Vedere il mondo di Leonardo con gli occhi di Leonardo

La mostra a Palazzo Reale di Milano su Leonardo da Vinci è arricchita dalla possibilità di esplorare le opere del genio toscano grazie ad una startup, Applix. Intervista al Ceo Claudio Somazzi

Febbraio 2011. Steve Jobs durante il keynote per la presentazione dell’iPad2 cita per tre volte un’app italiana come esempio di ciò che le applicazioni possono rappresentare per il futuro dei device mobili. E’ Virtual History Rome. Ad averla sviluppata è Applix, azienda nata nel 2010 da Marco Cirilli e Claudio Somazzi, 48 anni. Applix mette il turbo. Crescono di anno in anno fatturato, dipendenti (oggi sono 65 tra Cagliari e Milano, mentre il fatturato 2014 è di 3,5 milioni, +30% sul 2013). A quattro anni dal lavoro su Roma, Applix ha sviluppato un’applicazione sulla vita e le opere di Leonardo da Vinci. Beeing Leonardo. In questi giorni al Palazzo Reale di Milano oltre alla mostra sul genio toscano, è possibile immergersi nel suo mondo ricostruito in 3D. La realtà immersiva dei Samsung Gear VR sono in questo caso la chiave per entrare dentro la sua opera. Dentro i suoi disegni. Dentro la Firenze del XV secolo, dentro l’utopia urbanistica pensata per Milano, immaginata come una città ideale per cittadini e imprese, attraversata dai navigli come arterie di commercio e sviluppo. Chissà con che occhi avrebbe guardato l’Expo.

Beeing Leonardo Opere

Beeing Leonardo

Applix ha avuto la capacità di sfruttare subito un mercato vergine. In Italia, ma non solo. Oggi l’azienda si muove su diversi fronti, dalla digitalizzazione delle riviste, all’education, al proximity marketing. Lo sviluppo di applicazioni che valorizzino e promuovano il patrimonio culturale italiano è solo una delle attività di Applix: «Perché lo facciamo? Perché è la nostra storia. E’ il nostro patrimonio. Con il vantaggio di essere italiani, di avere più gusto per il design e i particolari. E quindi di farlo meglio». Beeing Leonardo è la terza applicazione «storica» sviluppata da Applix. Dopo Roma, un anno fa hanno digitalizzato la Bibbia con le Edizioni San Paolo. Ora Leonardo, con la casa editrice Skira. «Noi non siamo editori puri. San Paolo e Skira mettono i testi, i contenuti, noi facciamo il resto». Il risultato è completo e godibile. Immergersi nel mondo di Leonardo, sentendone i suoni, vedendone i paesaggi, i colli toscani che hanno fatto da sfondo alle sue opere, la meccanica delle invenzioni, i carri da guerra, i ponti, entrare nei dipinti è un’esperienza didattica unica.

L’Italia era fortissima nel mercato mobile 1.0, ma le aziende che operavano in quel mercato lì nel mobile 2.0 non esistono più. C’è stata una rivoluzione copernicana che non siamo riusciti a seguire con le imprese già esistenti. Applix si è invece inserita perfettamente nella nuova tendenza. Ci toccherà dimostrare che una startup può anche trasformarsi in un’azienda.

Beeing Leonardo permette di fare quello che finora non è mai stato fatto. Andare non solo dentro le opere, ma dietro le opere di Leonardo. Lo studio prospettico che si cela dietro ogni dipinto del maestro toscano, ha portato gli sviluppatori a immaginare cosa ci potesse essere dietro i quadri. Gli sfondi, la posizione dei personaggi. Bello anche il piccolo viaggio nel tempo pensato per mettere a confronto i luoghi come erano e come sono. L’esperienza è divertente. Tolti i Gear si esce arricchiti, per lo meno, di un’esperienza.

Leonardo User

Il modello Applix

Contenuti che non scadono. E’ questa un’altra delle chiavi su cui si basa il modello di Applix sulle app storiche. «Rimarranno tutte lì come una libreria» Il prezzo delle app è 9.90. Troppo? «No, funziona, anche se costa di più di un gioco di sport. Però è il segno che funziona, noi lavoriamo 10 mesi per ogni release». Prossimi progetti? «Abbiamo appena parlato con il Cnr per lo sviluppo di alcuni progetti sul racconto delle loro ricerche. E poi la mostra di Leonardo ci sta dando una visibilità altissima. Molti direttori di musei ci chiedono di collaborare per digitalizzare le opere». Curiosità: l’80% dei download delle app «storiche» arrivano da iPad, difficile creare il link con il keynote di Jobs, però è curioso.

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