Niente opinioni, solo dati e altre 7 lezioni che ho imparato lavorando alla mia startup

Nicola Mattina è il founder di Stamplay, una piattaforma che permette di creare applicazioni web senza nozioni di programmazione. Una lezione per tutti. Davvero.

Nicola Mattina è il founder di Stamplay, startup nata nel 2012, con sede a Londra, una piattaforma che permette di creare applicazioni web senza nozioni di programmazione. Ha pubblicato questo post sul gruppo Facebook Italian Startup Scene. Ed è una lezione per tutti. Anche per chi non fa startup.

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Ci sono una serie di cose che ho imparato negli ultimi due anni lavorando a Stamplay. Tra queste, le prime sei che mi vengono in mente:

1. Non essere arrogante, perché la tua visione è probabilmente sbagliata e, comunque, finché non la testi sul campo è solo un’idea che ha bisogno di essere messa a punto. Alla fine, il prodotto che realizzerai è un compromesso che nasce dall’intersezione delle tue idee e delle azioni di chi lo usa.

2. Lascia perdere le opinioni e concentrati sui dati, perché le prime ti dicono poco su come puoi monetizzare il tuo prodotto. Quando spieghi a un potenziale cliente cosa vuoi fare e gli chiedi se gli interessa, è molto probabile che ti dica di sì e che ti incoraggi. D’altro canto, si tratta ancora di un’idea: potrebbe essere tutto e il contrario di tutto. Quando gli chiedi se sarebbe disposto a spendere una certa cifra per risolvere un problema, è probabile che ti dica di sì: sappi che sta mentendo. Saprai la verità solo se tirerà fuori la carta di credito.

3. Non esistono grandi obiettivi che non possano essere divisi in obiettivi più piccoli e maneggevoli. Ecco perché puoi cominciare a testare un’idea senza chiedere soldi a nessuno. Dire che non puoi realizzare un’idea perché non hai abbastanza risorse è spesso una scusa: lamentarti non ti porterà da nessuna parte.

4. Il marketing è più importante del prodotto. È inutile girarci attorno: un’impresa nasce da una passione, dal bisogno di creare qualcosa di nuovo, dalla voglia di risolvere un problema. È importante essere innamorati del proprio prodotto, ma è ancora più importante far innamorare i clienti. Alla fine, l’obiettivo è che qualcuno deve comprare quello che state facendo.

5. Se non ci metti i tuoi soldi e non rischi di perderli non sei un imprenditore. Ho visto tante persone che hanno soldi per andare in vacanza in posti esotici e comprarsi una bella macchina, ma che dichiarano di non averne per avviare un’impresa. È solo questione di priorità: se credi veramente in una cosa, allora devi essere disposto a rischiare in prima persona. Come diceva Esopo: “è facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza”.

6. Pensa al tuo tornaconto perché gli altri pensano al proprio. Business is business è un’espressione che ho sempre odiato, perché antepone la volontà di fare soldi a qualsiasi altra cosa. Fortunatamente, in giro c’è tanta brava gente che tiene più ai rapporti umani che ai soldi. Molti, invece, sono più attaccati ai soldi che alle persone. Quindi, regolati di conseguenza e non farti scrupoli con chi non si fa scrupoli.

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