La startup italiana che promette mai più giocatori scarsi nel basket, grazie ai big data

MYagonism è un’idea nata da 4 ragazzi italiani che hanno partecipato alla Startup School di San Francisco. E che ora vogliono portarla anche nel calcio, tennis e baseball

È possibile fare l’analisi del talento di giocatori e allenatori di basket? Fino ad ora, no (se non con meccanismi molto costosi). Invece un team di quattro ragazzi – Paolo Raineri (28, CEO), Lorenzo Lanzieri (28, Project Manager), Andrea Facchi (28, COO) e Tullio Facchinetti (CTO), 40 anni – ha non solo pensato che sarebbe stato possibile, ma ha addirittura creato un sito, Myagonism, che serve appunto a fare l’analisi tecnica del talento. Abbiamo intervistato il CEO Paolo Raineri.

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Paolo, tu sei laureato in biologia marina a Pavia. Come è nata l’idea di Myagonism, interamente dedicata al basket?

«È nata da me e Lorenzo: entrambi giocavamo a basket, io con scarsi risultati, lui invece era più bravo. E avevamo notato che in quel mondo il talento contava davvero poco. O eri figlio di, o non facevi carriera. C’era quindi un grosso problema di analisi del talento. Nel 2011 quindi ci siamo messi a studiare un algoritmo basato sulla fuzzy logic, che ho preso dai miei studi di biologia marina e che poi con Tullio Facchinetti, come ingegnere del software, ho sviluppato: funziona con la stessa logica usata dalle macchine che si parcheggiano da sole o gli elettrodomestici, cioè standardizza cose non standardizzabli. Quest’algoritmo ci serviva a considerare tutte le variabili che misurano il talento, in ogni sitazione: ad esempio, la stanchezza fisica e la difficoltà della partita, per ogni singola azione del giocatore. Poi ci ha ispirato un film americano, con Brad Pitt, che si chiama “Moneyball”, e che parla di una squadra arrivata in finale grazie al suo allenatore che, nonostante i pochi soldi del club, comprava i giocatori proprio in base alle statistiche».

E così avete lanciato MYagonism? Avete anche trovato venture capitalist?

«Sì, nel 2013 abbiamo fondato MYagonism: all’inizio neanche sapevamo cosa fosse una startup. Ma siamo finiti alla Startup School di San Francisco. Io poi ho girato un po’ in tutto il mondo e dal 2013 abbiamo raccolto 250mila dollari da due privati italiani. Si tratta di due serial entrepreneur che hanno tre exit alle loro spalle. Si tratta di Nicola Lamberti e Gaetano Passaro, entrambi appassionati di sport. Lamberti, poi, è anche un fisico e in quanto tale ha più apprezzato il nostro algoritmo».

Cosa offre e come funziona MYagonism?

«Oltre all’analytics platform, che è una sorta di “Linkedin+Google analytics” per lo sport dove coach, players e recruiter possono analizzare i dati, abbiamo messo a disposizione anche un’app per gli assistant coach che serva a tracciare le statistiche durante una partita. Il nostro è un wearable hardware, cioè un hardware che si indossa ed è usato per tracciare velocità, accelerazioni, movimenti e palla. C’è poi un’app di strenght&conditions utile ad analizzare l’andamento fisico dei propri atleti. Infine, forniamo un’app di second screen creata in collaborazione con TOK.tv, che facilita il fan engagement: grazie a questa app, è possibile vedere in live streaming dati e movimenti che i fan potranno tenere sotto controllo durante la partita. È lo stesso sistema che usano la Juventus FC e il Real Madrid FC».

La costante analisi, sia per giocatori che per coach, non toglie il gusto dell’imprevidibilità del gioco?

«In realtà no. Con i dati SAP, la Germania ha vinto l’ultimo mondiale di calcio. Le statistiche non tolgono l’enfasi, semplicemente aumentano l’engagement. Il fatto è che è davvero impossibile prevedere i risultati di una partita. Piuttosto, MYagonism fornisce un servizio importante ai coach, facilitandone il lavoro. Il gioco in campo si fa in due. I dati aiutano solo i giovani a capire come stanno crescendo e a sentirsi più inclusi, evitando in questo modo il drop out giovanile. E si sprecano anche meno soldi: se un allenatore che usa la nostra app di strength & condition traccia i giocatori durante gli allenamenti e le partite, il coach potrà prendere decisioni più consapevoli per prevenire gli infortuni e il manager del club potrà valutare l’andamento e il miglioramento dei giocatori dovuto al lavoro, buono o non buono, del preparatore».

I prossimi passi di MYagonism quali saranno?

«L’obiettivo è quello di non occuparci solo di basket, ma di rendere MYagonism scalabile anche in altri sport, tipo calcio e baseball. Al momento ci sono 600 squadre iscritte da più di 40 paesi nel mondo, stiamo raggiungendo i 900 club e contiamo di raggiungere 10mila utenti entro la fine di Dicembre 2015. Considera che si parla di circa 30 persone per squadra. Vogliamo raggiungere i 10mila utenti, quindi le 4-5000 squadre. Con le 23 squadre dell’anno scorso abbiamo raggiunto le 3milioni di actions: si calcolano circa 15 variabili per ogni azione».

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