8 consigli per diventare un venture capitalist da un italiano in Silicon Valley che ci è riuscito

Per alcuni è il lavoro più bello del mondo. Ti mette a contatto con idee geniali da far crescere. In un post su Medium Stefano Bernardi dice come diventare venture capitalist

Per qualcuno essere un venture capitalist è il lavoro dei sogni. «Vieni pagato per imparare il più possibile riguardo i nuovi mercati e per incontrare persone davvero brillanti. Segui il percorso imprenditoriale di persone molto più intelligenti, determinate e audaci di te, senza rischiare quanto loro. Per me questo è il lavoro dei sogni».

Credit image: startupover.com

A scrivere è Stefano Bernardi, 29 anni, romano, imprenditore seriale. In tanti, racconta in un post pubblicato sulla piattaforma di blogging Medium, gli scrivono chiedendogli come si fa a diventare un venture capitalist. «I posti di lavoro nel settore non sono molti e sono, in genere, riservati a persone con una preparazione specifica», ammette. Così, per rispondere a tutti quelli che sognano una vita da venture capitalist o da angel, ma non sanno da che parte cominciare, Bernardi ha raccolto 8 consigli che aiuteranno a partire con il piede giusto. Però, «se volete aprire un fondo da 10 milioni, la maggior parte di quello che troverete scritto non funzionerà», avverte.

1. Impegnati mentalmente

Parla con persone che ce l’hanno fatta prima di te. «Io ho contattato Zachary Townsend della Silicon Valley Bank, Semil Shah, investor per Haystack e venture partner di GGV Capital, e la venture capitalist Shruti Gandhi per capire cosa avevano fatto e come. È stato molto utile», scrive Bernardi. Soprattutto, cerca di essere sicuro di volerti impegnare in un’avventura del genere per molto tempo.

2. Fai bene i conti

Guadagnare da un fondo è difficile. Attorno alle startup gira molto denaro ed è piuttosto semplice diventare un investitore. Dall’altra parte «questo significa che le miniere d’oro stanno diventando affollate e le possibilità di trovare una pepita si stanno assottigliando», spiega. Per fortuna le startup non sono un bene non rinnovabile come l’oro. Se ci metti impegno, tempo e hai un po’ di fortuna è ancora possibile riuscire ad avere degli ottimi ritorni economici. Però, è fondamentale arrivarci preparati. «La matematica ti darà le informazioni giuste sul numero di decisioni chiave da prendere. Ossia: quanti deal vuoi chiudere, che cifra scriverai sugli assegni, quanto risparmierai per futuri investimenti, a quante startup rinnoverai l’investimento e con quali cifre».

3. Definisci il tuo compenso

Il team di Mission and Market per ora «fa questo lavoro part time. Perciò, abbiamo deciso di non avere nessun compenso». Questo, su un fondo da 2,5 milioni, permette di usare circa 50mila dollari all’anno per fare più investimenti e avere più possibilità di dare solidi guadagni ai tuoi investitori. «Se avessimo preso dei compensi, in 10 anni avremmo speso 500mila dollari. Un quinto dell’intero fondo andato». I compensi arrivano solo dopo che è rientrato l’intero ammontare dell’investimento. Dopodiché ci si divide il 20% dei guadagni. «Se riusciamo a raddoppiare le quote investite dai nostri investor allora ci dividiamo il 30%. Comunque, non aspettatevi di diventare ricchi così».

4. Trova un team solido

Puoi aprire un fondo da solo oppure – soprattutto se stai ancora lavorando ad altro – farlo insieme ad altre persone. L’importante è che siano persone con cui vai molto d’accordo perché, da contratto, vi impegnate a lavorare insieme per almeno 10 anni. È importante scegliere persone brillanti, con un buon network alle spalle e con una reputazione impeccabile. L’esperienza nel mondo degli investimenti è l’ultima preoccupazione.

5. Definisci la tua linea

Come venture capitalist hai due tipi di clienti: chi investe nel tuo fondo (persone che sono sia clienti che capi) e gli imprenditori su cui tu decidi di investire. «Ai nostri investitori garantiamo accesso a un portfolio diversificato di startup che sarebbe altrimenti impossibile da raggiungere attraverso l’investimento diretto». Si può scegliere di verticalizzare la linea, quindi specializzarsi in un settore e offrire solo quel tipo di portfolio, oppure mantenere un approccio più ampio.

6. Assumi qualcuno bravo che si occupi dell’amministrazione

«All’inizio era una startup che si occupava della contabilità» e dell’amministrazione in generale, racconta: «è stata la peggiore decisione che abbiamo preso. Ora di tutto questo si occupa un’azienda specializzata da anni nella gestione dell’amministrazione di fondi venture capital e vale assolutamente la spesa».

7. Comincia a parlane in giro

Se raccogliere investimenti per una startup è difficile, farlo per un piccolo fondo di venture capital sarà ancora più complicato. Quindi preparatevi. Contattate tutte le persone abbienti che conoscete e chiedetegli di darvi fiducia. Datevi molto tempo, perché servirà tutto. E accettate anche piccole somme.

8. Cominciate a investire

È estremamente importante cominciare a investire il prima possibile. Se ve lo potete permettere, cominciate a investire anche prima di fare fundraising. Altrimenti cercate di farlo appena avete abbastanza denaro per staccare i primi assegni. Investire è la migliore strategia per ottenere contratti di qualità in futuro e per continuare a lavorare ad altri deal. È il fondamento della vostra reputazione e vi aiuterà anche nella raccolta di investimenti per la vostra società.

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