1 miliardo di investimenti in startup e altre 5 cose da fare subito in Italia

All’Internet Governance Forum si è discusso di cosa fare per far crescere il digitale in Italia. Sul lato startup l’intervento di Marco Bicocchi Pichi sulle misure da affrontare per far crescere l’ecosistema

Lunedì 12 ottobre a Roma alla Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio si è tenuto l’Internet Governance Forum Italia 2015. Nella sessione del pomeriggio moderata da Riccardo Luna e titolata “La riscossa digitale” ho avuto l’opportunità di ascoltare ed imparare dai colleghi invitati con me dal nostro Digital Champion Nazionale.

startup competition

Il nostro moderatore che come tutti i frequentatori di social e siti dedicati all’innovazione ed alle startup ben sanno è onnipresente e si sta spendendo con grande generosità per portare testimonianza ed ascoltare le domande ed i suggerimenti di tutti. Arrivato un po’ in ritardo si è simpaticamente scusato ricordando di quando ventenne era soprannominato “Ritardo Luna, l’una e mezza”. Da maestro della moderazione ha pero’ assicurato che finissimo in tempo puntuali per l’inizio del successivo panel.

Siamo in ritardo sul digitale, ma abbiamo eccellenze

La domanda con cui Riccardo ha posto il tema è stata chiara : “Il ritardo dell’Italia lo conosciamo, ma possiamo anche dire che c’è un cambiamento, una riscossa digitale?”.
La risposta è stata lasciata agli interventi del panel ma ci è stato ricordato che c’è (finalmente) un piano di investimenti per la infrastruttura della rete a banda larga, che sono oltre 4mila le startup innovative iscritte al registro imprese, che l’Italia è nei primi posti al mondo per numero di FabLab ed organizzazione di Coderdojo e che la rete dei Digital Champions conta oltre duemila cittadini attivi.

Il tema del digital divide che attraversa giovani vs. anziani, benestanti vs. poveri, laureati vs. basso istruiti, è un tema per cui occorre battersi per superare un disagio sociale che va superato.

Riccardo ci ricorda che il Presidente del Consiglio Renzi nel question time ha affermato che “nei prossimi mesi ci giocheremo tutto su digitale ed innovazione”. L’intervento di Giuseppe Tilia di Telecom Italia rassicura sul piano in atto di investimenti, un piano definito di estrema concretezza sull’infrastruttura di rete fissa in fibra “all’armadio” fino ai 30Mbit per le famiglie, la banda ultra larga su mobile ed i data center per totali 5 miliardi nel triennio 2015/2017.

Il successo della campagna #soldipubblici

Ernesto Belisario consigliere AGID ricorda i ritardi dell’Italia e parla di “ansia normativa” che induce in Italia a voler troppo normare e ad implementare le decisioni. Ci ricorda inoltre che i servizi digitali della PA in Italia sono molti ma troppo spesso “burocentrici” pensati non per il cittadino utente. Poco consociuti, poco ergonomici. Tuttavia alle ombre vanno aggiunte le luci dell’inizio della riscossa digitale. Un successo è il sito soldipubblici che ha gia’ avuto 10 milioni di accessi, un altro successo è la fattura elettronica. Certo migliorabile e dovrà esserlo ma ha innescato un cambiamento che è un’accelerazione. L’ansia di cambiare ed imporre lo switch-off è stata superata dai fatti come dal dentista l’ansia del giorno prima è maggiore del dolore della cura.

Coderdosjo e programmazione tra i banchi di scuola

Detto dei progressi del digitale nella PA e’ stato il momento di una eccelenza italiana la rete civica dei volontari che hanno fatto dell’Italia uno dei primi paesi al mondo per Coderdojo. Agnese Addone ci ha raccontato di come nei 100 Coderdojo Italiani si insegnino ai bambini non solo nozioni tecniche ma competenze quali la capacità di affrontare problemi e lavorare in gruppo per formare persone capaci di affrontare il futuro. Agnese ha sottolineato come “si fanno le cose” e come nei Coderdojo ci si diverta. Nella sede di dibattito di regole e diritti ha levato la sua voce per dire che “non con i divieti ma con la conoscenza dobbiamo aprire all’esplorazione della rete, un enorme patrimonio”.

La nostra ricetta: subito 1 miliardo su startup e innovazione

Il mio turno come Presidente di Italia Startup è stato dopo l’intervento di Agnese e potrei dire dai giovanissimi ai giovani ed ai giovani di spirito. Ho voluto ringraziare l’ex Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per l’ascolto nel #ISDAY del 26 Maggio 2012 che ha dato l’avvio alla stagione di Restart Italia e del Decreto Sviluppo ed ai funzionari del MISE che in continuità nei tre governi Monti, Letta e Renzi hanno portato avanti e migliorato la legislazione. Ho chiesto però di più perché le nostre startup hanno bisogno di velocità, ed in Italia ancora siamo rallentati da troppi ostacoli e da una cultura del rinvio. Ho ricordato che una startup e’ soggetta al “burn rate” (consumo cassa mensile) ed al “runway” ovvero l’autonomia di sopravvivenza data dal fapporto tra cassa e “burn rate”. Ho voluto ricordare che ci sono oltre 4mila startup innovative iscritte al registro imprese e che se tutti danno una mano le startup possono aiutare a creare un nuovo boom economico Italiano. Ho poi sottolineato la necessità di agire per decuplicare gli investimenti da 100 Milioni ad 1 Miliardo di Euro l’anno entro tre anni. Paragonando i Mille Miliardi delle risorse finanziarie dei privati con patrimoni oltre i 500mila euro ho ricordato che ci sono almeno 50 Miliardi di risorse come fossero riserve petrolifere a disposizione per l’innovazione ma che occorre una tecnologia di estrazione e questa si chiama agevolazione fiscale (come in UK le misure SEIS ed EIS).

Cosa copiare dai tedeschi

Il collega Gianni Potti di Confindustria servizi innovativi ha parlato di Fabbrica 4:0 e di mettere insieme digitale e manifattura (n.b. questo punto è essenziale per Italia Startup che sostiene la costruzione del rapporto tra aziende “adulte” e startup come essenziale. Corporate Venture Capital, Open Innovation le nostre parole chiave). Dopo una recente visita in Germania che “fa sistema” il collega Potti ci sottolinea come la parola chiave raccolta in Germania sia stata “flessibilita’” ovvero capacità di mass customization e di adattamento rapido al mercato. Per questo è tramontata l’idea della fabbrica a luci spenti piena di robot in favore di riportare l’uomo al centro (ovviamente adeguatamente attrezzato) perché è l’uomo la “tecnologia” più flessibile.

La Germania non è eccezionale ma concentra le sue risprse su pochi poli di eccellenza come il Fraunhofer Institute e sopratutto fa sistema.

L’appello è al fare sistema e alla politica si chiede di favorire una nuova politica industriale con impresa al centro.

Il web e le skills da far crescere

Ultimo l’intervento di Pasquale Popolizio della Associazione IWA Italy che ha parlato di web skill profiles e delle competenze necessarie a competere. Pasquale ha ricordato il lavoro fatto per la definizione dei profili delle competenze ed i riconoscimento avuti da UNI, dalle imprese, dalle università ed anche dei sindacati per il contributo a creare le nuove professionalità.

Il panel è terminato con una serie di interventi dei presenti che hanno sottolineato tematiche importanti come lo spazio di tribuna da dare ai giovani, l’open source per la pubblica amministrazione e l’importanza di tornare a finanziare la ricerca.

Riccardo Luna ha concluso ricordando che ci sarà il Presidente Renzi alla grande riunione dei Digital Champion alla Reggia della Venaria a fine Novembre ed è un ulteriore segno della centralita’ dell’agenda digitale per il Governo. E’ stato promesso di fare fact checking e controllo perché alle parole seguano sempre i fatti.

Per me è stata la prima volta a Montecitorio e sono orgoglioso e felice di essere andato a rappresentare gli associati di Italia Startup. Invito tutti a darci una mano ed alle persone fische interessate all’imprenditorialita’, allo sviluppo ed all’innovazione di venire sul sito ed associarsi. Insieme saremo piu’ forti.

Marco Bicocchi Pichi
Presidente Italia Startup

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