Cosa significa per una startup partecipare a TIM #Wcap

Ancora pochi giorni per partecipare alla Call for Ideas, closing date 11 maggio.

TIM #Wcap è l’unico acceleratore con il motore inside. Il mercato e le occasioni concrete nella più grande pipeline italiana di startup, infatti, sono già dentro. E tutto è a portata di mano per chi vale e lavora sul serio.

Cosa cerca una startup innovativa con un progetto valido? Cosa vuole una giovane azienda oltre a un buon grant e a un eccellente percorso di accelerazione? Semplice: vuole chiudere importanti round d’investimento, andare sul mercato con agilità, avere supporto industriale. Una startup cerca sempre l’ossigeno necessario per lavorare con serenità e poter crescere.

Cosa può avere una startup selezionata da TIM #Wcap? Un grant da 25.000, un anno di digital innovation tra accelerazione e co-working e, soprattutto, la forza industriale della più grande telco italiana. Tutte le startup selezionate da TIM #Wcap entrano subito nell’Albo Veloce e vengono certificate per diventare fornitori Telecom Italia. Significa che una delle più grandi aziende del Paese – dotata di tutti i settori e le divisioni in cui una startup digital trova il proprio mercato – potrebbe diventare un loro cliente. Un sogno, certo, ma dal 2009 più di 20 startup TIM #Wcap hanno davvero fatto dei contratti con Telecom Italia.

Ovviamente, non è tutto. Le startup selezionate avranno anche la straordinaria possibilità di entrare nel portfolio di TIM Ventures, la nuova società di Telecom Italia che in appena quattro mesi di attività ha investito su sei startup uscite dagli acceleratori TIM #Wcap. Insomma, qui si parla di numeri veri e di operazioni finanziarie che consentono ai team di sviluppare il proprio progetto. Ma si parla di numeri che non esisterebbero se non ci fossero imprese veramente innovative volute da grandi founder.

Ecco qualche storia. Pedius, creata dal ventinovenne Lorenzo Di Ciaccio, è stata accelerata da TIM #Wcap nel 2013 e oggi ha tra i suoi clienti Telecom Italia: fornisce la propria app al servizio customer care. A gennaio scorso Pedius è stata pure oggetto di un coinvestimento di 410.000 euro da parte di TIM Ventures.

Oilproject, la più grande scuola online italiana, fondata dal venticinquenne Marco De Rossi. Qualche mese dopo l’ingresso a TIM #Wcap gli utenti della piattaforma erano cresciuti di trenta volte. Oggi sono un milione al mese, un record. Anche Oilproject annovera Telecom Italia tra i suoi clienti e a febbraio scorso TIM Ventures è entrata nel capitale della società con 200.000 euro.

Innaas, startup del settore big data analytics. Nell’estate del 2014, prima ancora di completare il percorso di accelerazione, ha fornito il proprio software alla piattaforma TIM Stadium. Da ultimo, ad aprile, TIM Ventures ha investito su Innaas 100.000 euro.

Edo, tool di teamworking con features molto utili e un’ottima esperienza utente. Startup accelerata nel 2013, ad aprile è stata oggetto di un coinvestimento di 150.000 euro da parte di TIM Ventures. Insomma, da queste parti si vola alto ma con i piedi per terra.

Se volete che la vostra startup abbia successo, fatevi un favore: partecipate alla Call for Ideas TIM #Wcap. Ma affrettatevi perché chiude l’11 maggio.

Redazione TIM #Wcap

Ti potrebbe interessare anche

L’app che fa telefonare i sordi: Pedius, accordo con Telecom e apre all’estero

Tutto nasce da un’incidente d’auto e dal coraggio di Lorenzo Di Ciaccio che annuncia: «La nostra app è unica, apriremo nuove sedi all’estero»

Tim Ventures, 4 investimenti in 2 mesi. Mizzi: «Altri 8 in arrivo, non solo startup di W-Cap»

Oilproject è l’ultimo degli investimenti seed di Tim Venture. E’ il quarto in due mesi e fa parte della strategia del fondo di investimenti di Telecom Italia, che annuncia che altri 8 sono in arrivo pescando anche tra le startup fuori dal giro W-Cap.

wiMAN brinda a fine anno: 700 mila euro da Tim Ventures e P101

Fondata nel 2012 da Massimo Ciuffreda e Michele di Mauro, wiMAN è stata inizialmente supportata da Matteo Riffeser Monti come Angel Investor e dall’acceleratore Nanabianca

Chi è Pony Ma, CEO di Tencent e uomo più ricco di Cina

Dalle umili origini sull’isola di Hainan alla passione per l’astronomia, dagli studi a Shenzen alla creazione dell’impero con cui ha conquistato il digitale del Dragone. Il ritratto dell’uomo a capo del colosso tech capace di superare Facebook

Mastercard vuole “Accelerate” le startup fintech

Nuovo programma per spingere la crescita industriale delle giovani aziende del settore e le bache digitali. Già trenta quelle supportate dal colosso dei pagamenti

Le cinque startup finaliste di InnoVits Gymnasium si presentano alla serata finale

Siamo arrivati al punto cruciale di un percorso di accelerazione che nasce dall’interazione reciproca di founder, manager, semplici curiosi di innovazione, che si scambiano idee e feedback l’un l’altro, in libertà e rispetto