Mentor, coach e teacher: che differenza c’è e cosa è meglio per te e la tua startup

Steve Blank spiega la differenza: teacher per apprendere qualcosa, coach per raggiungere uno scopo e mentor è una persona con cui hai un rapporto dare-avere

Nell’ambiente startup c’è sempre molta confusione riguardo ai termini mentor, advisor, coach e tutor. Spesso vengono usati come sinonimi e altrettanto spesso vengono usati a sproposito, soprattutto da chi muove i primi passi in questo settore.

Non molto tempo fa mi sono imbattuto in un post di Steve Blank che, attraverso la sua esperienza personale, fa luce sulla questione, spiegando chiaramente qual è la differenza.

Facciamo un attimo un passo indietro per chi non lo conosce.

La lezione di Steve Blank sui mentor

Steve Blank è una delle persone più rispettate ed influenti della Silicon Valley. Imprenditore seriale, docente universitario, autore di diversi bestseller sul mondo imprenditoriale e blogger molto prolifico. Tra i suoi libri più famosi ci sono  The Startup Owner’s Manual e  The Four Steps to the Epiphany (dove viene illustrato il concetto di Customer Development Process).

Secondo Blank, molti imprenditori sono alla costante ricerca di mentor ma in realtà quello che chiedono è un teacher o un coach. È arrivato a questa conclusione quando, durante una conferenza, una persona dal pubblico gli ha chiesto “come faccio ad avere Steve Blank come mentor?”.

Essendo un docente universitario, Blank si trova ad avere con i suoi studenti una relazione docente-studente (teacher, appunto). Questo vale sia durante le lezioni “classiche”, nelle quali insegna teoria sulle startup e anche una metodologia (il Customer Development Process) che per i momenti di pausa. Dare consigli agli studenti alla macchinetta del caffè o durante una pausa pranzo non può essere considerata un attività di mentoring. Si tratta, anche in quel caso, di un passaggio di informazioni in maniera unidirezionale: da docente a studente.

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Il mentor e suoi allievi

Qual è allora la differenza con un mentor? Tra un mentor e i suoi allievi c’è una relazione bidirezionale!

Anche in questo caso Steve supporta la sua affermazione con un’esperienza diretta, raccontando chi erano i suoi mentor in gioventù e che tipo di rapporto aveva con loro. Durante le sue esperienze imprenditoriali giovanili, Steve ha avuto diversi mentor e con ognuno di loro c’era un rapporto di “dare-avere”. Da un lato apprendeva quotidianamente dalle loro esperienze e competenze e in cambio dava qualcosa di altrettanto importante per loro: un approccio fresco e giovane. Non solo sul fatto di essere aggiornato sulle ultime tecnologie, mercati e trend, ma soprattutto sul portare una nuova prospettiva e riconoscere nuovi pattern su cose che i mentor già conoscevano.

Se ti stai chiedendo “allora come trovo un mentor?”, Blank risponde a questa domanda con un’altra domanda “Sei pronto a dare qualcosa in cambio?”. Se non sei pronto ad iniziare una relazione bidirezionale dove anche tu devi donare molto, allora lascia perdere la tua ricerca di un mentor. Non chiedere, inizia a dare.

Riassumendo:

  • teacher, coach e mentor sono tre figure diverse;
  • se vuoi apprendere uno specifico argomento ti serve un teacher;
  • se vuoi affinare le tue competenze o raggiungere uno scopo specifico ti serve un coach;
  • se vuoi migliorare durante tutta la tua carriera cerca qualcuno che tenga a te a tal punto da farti da mentor.

Se volete avere più informazioni su Steve Blank, potete partire dalla sua pagina Wikipedia. Se invece volete rimanere aggiornati sui suoi post, potete seguirlo sia su twitter che su medium. Infine, qui trovate tutti i suoi libri, alcuni in italiano e altri in inglese.

Raffaele Gaito

@duplikey

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