Pensavo fosse un’exit, invece era un calesse

La società non è stata venduta per 2,5 milioni, ma per 150mila euro. Come è andata davvero l’exit dell’azienda di Daniele Calabrese e perché gli investitori hanno dei dubbi sull’operazione

«Good morning, you will find all the documents regarding the sale of Soundtracker here. Kind regards». Una mail. Da uno che i soldi in Soundtracker li ha messi davvero. Tanti. E li ha persi. Tutti. Una mail secca, precisa, con 9 allegati in pdf che raccontano tutta la storia della startup. «The true story».

Nel pezzo in cui abbiamo raccontato dell’exit della società di Daniele Calabrese abbiamo detto che la sua startup era stata venduta per 2.5 milioni di dollari a Sounday. Lo aveva detto lo stesso Calabrese nell’intervista rilasciata a StartupItalia!. Ma non è così. Lo stesso founder ha detto di aver dato come cifra dell’exit quella del volume d’affari complessivo generato in tre anni da Soundtracker. Un errore suo, ma anche nostro. Ma gli errori capitano, basta avere l’intelligenza di ammetterli. E Calabrese ha dimostrato di averne. Anche perché quell’articolo ha girato in rete, parecchio, è arrivato alle orecchie degli investitori di Soundtracker. E a StartupItalia! hanno detto che non si è trattato di una vittoria. Anzi. Almeno così ha dovuto dire a quanti in Sountracker hanno investito circa 2 milioni di dollari in 3 anni.

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La mail in cui annuncia la vendita di Soundtracker

19 giugno 2015. Nella lettera in cui Calabrese annuncia ai soci di aver venduto la società che alcuni soci hanno inviato a StartupItalia! per documentare i fatti, l’imprenditore di Cosenza scrive: «Il 30 maggio 2015 abbiamo completato la vendita di Soundtracker a Sounday Music/Kiver Digital per EUR150.000» un’operazione «resa necessaria, come più volte in modo informale vi ho comunicato in questo ultimo anno, dal fatto che, nonostante i nostri successi, non siamo riusciti a raccogliere i capitali necessari per crescere ancora più velocemente e tenere testa alla competizione con altri servizi musicali a livello globale quali Spotify, Apple Music etc».

I dubbi degli investitori sulla cifra dell’exit

Ripercorriamo un attimo la storia. Soundtracker ha chiuso dal 2012 ad oggi 3 round di investimento. Due seed da 150 e 650  mila dollari, e un serie a da un milione nel a dicembre 2012. Non ce l’ha fatta a scalare. E ha preferito vendere al migliore offerente la tecnologia sviluppata dopo averne cercato uno per mesi. E’ un fatto normale. Fallire è un fatto normale. Chi fa startup lo sa. E auguriamo a Calabrese di provarci ancora. E di farcela la prossima volta.

Ma in questa storia ci sono ancora dei lati oscuri. Quello che interessa sapere agli investitori è se Soundtracker sia stata venduta davvero per 150 mila euro: «Fatico a crederci, mi sembra molto dubbia come cifra quella di 150 mila euro: solo NeoMobile ci ha investito 300mila dollari» ha detto a StartupItalia! un investitore di Soundtracker che preferisce rimanere anonimo. Calabrese ha ammesso l’errore di comunicazione. Ora toccherà a lui convincere i suoi investitori che si è trattata di un’operazione pulita. Non abbiamo dubbi a riguardo, lo farà. A noi tocca però il dovere della rettifica. Perché è vero, ci piacciono le storie di successo. Ma preferiamo anche evitare di creare falsi miti.

Arcangelo Rociola

Twitter: @arcamasilum

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