La startup dei comportamenti virtuosi che ha conquistato il comune di Firenze

Giochi per premiare i comportamenti virtuosi: la lunga strada di Greenapes, startup toscana che ha alle spalle una lunga sfilza di premi e un futuro ancora da scrivere

Se cercate una startup dal successo immediato e sfolgorante, allora avete sbagliato articolo. Se cercate invece la storia di un’azienda che sta cercando di costruire a poco a poco, con intelligenza, la sua strada, allora proseguite pure la lettura.

GreenApes nasce nel 2012, e viene lanciata in beta pubblica nel 2013: dopo un paio d’anni di attività, numerosi premi vinti , ma una community di utenti ancora in costruzione, da settembre di quest’anno si avvia a fare un primo possibile salto di qualità grazie alla partnership con due amministrazioni pubbliche: quella di Firenze (dove la società ha sede) e quella di Essen in Germania. Assieme ai due municipi, inviterà i cittadini a far uso della sua applicazione per smartphone e ad adottare comportamenti ecosostenibili.

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Il software adotta un approccio simile a quello di molti altri prodotti che mirano a modificare lo stile di vita di chi li adopera (ad esempio, le app che misurano le prestazioni atletiche o lo stato di forma fisica). I tasti da toccare nella psiche umana sono sempre quelli: gratificazione – ovvero attribuire ricompense vere o simboliche – a chi si comporta “bene” ed emulazione, incentivata attraverso la creazione di una community in cui tutti condividono le proprie azioni virtuose.

Nel caso di Firenze ed Essen, le ricompense per chi utilizza la piattaforma, arriveranno sotto forma di sconti offerti da negozi la cui attività ha in qualche modo a che fare con l’ambito “green”. Promosso e finanziato nell’ambito del progetto europeo CHEST (Collective enHanced Environment for Social Tasks), l’esperimento servirà alla startup anche da banco di prova per raffinare i meccanismi partecipativi alla base del prodotto.

“Finora – spiega a StartupItalia! il co-fondatore della startup Gregory Eve – abbiamo premiato le “azioni” anche basandoci semplicemente sul racconto fatto da coloro che le hanno compiute sui social media. Ora inizieremo a lavorare su meccanismi che consentano di verificare l’autenticità di tali comportamenti”.

La startup che premia i comportamenti virtuosi

Già, perché il business è tutto lì. Puoi anche avere, sulla carta, una community magnifica, dove tutti fanno a gare a chi si comporta meglio, a colpi di “oggi ho mangiato cibo organico“, “noi invece abbiamo preferito camminare per andare al lavoro invece di prendere l’auto“, “mi sono sottoposta a una doccia velocissima e fredda, pur di rispamiare energia”, ma chi controlla la veridicità di quanto affermato? Difficile pensare di potersi infilare sotto la doccia della paladina o del paladino dell’ambiente, per farlo di persona.

Bisogna trovare allora altre soluzioni, o altri ambiti applicativi. Uno dei piu propizi è probabilmente quello della mobilità. “Fra car pooling, car sharing, check-in sui mezzi pubblici – dice Eve – non è difficile immaginare meccanismi di verifica”.

Programmi di monitoraggio a cui sarà possibile aderire sempre in maniera facoltativa e su base volontaria, spiega il fondatore, Precisazione d’obbligo in tempi in cui il dibattito sulla privacy o sulla scomparsa della stessa, ferve più che mai.

Al momento, nella sede fiorentina della startup lavorano una decina di persone, metà part-time e metà a tempo pieno, i soci fondatori sono tre, tutti con un passato legato al mondo dell’ecosostenibilità e tutti transitati in passato per un motivo  per l’altro, in Svezia, una delle culle, assieme agli altri paesi scandinavi, dell’ecosostenibilità. “In Nord Europa certamente c’è un interesse molto forte per questi temi – dice Eve – ma c’è parecchia voglia di cambiamento anche dalle nostre parti. Speriamo che strumenti come possano aiutare la transizioni a un modo di vivere più rispettoso dell’ambiente”.

In attesa che questo avvenga, Greenapes si sostiene finanziaramente anche al lato “business” della propria offerta: una piattaforma per aziende che vogliano coinvogere i dipendenti in azioni virtuose, all’interno di politiche di responsabilità sociale d’impresa.

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