nuova attività imprenditoriali”.
Tutti i business angel sono invitati a compilare il questionario online a questo link.
business angels startupitalia

La raccolta dei dati e l’analisi aggregata viene svolta, come di consueto, sotto la supervisione di Vincenzo Capizzi, Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari nell’Università del Piemonte Orientale e Senior Professor presso la SDA Bocconi, nonché membro del Comitato Direttivo IBAN con delega alla Ricerca Scientifica. Le analisi che ne derivano sono caratterizzate dall’adozione dei più rigorosi criteri scientifici di indagine riconosciuti dalla comunità accademica internazionale e sono state pubblicate presso prestigiose riviste scientifiche nazionali e internazionali (tra cui “Venture Capital: an International Journal of Entrepreneurial Finance”).

I risultati della Survey 2014 verranno presentati in occasione della Convention annuale dell’Associazione IBAN prevista per il prossimo Giugno. Per maggiori informazioni sulla metodologia dell’indagine e sui risultati emersi nel 2013 è possibile trovare la relativa presentazione al seguente link.

Associazione Italian Business Angels Network

IBAN – Italian Business Angels Network, è un’Associazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta e con personalità giuridica, fondata il 15 marzo 1999 a seguito del Progetto “DG Impresa” promosso dalla Commissione europea. L’Associazione coordina e sviluppa l’attività di investimento nel capitale di rischio di piccole imprese da parte di investitori informali (termine anglosassone “Business Angels”). All’interno del contesto nazionale si pone come punto di riferimento per gli investitori privati, per i network nazionali (BAN) e per i Club di Investitori, mentre a livello europeo fa capo a BAE – Business Angels Europe. www.iban.it

(comunicato stampa)

Ti potrebbe interessare anche

15 cartoline per capire cosa è successo al Global Entrepreneurship Congress 2015

Cultura d’impresa, formazione, startup, investimenti. Cosa è successo al Gec, raccontato per immagini

6 lezioni sull’Italia delle startup da un giovane russo che ha deciso di trasferirsi qui

Denis Bulichenko ha deciso di venire a fare startup in Italia approfittando del programma Visa. E ci dà delle indicazioni preziose su come si sta sviluppando il nostro ecosistema

Così i Business Angels vogliono cambiare il mercato delle startup italiane

Fisco, lavoro e società: meno tasse, niente articolo 18 e founders «bloccati» per 2 anni. La proposta dell’associazione Iban al ministero dello Sviluppo economico per rilanciare il mercato delle startup

La multinazionale indiana Zomato si compra la startup italiana Cibando

Un’altra acquisizione per il gigante della ricerca dei ristoranti online: ora tocca all’Italia

Le chiamano le “Uber del lavoro”: 3 startup (non italiane) che stanno correndo di più

Sempre più piattaforme offrono lavoretti a chiamata e che sono alla base della cosiddetta gig economy. E sono anche il modo migliore per le aziende di assicurarsi copertura nei momenti critici senza assumere stabilmente nuovi dipendenti: il trionfo dell’outsourcing

I Mooc di Harvard e MIT stanno perdendo studenti. E il motivo è semplice

Un’indagine realizzata su 290 corsi delle due università americane ha rintracciato nell’introduzione del pagamento delle certificazioni una delle cause della crisi. Sotto osservazione anche la proliferazione dei corsi a contenuto specialistico che porta gli studenti a distribuirsi

Open hardware e agricoltura di precisione per sostenere le PMI agricole. Il progetto RuralHack

Se ne parla al Country Hack Fest il 22 gennaio: il punto sul rapporto tra digitale e territorio rurale, verso un futuro nel quale tecnologie e sostenibilità saranno protagonisti di un cambiamento radicale della cultura di approccio alla terra

Intesa Sanpaolo e Federico II creano un hub per fare open innovation al Sud

Il progetto del Gruppo Intesa, all’interno del Campus che ospita la iOs Academy di Apple, vuole creare sinergie tra l’Università e imprese. Due gli obiettivi principali del nuovo polo: ridurre la disoccupazione e fermare la fuga dei cervelli