Come parlano gli startupper (27 cose da sapere)

Come parlano gli startupper è un elenco semiserio di slang, modi di dire, frasi fatte e paradossi del linguaggio di chi fa startup nel mondo raccontati da TechCrunch che qui riproponiamo con qualche variazione “italiana”.

Le chiacchiere tra startupper possono sembrare criptiche. Oltre al vasto uso di termini inglesi, chi fa startup ama parlare per abbreviazioni, sigle, modi di dire. Un gergo per cui è necessaria una preparazione.

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Per aiutare chi ogni giorno ha a che fare con gli startupper, ma fatica ancora a comprendere il loro linguaggio Tech Crunch ha preparato un mini dizionario, molto ironico: “How To Speak Startup”. «Un modo», scrive il sito, «per demistificare il gergo delle startup e trasformarlo in una «lingua franca»: «in fondo, vale anche la pena capire questi ragazzi delle startup. Uno o due di loro potrebbero anche costruire qualcosa di utilzzabile». Ne esce un elenco a cinico, spesso paradossale, sul linguaggio usato in Silicon Valley da wannabe startupper. Ma non solo.

1. Acqui-hire (o signing bonus) – Una strategia per procurarsi dei talenti usata da Google a metà degli anni 2000. Succede quando un’azienda molto più grande pensa che il tuo team sia ottimo – ed è disposta a pagarvi un bonus per convincervi a dire di sì, ma l’idea che portate avanti è terribile.

2. Fallimento – Un insuccesso che in Silicon Valley, però, diventa una cosa da celebrare.

3. Cashflow Positive – ma capita spesso quando qualcuno ci ha messo dei soldi.

4. Pivot – Ciò che accade quando un’azienda capisce che deve correggere la rotta intrapresa per evitare il fallimento. Il classico esempio di pivot è quello di The Point – un social media che permetteva di aggregare persone che volevano risolvere lo stesso tipo di problema – che è diventato Groupon solo dopo aver postato il primo, disperato, deal per una pizzeria a Chicago.

5. SaaS — Perde soldi.

6. Pre-Money Valuation – Un numero inventato.

7. Post-Money Valuation – Un numero inventato insieme al tuo venture capitalist, ma con qualche soldo vero fatto.

8. “Lavoro nelle PR.”– Possedere, appunto, gli indirizzi email di diversi giornalisti.

9. ExitCi sono buone e cattive exit. Le buone exit accadono quando vai alla grande, non ti sei fatto ancora distruggere dalla tua azienda e qualcuno si fa avanti per comperare il tuo business (anche “acqui-hire”). Le cattive exit sono un altro modo per dire che non sei riuscito a fare niente di rilevante, a parte far evaporare il portafogli del tuo vc.

10. “Sono un imprenditore seriale.”– Una persona che ha avuto due idee. Entrambi fallite.

11. Lo spazio – Chiamare il luogo di lavoro “azienda” è troppo difficile. Meglio pensare alla propria impresa come a un giocatore che si muove in uno spazio definito. Gli startupper amano usare questo termine soprattutto quando sanno che il mercato che li circonda è affollato. Non sappiamo perché lo facciano.

12. VC –1) I venture capitalist raccolgono somme di denaro da persone benestanti o istituzioni e li scaricano a giovani aziende in cambio di una parte dell’azienda stessa. 2) Uno spacciatore istituzionale di oppio pharmaceutical-grade Opium (vedi anche “Oppio”)

13. Oppio – OPM, o “i soldi degli altri”, è una sostanza che crea dipendenza negli imprenditori. Se ne capisce il vero valore solo quando finisce.

14. “Stiamo andando alla grande”– Non stiamo andando alla grande.

15. SF (San Francisco) / The Valley – Un luogo di cui i VC e i luminari del tech parlano come se fosse il posto più fantastico della terra e dove tutti dovrebbero trasferirsi.

16. “Stiamo crescendo del 500 per cento di settimana in settimana.” — La scorsa settimana avevamo un user. Oggi ne abbiamo sei.

17. “Non stiamo raccogliendo fondi.”— “Stiamo raccogliendo fondi.”

18. UI/UX– Sigle che stanno per “User Interface” e “User Experience”. Spesso utilizzati dagli imprenditori nel riferirsi all’estetica e all’utilizzabilità del loro prodotto – soprattutto quando non hanno alcuna nozione di design.

18. “Siamo un’azienda che punta sul design.” – Non sappiamo scrivere codici.

19. Non-GAAP Profitable — Un’affermazione che le aziende, specie quelle improduttive amano fare. The idea that non-cash costs don’t count is usually the sort of sickness you see here.

20. “I’m the business guy”. Già.

21. Gravity — Be, sapete, non esiste in Silicon Valley.

22. $32 Million Series A Round — Qualcosa che è condannato all’insuccesso.

23. Growth Hacking – Attività di vendita, marketing o qualsiasi altra cosa a cui viene aggiunta l’etichetta “hacking”.

25. “We’re seeing great gross margins, and so are investing in growth given our strong, SaaS unit-economics.” — Stiamo perdendo soldi.

26. “We’re stomping on the gas pedal, given our strong SaaS unit-economics, and are actively seeking additional capital to power our sector-leading growth.” — Ovvero, abbiamo perso tutti i nostri soldi e avremmo bisogno dei vostri, per favore.

27. “We’re Crushing It!”– Stiamo spaccando, sì, ma probabilmente solo i soldi degli investitori e i sogni di fare davvero quello che si voleva. Prima regola quando succede, non dirlo. Non parlarne. Come per il Fight Club.

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