Tutto ciò che devi sapere su Product Hunt e come può aiutare la tua startup

Raccogliere in un’unica piattaforma i migliori prodotti di startup e makers in giro per il mondo: storia di Product Hunt e perché è diventato così famoso

Qualche settimana fa ho scritto un post sul lancio della sezione games in Product Hunt e di come questo possa essere d’aiuto per gli indie e i piccoli sviluppatori. Da una serie di commenti che ho ricevuto, mi sono accorto che in molti non conoscono Product Hunt, oppure ne hanno sentito parlare ma non ne hanno colto le potenzialità.

Siccome il lancio del proprio prodotto su Product Hunt è diventato uno step obbligatorio in tutte le startup, ho pensato di approfondire un po’ la questione.

Cos’è Product Hunt?

Nata nel 2013 da Ryan Hoover e Nathan Bashaw, Product Hunt definisce se stessa come “Il Reddit per prodotti”. Questa descrizione, insieme al payoff “The best new products, every day” non lascia spazio all’immaginazione. Si tratta di un sito dove è possibile segnalare il lancio di prodotti di qualsiasi tipo: non solo digitali e non per forza creati da startup. Product Hunt eredita da sistemi esistenti (come Reddit e Hacker News) il classico meccanismo attraverso il quali tutti possono effettuare una segnalazione ma solo attraverso i voti degli utenti si arriva in home page e si ottiene la massima visibilità.

Uscito dal batch Y-Combinator 2014, ha ricevuto ben 7,5 Milioni di investimenti nel corso degli ultimi due anni. Tra i suoi investitori figurano Google Ventures e Andreessen Horowitz, uno dei più importanti VC al mondo.

A detta di molti, negli ultimi due anni, ha letteralmente cambiato il modo di lanciare un prodotto. La sua vasta comunità di geek e early adopter (che annovera diversi VIP della scena americana) assicura una visibilità e una copertura mediatica di tutto rispetto. Sono all’ordine del giorno storie di startup che una volta finite su Product Hunt hanno avuto un collasso dei server per le troppe richieste.

product-hunt

Perché tutti ne parlano?

Ma perché ha avuto tutto questo successo? E perché ne parlano tutti, nonostante sia qualcosa di relativamente già visto? Le risposte sono numerose. Sicuramente essere passati per Y-Combinator, come la storia recente ci insegna, ha avuto un impatto notevole sulla notorietà di Product Hunt.

È, inoltre, da molti considerato un ottimo esempio di approccio lean e di sviluppo tramite MVP (Minimum Viable Product). Basta leggere questo bellissimo post, dove uno dei fondatori racconta come il tutto sia partito da una semplice Mailing List tra amici appassionati di nuovi prodotti, per capire che l’esecuzione sia stata impeccabile, da ogni punto di vista.

Infine c’è da segnalare che, a differenza di sistemi simili già esistenti, Product Hunt ha una forte componente social alla base. Non mi riferisco solo alla community di cui ho parlato nel paragrafo precedente, ma al fatto che gli utenti vengano “marchiati” come maker o hunter, che si possano creare collezioni di prodotti, seguire altri utenti, discutere dei prodotti, ecc. Insomma, è a tutti gli effetti un social network per product addicted.

Se non riuscite a percepire le conseguenze di tutto ciò, vi basti pensare che molti utenti iniziano a scrivere product hunter nella propria bio twitter!

Come può aiutare la tua startup?

Se avete fatto attenzione fino ad ora, la risposta a questa domanda dovrebbe essere abbastanza semplice. Così come i post che finiscono nella home page di Hacker News ricevono una quantità di traffico spaventoso e vengono spesso riprese da importanti blog hi-tech, allo stesso modo essere featured sulla home page di Product Hunt può letteralmente cambiare il corso di una startup.

I casi di successo di questo tipo sono ormai così tanti che lo stesso team di Product Hunt ne sta tenendo traccia in una collezione su Medium.

Se guardiamo i numeri, un’analisi pubblicata circa un anno fa rivelava che ben 206 startup hanno chiuso un investimento dopo la segnalazione su Product Hunt. Gli stessi VC hanno iniziato ad utilizzarlo come fonte per cercare nuove opportunità di investimento. Lo stesso vale anche per giornalisti e blogger che ormai scandagliano la home di Product Hunt alla ricerca dell’ultima strampalata app da recensire.

Il fatto di mettere in contatto, direttamente sulla piattaforma, tutti questi soggetti è il vero valore aggiunto. I maker (così vengono definiti i creatori dei prodotti) possono intervenire in maniera ufficiale sul sito e rispondere ai commenti degli utenti, raccogliere feedback e partecipare attivamente alle discussioni.

Se siete curiosi di approfondire i numeri di Product Hunt, vi consiglio di leggere questa ottima analisi di Edoardo Venturini, che ha analizzato ben 15000 prodotti per cercare di “hackerare” Product Hunt e carpirne i segreti. Insomma, se avete un prodotto da lanciare (o se avete lanciato da poco) non lasciatevi sfuggire questa occasione. In nessun altro posto troverete una comunità di utenti potenziali ed entusiasti pronti a testarlo per voi e a darvi utili feedback!

Ti potrebbe interessare anche

40 profili Twitter che uno startupper non può non seguire

Se siete utenti affezionati di Twitter non potete non utilizzarlo anche per tenervi aggiornati sul mondo startup. Ecco una lista dei profili da seguire

I 10 migliori blog di startup in circolazione (più due bonus)

In rete ci sono tanti blog che parlano di startup e imprenditorialità, in questo post ne ho selezionati 10 tra i migliori (più 2 bonus da tenere d’occhio)

«Il giorno in cui noi e Facebook abbiamo lanciato la stessa app»

Stefano Mongardi racconta quello che succede quando hai la fortuna di pubblicare un’app su Product Hunt e lo stesso giorno Facebook ne lancia una con lo stesso nome: Hello

Perché i venture investono ancora poco sulle startup bitcoin (e blockchain)

Più di 300 milioni di investimenti su startup bitcoin e blockchain. Come un anno fa. Niente raddoppio. Abbiamo provato a ragionare con la testa degli investitori per capire cosa frena davvero la crescita del mercato: ci sono almeno 4 motivi (e una soluzione alternativa)

Un modello virtuoso di Open Innovation: l’accordo Lanieri lanifici biellesi, spiegato

Il ceo del lanificio biellese spiega la scelta della sua società di investire in una startup: «È una mossa strategica per presidiare un mercato nuovo e portare in azienda stimoli e idee che altrimenti non avremmo potuto conoscere»