Donadon conferma: «Quoto in Borsa H-Farm e lascio Italia Startup»

Riccardo Donadon ha confermato l’intenzione di quotare in borsa H-Farm e di lasciare di Italia Startup, che a giugno avrà un nuovo presidente.

H-Farm si quota in borsa. L’annuncio è stato fatto mercoledì 29 aprile da Riccardo Donadon in un’intervista al Corriere Innovazione, dove ha anche confermato l’intenzione di lasciare la presidenza di Italia Startup, come anticipato da StartupItalia il 24 febbraio. Per concentrarsi sulla quotazione, e sulla propria azienda. Per trovare una nuova strada di sviluppo al proprio business «farlo diventare più articolato e complesso», vedendo nella quotazione un naturale approdo allo sviluppo di questi anni.

Riccardo Donadon di H-Farm

Riccardo Donadon, illustrazione di Cinzia Franceschini

Non un segno di debolezza, spiega il patron di H-Farm, ma una strategia di crescita. «Ora molte cose sono cambiate» racconta al CI, «negli ultimi due anni la gente è andata oltre alla superficialità del fenomeno startup e ha capito che quello che si fa in questi luoghi, negli incubatori, ha un senso economico forte per tutto il Paese, lo accompagna in un processo di trasformazione digitale che ci deve vedere protagonisti».

Obbiettivo quotazione: 20 milioni per le startup

La quotazione dovrebbe avvenire a seguito di un aumento di capitale interno di 10 milioni (il secondo in due anni) per fare acquisizioni e consolidamenti di partecipazioni interne. Il fatturato di H-Farm nel 2015 dovrebbe salire, anticipa Donadon, a 8,5 milioni. Entro l’estate la quotazione in borsa, dove si aspetta una «valutazione importante» da cui prendere 20 milioni per investire in startup (la stessa cifra che H-Farm ha investito in 10 anni).

10 anni di H-Farm

Oltre al futuro, uno sguardo al passato e a quanto di buono fatto in questi dieci anni di H-Farm. I 20 milioni di euro sulle startup. I 25 sulla parte immobiliare (gestita da una società a parte, ndr). Gli investimenti attivi. Quello in P101, un fondo che ha fatto una dozzina di investimenti in startup tra cui MusixMatch e nel Club italiano di investimenti (di cui deteniamo circa il 10%) che ne ha fatti altri 50. «Tra le startup nel nostro portafoglio alcune hanno un discreto valore» dice Donadon, che le elenca: MiSiedo, Depop, Sellf, Zooppa. Che poi coccola la sua Digital Accademia, che  l’anno scorso ha chiuso attorno ai 5 milioni di fatturato. «Quest’anno può arrivare a 6 ma ha bisogno di esplodere in un luogo più grande».

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