Tiziana Mattioni entra in Genenta Science come COO

La startup biotecnologica milanese ha concluso a maggio un round di investimento di 10 milioni con il supporto della private bank di Mediobanca e Mediolanum, Banca Esperia

(Comunicato Stampa) – Genenta Science, la società biotech focalizzata sulla terapia genica di cellule staminali ematopoietiche, ha annunciato che la ricercatrice Tiziana Mattioni entra nell’azienda come Chief Operating Officer. La Dottoressa Mattioni arriva a Genenta Science da Merck Serono, una divisione della tedesca Merck KGaA, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Globale del programma leader in oncologia.
Alla Merck Serono la dott.ssa Mattioni ha guidato lo sviluppo di vaccini contro il cancro e farmaci anti-angiogenici. Prima della sua posizione come leader in oncologia, la dott.ssa Mattioni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in operazioni di sperimentazione clinica e sicurezza medica (farmacovigilanza).

La dott.ssa Mattioni ha ottenuto il suo dottorato in microbiologia presso l’Università di Genova e di biologia cellulare all’Università di Ginevra e detiene inoltre una borsa di studio post-dottorato presso il Dana-Farber Cancer Center, Boston , Stati Uniti, Sloan-Kettering Cancer Center, New York, Stati Uniti e l’Università di Ginevra, Svizzera.

Genenta

«Tiziana, che ha più di 20 anni di esperienza nell’international R&D management e con una vasta esperienza terapeutica sarà una grande risorsa, mentre continuiamo a sviluppare e far crescere Genenta Science» Sostiene Pierluigi Paracchi, chairman e Ceo di Genenta Science. «Sono entusiata di dare a Tiziana il benvenuto nella nostra leadership».

«Sono contenta di far parte di Genenta Science» afferma la dott.ssa Mattioni «non vedo l’ora di andare avanti con lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti che hanno necessità mediche insoddisfatte».

Genenta Science

La terapia proposta da Genenta Science consiste nell’inserimento di un gene terapeutico nelle cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo attraverso un vettore lentivirale derivato dall’Hiv, modificato e depotenziato, al fine di stimolare la produzione, nelle cellule che si diversificheranno, di una specifica proteina, l’interferone-α, tossica quando usata in trattamenti farmacologici. L’obiettivo è fare in modo che monociti e macrofagi colpiscano solo i tessuti coinvolti da eventuali tumori.
La startup biotecnologica, fondata da Ospedale San Raffaele insieme a Pierluigi Paracchi, chairman e Ceo, Luigi Naldini, direttore del Tiget di Milano, e Bernhard Gentner, ematologo e ricercatore nello stesso San Raffaele-Telethon, ha concluso a maggio round di investimento di 10 milioni di euro, con il supporto della private bank di Mediobanca e Mediolanum, Banca Esperia.

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