Tutti possono imparare a fare un pitch per bene

Report dal Pitch Lab di Ninja Academy, dove 14 startupper hanno dimostrato che imparare a fare un pitch bene è possibile. La vittoria della competition è andata a Winezon.it di Gabriele Stringa.

A fare un pitch possono imparare davvero tutti. Non conta il livello di partenza, la preparazione, il ruolo ricoperto in azienda. Le tecniche base di comunicazione di un’idea, di un progetto, di una startup, si imparano. E’ qualcosa che ti rimane piuttosto impresso dopo la due giorni del Ninja Pitch Lab, dove otto imprenditori (o aspiranti tali) hanno imparato i rudimenti di comunicazione per saper presentare se stessi e il proprio prodotto. Otto aziende, una quindicina di partecipanti per un premio che consiste in un corso con Ninja Academy per perfezionare gli strumenti imparati nella ventiquattro ore.

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Qualcuno dei partecipanti partiva un po’ avvantaggiato. Alcuni erano già imprenditori, alcuni alla seconda startup, altri invece completamente a digiuno di strumenti comunicativi. E sono forse proprio le loro performance ad aver più entusiasmato i Mentor di Ninja Academy. Tra loro Giovanni De Caro (Atlante Ventures), Adele Savarese (Ninja Academy). Antonio Prigiobbo (NaStartup) e Raimondo Bruschi (imprenditore e figura arcinota ai frequentatori degli StartUp Weekend).

Alla fine, all’evento ospitato dall’acceleratore Tim #Wcap di Milano, l’ha spuntata Winezon di Gabriele Stringa. Un ecommerce per produttori di vino. Particolarmente attento all’aspetto estetico della presentazione, si vedeva che partiva da una base già solida che ha solo dovuto perfezionare.

Ma in generale la qualità era molto buona. Ma più che la perfezione tecnica di alcuni pitch (come quello di Eatness di Martina Ursini, che non ha vinto per un pelo ma che come presentazione orale era molto curato) sono i progressi di alcuni dei partecipanti che hanno reso l’evento particolarmente interessante. Molto valida la presentazione di Giuseppe Raia de La compagnia della qualità, un progetto per produrre latte interamente biologico ricco di principi nutritivi oramai persi nella produzione industriale che la sua tecnica di allevamento e in grado di riscoprire. Giuseppe ha lavorato in azienda per tanti anni ed era al suo primo pitch. Ma le tecniche imparate gli hanno consentito di non sfigurare davanti agli altri competitor anche molto più giovani. Pulito e preciso ha raccontato benissimo la sua impresa.

Stessa cosa per Luigi Callegari di Spoort, che ha un’idea di impresa molto valida che riguarda le lezioni di sci da remoto. Lui, sciatore da 45 anni, si è lanciato in un progetto di StartUp di cui sentiremo parlare. Alcuni erano poco più che idee di impresa, come Tdmedizine.com di Marco di Pietro o ancora Aureoo di Matteo de Marzadro e Luca De Albertis. Anche il progetto di Europe Saves Food di Nicola Ferrari è molto valido, e riguarda la possibilità di recuperare il cibo dei raccolti colpiti da intemperie e valorizzarlo. Un tema molto attuale quello della razionalizzazione delle risorse. Anche nel suo caso i progressi sono stati enormi.

Andare a scuola insomma serve. A patto che la scuola sia valida.

Arcangelo Rociola
Twitter: @arcamasilum

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