In Italia 20.000 persone lavorano nelle startup innovative

Nel 2015 gli addetti sono aumentati di 5 mila unità. Da aprile a fine giugno nel “libro paga” si contano 899 dipendenti in più, un incremento del 30%. Nello stesso periodo, si sono aggiunti anche duemila soci

Nelle startup innovative italiane, tra soci e dipendenti, è stato sfondato il tetto delle ventimila persone. I primi sei mesi del 2015 hanno fatto salire il dato di cinquemila unità rispetto alla fine del 2014, ma ad aumentare questa volta sono stati soprattutto i dipendenti. Secondo l’ultimo rapporto diffuso da InfoCamere, rispetto a fine marzo, ci sono 899 iscritti al libro paga delle startup in più, una crescita quindi del 30%. In media, oggi ci sono quasi 3 dipendenti in ogni startup innovativa, mentre almeno la metà delle startup con dipendenti ne impiega al massimo due.

C’è da sottolineare che questi dati si riferiscono alle posizioni Inps del 31 marzo 2015, in cui non viene specificato che tipo di contratto di lavoro abbiano questi dipendenti (co.co.co, a tempo determinato o a tutele crescenti), diventa quindi difficile fare un’analisi più approfondita delle cause di questo aumento.

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Anche i soci – che continuano ad essere la stragrande maggioranza (circa l’80%) di chi lavora in una startup innovativa – sono aumentati di molto negli ultimi tre mesi, nello specifico di duemila unità, con una crescita percentuale del 13,5% rispetto al primo trimestre del 2015.

Il trend di iscrizioni al Registro resta costante

In parallelo al numero dei soci è cresciuto anche il numero delle startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese, che a fine giugno del 2015 hanno toccato quota  4.248, in aumento di 537 unità rispetto alla fine di marzo (+14,5%).  Il dato però – pur restando sempre positivo – è in calo rispetto a quello dei trimestri passati, i primi tre mesi del 2015 aveva segnato infatti  +16,7%, mentre alla fine del 2014 la percentuale di nuove società iscritte alla sezione speciale toccava addirittura un +20% rispetto al trimestre precedente. Bisogna però considerare che il trend di iscrizioni, in valore assoluto, è sempre lo stesso e la percentuale più bassa si spiega con l’aumento della base di calcolo. Resta fermo invece al 23,7% come lo scorso trimestre, il dato delle startup con una compagine societaria a prevalenza giovanile, una dato che alla fine del 2014 era al 26%.

In diminuzione il capitale medio

A diminuire però  – per la prima volta – c’è anche il capitale medio che da aprile a giugno di quest’anno segna un calo del 3,3% , a fronte di un +7,5% dello scorso trimestre e addirittura un +20% della fine del 2014. Il capitale di cui si parla si riferisce al dato presente nel Registro con la “foto” d’archivio al 30 giugno 2015, (compresi quindi gli eventuali aumenti o riduzioni di capitale successivi alla costituzione della startup innovativa). “Bisogna andare piuttosto cauti nell’interpretazione di questo dato perché può essere semplicemente che nei trimestri precedenti fossero entrate delle imprese con capitale più cospicuo mentre invece in quest’ultimo trimestre non ce ne siano state”, spiega Antonio Benfatto, dirigente di InfoCamere commentando il risultato inferiore del dato medio.

Sempre più startup a Milano e Roma

Intanto, Milano (che  mantiene il podio della provincia italiana con più startup innovative in assoluto) e Roma diventano sempre più centri aggregatori di  startup innovative che nei loro territori continuano ad aumentare a vista d’occhio

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