Calabria, un premio di 25mila euro alle startup innovative. Grazie a Università e PNICube

Tra i sostenitori dell’iniziativa anche Iren Spa, Cirem, Mise, Miur, ministero del Lavoro e Polimi. E una menzione speciale sarà riservata alle donne che lanciano startup

«Qualche anno fa Josè Manuel Barroso, da Presidente della Commissione Europea, disse che avevamo trasformato l’euro in conoscenza. Oggi io dico che dobbiamo lavorare per trasformare la conoscenza in euro. I Venture Capitalist americani si stanno muovendo e speriamo che arrivino anche in Italia. Ma il nostro Paese sta sbagliando: il “fondino” istituito, di 20 o 30 milioni di euro, non basta». A dirlo Francesco Profumo, presidente di Iren Spa, nella conferenza stampa di presentazione della tredicesima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione che si è tenuta il 5 ottobre a Roma all’Istituto Luigi Sturzo. Insieme a Profumo, erano presenti anche Davide Chiaroni del MIP Politecnico di Milano, Fabrizio Cirelli della Cirem Consulting, Mario Calderini del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Mattia Corbetta del ministero dello Sviluppo Economico.

Logo di PNICube

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25mila euro alle startup innovative

Il Premio è promosso dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari – PNICube, in collaborazione con l’Università della Calabria e verrà consegnato il 3 e 4 dicembre prossimi presso la sede cosentina dell’ateno. E a proposito di Cosenza, proprio Profumo ha parlato della «grande capacità di attrazione dell’ateneo calabrese, che nell’anno accademico in corso ha addirittura aumentato il numero degli iscritti a ingegneria. Ma non solo – ha aggiunto il presidente di Iren Spa – a Cosenza sono nate aziende che oggi hanno fama mondiale: questo a dimostrazione che non esiste un Nord e un Sud, ma solo un’Italia buona e una meno». Quattro i premi assegnati in altrettanti settori: life sciences, IREN cleantech & energy, industrial e ICT, ciascuno per una somma di 25mila euro. Tra i vincitori poi verrà eletto il vincitore assoluto del PNI 2015 e all’istituzione accademica che ha espresso la startup vincitrice sarà consegnata la Coppa dei Campio PNI. Inoltre, verranno assegnati premi speciali messi a dispozioni da ambasciate e da aziende partner.

Il ruolo dell’innovazione in Italia (e un po’ di numeri)

«Iren Spa – ha spiegato Profumo – crede fortemente nel ruolo strategico dell’innovazione e della ricerca nel panorama industriale italiano. Per questo sosteniamo e incentiviamo il PNI 2015 e i piani di impresa innovativa, ritenendo che sviluppo e crescita non possano che trarre giovamento dal confronto e dalla collaborazione con startup innovative, ambiziose e supportate da solidi progetti imprenditoriali». Nel 2014 il premio ha visto partecipare 15 Start Cup – oggi saranno 18 – per un totale di 3123 imprenditori, 1219 idee di impresa, 503 business plan e 58 progetti che si sono giocati la finale nazionale. Ma non è finita qui: secondo i dati ufficiali del registro delle imprese delle Camere di Commercio d’Italia, nel primo trimestre del 2015 il numero di startup innovative iscritte è pari a 3.711, cioè 532 in più rispetto alla fine di dicembre (+16,7%). Le startup rappresentano lo 0,25% del quasi milione e mezzo di società di capitali italiane. Il capitale sociale delle startup è complessivamente di 192 milioni di euro: in media, circa 52mila euro a impresa. Il capitale medio è aumentato del 7,5% rispetto al quarto trimestre 2014.

L’importanza delle Università per la nascita e crescita delle startup

Per Marco Cantamessa, Presidente di PNICube, «fino a qualche anno fa, questa conferenza stampa non sarebbe stata possibile, perché ognuno avrebbe lavorato per fatti suoi. Questo lavoro sull’innovazione è un lavoro che darà soddisfazione tra qualche anno. L’Italia è abbastanza vicina a questo, anche se per molto tempo abbiamo pensato che non si vedessero risultati». Cantamessa ha sottolineato il ruolo del mondo accademico «sempre più attivo nello sviluppo di una reale cultura d’impresa: è l’università che sempre di più crea importanti opportunità di collegamento con il mondo produttivo, in particolare delle grandi e medie imprese».

Le donne nelle startup (e la Menzione Speciale del Premio)

Questa edizione del premio vede anche un protocollo d’intesa firmato con il dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dà vita alla Menzione Speciale per l’imprenditoria femminile proprio partendo dagli incubatori universitari. Come ha ricordato Cinzia Allitto, capo segreteria del sottosegretario di Stato del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in Italia, ancora secondo i dati delle Camere di Commercio, le startup a prevalenza femminile sono 477, il 12,9% del totale, una quota inferiore a quella delle società di capitali femminili (16,4% del totale delle società di capitali). Le società in cui almeno una donna è presente nella compagine societaria e/o nell’organo amministrativo sono 1.654 (44,6% del totale startup, quota non distante da quella delle società di capitali con presenza femminile, 50,1%). «La Commissione Europea – ha detto la Allitto – si è data come obiettivo il 2020 per far sì che il 75% della popolazione europea abbia un lavoro. Ma la strategia adottata non sta avendo particolari frutti. L’obiettivo – ha sottolineato ancora la Allitto – è perseguibile solo se si punta a una maggiore occupazione di uomini e donne».

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