Le 18 startup del turismo migliori in Europa (da Helsinki a Treviso)

Una selezione delle migliori startup europee del turismo, mare, montagna, le migliori città e i migliori percorsi in una selezione delle 18 più interessanti del 2015

Se fino ad ora vi siete scervellati tra agenzie di viaggi, online travel agency e motori di ricerca, adesso potete smettere di farlo e rilassarvi: ci sono diverse startup in Europa in grado di organizzare le vostre vacanze in Italia e all’estero valorizzando la vostra esperienza e disegnando itinerari perfetti. Qui  una selezione di startup europee e italiane che possono fare al caso vostro: da Parigi a Copenaghen passando per Helsinki, Berlino e Barcellona, ecco come organizzare le vostre ferie senza stress.

costa-azzurra

Condivisione, barche e visite di nicchia

1. Windsurf o kayak? Basta inserire lo sport acquatico che preferite e i giorni che avete a disposizione per potere organizzare un fine settimana in mezzo alle onde. È quello che promette Boaterfly, startup francese con sede a Parigi che permette di prenotare un viaggio nell’oceano o qualsiasi altra avventura acquatica con pochi click. Lo scorso mese, la startup ha chiuso un investimento seed da 500 mila dollari per il suo sviluppo.

2. Holidu permette di scegliere alcune tra le migliori soluzioni in affitto. Dalla casa in riva al lago al piccolo bungalow passando per l’appartamento in centro, questa startup di Monaco vuole rendere l’affitto di una casa vacanza facile quanto prenotare una stanza in hotel, grazie a un algoritmo di ricerca estremamente preciso. Nel 2015 hanno raccolto 900k euro in venture capital.

3. Se invece avete le idee chiare, e volete cercare un bellissimo cottage nel Regno Unito, allora quello che state cercando è Snaptrip, l’idea di un team londinese che vi permetterà di organizzare una fuga dal lavoro nella meravigliosa campagna britannica al miglior prezzo sul mercato.

4. Trampolinn, altra startup parigina punta sulla condivisione degli spazi e sull’ospitalità. Una vera e propria community che si ospita a vicenda: se accogli un viaggiatore, infatti, accumuli dei credits grazie ai quali puoi girare il mondo ed essere ospitato da altri membri della piattaforma, in base alla disponibilità del posto.

5. Per il problema del pagamento del parcheggio, potete affidarvi a Tripndrive: la piattaforma infatti, piuttosto che lasciare l’auto ferma in uno degli aeroporti europei, la affitta a viaggiatori che arrivano in quella destinazione e la utilizzano per i giorni in cui sarà disponibile, pagando tariffe molto più basse rispetto agli autonoleggi.

6. Per scoprire anche gli angoli più nascosti delle maggiori città europee, allora dovete abbandonare le normali guide e affidarvi a chi in quel posto ci abita tutto l’anno: è questa l’idea alla base di Trip4real, una startup di Barcellona che offre attività di ampia gamma nelle città puntando sull’esperienza unica e sui tour guidati che i cittadini offrono ai turisti, alla scoperta di luoghi meno conosciuti e fuori dai circuiti principali dei turisti. C’è grande attenzione intorno a questa idea, nata nel 2013 e che ha già raccolto più di 3 milioni di euro di finanziamento.

7. Farvi accompagnare dai cittadini delle singole città tra cibo e tradizioni. L’idea è quella di Withlocals, che punta però molto sulla gastronomia e sulle tipicità: questi ragazzi di Eindhoven hanno pensato ad un modello che apra le porte di casa ai viaggiatori ed ai turisti, facendo assaggiare loro la cucina tipica e le esperienze di ogni specifico posto.

Mappare il proprio viaggio e condividerlo subito

8. Usare un’app per creare il proprio viaggio personale, mapparlo e renderlo disponibile offline alla community è invece lo scopo di CreateTrips, startup nata ad Helsinki. L’applicazione, disponibile per ora solo su iOs, aiuta e ispira i viaggiatori incoraggiandoli a pubblicare il loro viaggio ed a rilasciarlo dietro pagamento di una fee.

9. Se volete unire l’utile al dilettevole e organizzare incontri di lavoro nei tempi morti della vostra vacanza, Startuptravels è quello che fa per voi: potrete utilizzare lo strumento creato da questo team di Copenhagen per connettervi con startupper del luogo, cercare un ufficio dove lavorare o ricevere appuntamenti.

10. Il team berlinese di Trip.me, invece, è molto importante conoscere a fondo il posto che si visita. Proprio per questo vi mette in contatto con operatori turistici locali per dei tour fuori dagli schemi: vi basterà inserire la nazione da visitare per vedere l’elenco delle visite previste e il nome del vostro tour operator locale, con il quale avere un contatto diretto.

11. Travador, invece, è una delle startup del settore travel più finanziate: questo team tedesco ha ricevuto più di dieci milioni di euro offrendo viaggi personalizzati puntando su wellness, relax, viaggi romantici o esperienze di lusso a prezzo estremamente scontati. Il portale è attualmente in nove lingue e punta ad ingrandirsi ulteriormente.

12. Punta sul rapporto tra ospite e hotel, invece, Triptease: il suo scopo è quello di creare strumenti digitali per incrementare la trasparenza ed aumentare la fiducia da parte dei viaggiatori verso gli hotel. Magazine, cartoline digitali e controllo del prezzo sono i punti forti per convincere i turisti a prenotare relazionandosi direttamente con gli hotel piuttosto che con le OTA.

13. E se volete concludere il vostro viaggio con una visita in museo, un musical o un concerto, potete affidarvi a Tiqets, la startup di Amsterdam che vende biglietti per ogni tipo di evento, dai tour nelle città ai cinema. Il sistema si integra direttamente con i portali di aeroporti, hotel e online travel agency.

14. Per affittare una barca potrete rivolgervi a Zizoo (www.zizoo.com), la startup viennese definita “il Booking.com delle barche”. Grazie al suo motore di ricerca, potrete trovare i prezzi più convenienti per l’affitto di un natante,  combinato ad un importante servizio charter.

E le italiane? Ecco la nostra selezione

15. Anche in Italia, però, le eccellenze in campo turistico non hanno nulla da invidiare a nessuno. È il caso di Viaggiart, ad esempio, l’idea di due giovani calabresi che hanno messo in rete e mappato tutti i beni culturali d’italia per offrire ai viaggiatori la possibilità di trovare monumenti, musei e beni culturali nelle loro vicinanze, abbinandoli poi ad attività commerciali, servizi e eventi presenti nella zona.

16. Se invece avete già deciso di visitare un museo ma non volete affrontare estenuanti code, allora Musement fa al caso vostro: la startup milanese, che ha ricevuto nei mesi scorsi un finanziamento da 5 milioni di euro, vi permetterà di organizzare la visita al museo e di organizzare tappe collegate direttamente dal vostro smartphone.

17. Uno dei problemi principali di ogni viaggiatore, però, è quello di muoversi autonomamente: Wanderio vuole risolvere proprio questo problema, dando la possibilità ad ogni viaggiatore di pianificare il proprio viaggio e combinare bus, treni, taxi e altro per raggiungere il posto delle proprie vacanze.

18. Come misurare, invece, la reputazione delle località turistiche? A questo ci pensa Travel Appeal, la piattaforma creata da Mirko Lalli e incubata a H-Farm: l’appeal di una destinazione si misura attraverso il Travel Appeal Index Score, è un valore risultante da centinaia di variabili che vanno ad analizzare gli aspetti che influiscono sulla percezione della destinazione in termini di “sentiment” e “reputation”, sulla capacità organizzativa e di marketing e sulle performance in ambito turistico ricettivo.

5 Commenti a “Le 18 startup del turismo migliori in Europa (da Helsinki a Treviso)”

  1. ciarenani

    Bè dimenticate harbourspot.com la prima realtá che permette ai proprietari di barca di affittarla come pernottamento!!!

    Rispondi
  2. Lidia Marconi

    Buongiorno a tutti!volevo solo segnalare questo blog, molto utile per chi desidera avviare una propria startup ma non sa come fare:www.comeaprire.it oppure la sua versione americana, per chi desidera intraprendere nel mercato statunitense http://www.howtostart.us

    Rispondi
  3. Giovanni Dominoni

    Tecnicamente, Travador non offre viaggi vacanza (che includerebbero anche il viaggio, appunto), ma solo il pacchetto offerto dall’hotel. Da esperto nel mondo del turismo, mi chiedo se questa start up stia realmente facendo successo in termini di transazioni reali, perchè il modello sembra essere molto figo per i non addetti al settore (tra i quali fanno probabilmente parte anche alcuni investitori), ma per chi ci lavora e ha a che fare con cose di questo tipo ogni giorno, non credo sia chiaro quale sia il vantaggio rispetto all’offerta attuale. Sono curioso

    Rispondi
  4. Alessia

    Nel panorama italiano delle vacanze in barca a vela c’è anche http://www.sailsquare.com, nata nel 2012 e con più di 800k di investimenti collezionati tra fondi e investitori privati. Il grande cambiamento che ha apportato Sailsquare nel mondo delle vacanze in barca a vela è la possibilità di imbarcarsi singolarmente, senza dover creare a priori un equipaggio e senza l’incombenza di dover noleggiare una barca (e quindi di aver bisogno di un membro dell’equipaggio con patente ed esperienza). Nasce sulla scia della sharing economy: i privati che posseggono una barca possono trovare persone con le quali condividere le spese, navigando così di più durante il corso dell’anno e facendo nuove amicizie. La community permette di conoscere i membri dell’equipaggio ancor prima di partire: dalla pagina della vacanza infatti è possibile accedere al profilo dei singoli partecipanti. Insomma, è una novità tutta Italiana, che sta avendo davvero successo, da tenere da conto.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le 6 startup finaliste di .itCup Registro 2017

Dalle 110 candidature arrivate per la sesta edizione della .itCup organizzata dal Registro.it sono stati selezionati i progetti innovativi che parteciperanno alla .itCup School a Pisa. E che il 26 ottobre saranno in finale a Roma

Negli Stati Uniti arriva il primo avvocato-robot al mondo. Ed è gratuito

Il robot, che si chiama DoNotPay, in realtà è un’intelligenza artificiale in forma di chatbot e offre consulenza gratuita a chi non può permettersi un legale in carne e ossa. Nei due anni di sperimentazione ha contestato 375mila multe per il parcheggio

McDonald’s firma una linea di abbigliamento e la consegna a casa con UberEats

La famosa catena di fast food ha pensato per il 26 luglio a una campagna per celebrare il Global Delivery Day: in quella data chi ordinerà con UberEats si verà recapitare a casa un articolo con riferimento al marchio del Big Mac

I vincitori della prima edizione: “Siamo cresciuti grazie a Start To Be Circular”

Grazie alla call di Fondazione Bracco la startup Orthoponics ha acquisito le giuste competenze per conquistare il mercato. Scadenza il 3 di novembre. In palio un premio del valore di 10.000 euro e l’ingresso nell’incubatore SpeedMiUp