Lexdo.it, la piattaforma dei contratti “fai da te” per le startup vale già 100K

Il Ceo di Lexdo.it Giovanni Toffoletto assicura: “non facciamo concorrenza agli avvocati”. La sua startup dei contratti ha già incassato 100K

Una startup al servizio delle startup. Di quelle create da chi non ha competenze legali (come spesso accade) e nemmeno tanto tempo e denaro da spendere in consulenza tecnico-professionale. È questa la missione di Lexdo.it, azienda nata alla fine del 2014, dall’idea di un gruppo di giovani startupper italiani decisi a trovare una soluzione ai continui ostacoli legali e ai costi che incontravano nelle loro attività imprenditoriali. La startup che hanno messo in piedi consente, infatti, a chiunque di preparare un contratto perfetto e personalizzato. Come? Con un servizio di contratti standard pensato per privati e piccole-medie imprese che vogliono scaricare da internet, direttamente a casa o in ufficio, contratti di uso comune di cui potersi veramente fidare, come quelli per affittare una casa o un ufficio, assumere una colf o un dipendente e molto altro ancora.

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I contratti diventano smart (e fai da te)

Basta scegliere il tipo di contratto desiderato, rispondere a un’intervista guidata (che in media dura 6 minuti) per individuare le esigenze particolari del cliente e il contratto è subito visibile in anteprima per un’ultima lettura o eventuali modifiche. In caso di dubbi, inoltre, ogni passo del processo offre finestre di aiuto che rispondono a tutte le domande, mentre il team legale di LexDo.it è disponibile in qualunque momento per risolvere dubbi o problemi dei clienti e guidarli fino alla firma, con un forte impegno verso il customer care.

I modelli contrattuali ad oggi disponibili sono divisi tra quelli per privati (assunzione di colf e badanti, locazione per uso abitativo o diverso dall’abitativo, testamento) e quelli per l’impresa (contratti di lavoro per dipendenti e dirigenti, locazione per uso commerciale/industriale, contratto di agenzia, accordi di riservatezza, patto di non concorrenza e patti parasociali).

Da luglio ad oggi, il servizio è stato già scelto da numerosi utenti generando in soli tre mesi più di 5000 contratti e attirando l’interesse di professionisti e avvocati che, a conferma dell’affidabilità, sono stati i primi a provare il servizio e oggi rappresentano una percentuale significativa dei clienti.

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I primi 100K per la startup dei contratti

Proprio da una famiglia di avvocati viene il fondatore di Lexdo.it, Giovanni Toffoletto, il ventisettenne che nel 2014 era andato a lavorare a Londra dopo una laurea in ingegneria gestionale e che da lì è tornato per dare vita alla sua idea d’azienda. “Sono sempre stato appassionato di software, ma mentre lavoravo in una società di consulenza continuavo a incrociare documenti che venivano redatti in fretta e furia, più o meno  basati su modelli che si trovavano su internet, da persone che non avevano davvero le competenze per occuparsene” – racconta a Startupitalia –  “così, avendo respirato il diritto sin dalla nascita (vengo da una famiglia di avvocati) ogni volta che mi confrontavo con questi documenti dalla dubbie origini restavo basito e mi preoccupavo del rischio che potesse correre l’azienda utilizzando dei modelli contrattuali che dietro non avevano un professionista”. Da qui, l’idea che questa prassi potesse essere migliorata, così tanto da diventare un’idea di business capace di coinvolgere un mercato più ampio. Giovanni si mette all’opera e costruisce un team dal cuore metà tecnologico e metà legale. Grazie alla presenza di alcuni esperti del diritto, l’idea attira subito l’attenzione di alcuni investitori, che decidono di puntare sulla squadra con un primo investimento di 100.000 euro. Oggi il gruppo di lavoro conta più di 10 persone (tra cui alcuni ex-dipendenti Google e Facebook), unite dall’obiettivo di far sì che l’uso e il rispetto della legge in Italia non siano più una strada in salita.

“Non facciamo concorrenza agli avvocati”

Problemi di concorrenza con gli avvocati ad oggi non ce ne sono. “Per ora rispondiamo a un’esigenza specifica: la creazione di contratti – spiega Toffoletto – un’attività che non viene tradizionalmente svolta dagli studi legali, ma da professionalità diverse: contabili, agenti immobiliari, consulenti del lavoro, associazioni sindacali e varie altre figure che per il proprio settore si occupano dei contratti di competenza. Si tratta di professionisti che non hanno un vero e proprio background legale e che quindi molto spesso cercano modelli contrattuali su internet,  sono la maggior parte dei nostri clienti.

Per quanto riguarda invece i finanziamenti, “per il momento l’idea è piaciuta molto alla maggior parte delle persone con cui ne ho parlato, tanto che all’inizio abbiamo quasi dovuto cacciare possibili investitori, perché tutti volevano un pezzettino di Lexdo.it e invece abbiamo scelto di far entrare nella nostra società solo poche persone, quelle che potessero avere un ruolo operativo e contribuire attivamente al progetto”, spiega Giovanni, aggiungendo che per ora hanno deciso di finanziarsi solo tramite i soci con il minimo indispensabile per andare avanti con le loro gambe.

Gli obiettivi per il futuro a breve termine riguardano soprattutto il fatto di sviluppare sempre più contratti, “oggi ci limitiamo a quelli di uso comune, ma tendiamo ad arrivare a un servizio che possa rispondere a qualsiasi tipo di esigenza. Più contratti possiamo caricare in ambiti diversi, meglio è”. Sul lungo periodo, Giovanni non esclude però di tenere gli occhi aperti sull’estero: “perché una volta ben assestati in Italia, se continuiamo a vedere che l’idea cresce e piace, l’infrastruttura tecnologica ci permetterà senza problemi di andare in altri Paesi, aggiungendo solamente l’elemento legale, che in Europa può sembrare molto diverso, ma che di fatto non lo è”.

Mariachiara Furlò
Twitter: @mariachiarafur

 

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