Coppola (LUISSENLABS): «Startup, rischiamo la bolla delle chiacchiere. Codemotion top nel 2015»

Sarà tra i giudici dell’Open Summit di StartupItalia! Augusto Coppola (InnovAction Lab – Luiss Enlabs) senza giri di parole racconta il 2015 dell’ecosistema: «Deludente»

Augusto Coppola, tra gli ideatori di InnovAction Lab e direttore del programma di accelerazione LuissEnlabs/LVenture, ha una qualità che è impossibile non riconoscergli. Quando gli si chiede qualcosa va dritto al punto, senza giri di parole o blandizie. Gli abbiamo chiesto come è stato il 2015 delle startup dal suo punto di vista. «Deludente». E all’ipotesi di bolla replica: «L’unica bolla che rischiamo è quella delle chiacchiere». Qualcosa si muove? «Si ma è lenta». L’anno scorso sorpese tutti candidando Filo (la startup ritrova oggetti) a migliore startup del 2014. Filo non la conosceva nessuno, ma gli ha portato bene e quest’anno è cresciuta tantissimo. A ottobre ha chiuso un seed da 500K. Quest’anno Coppola ci riprova fa un’altra proposta fuori dagli schemi. Codemotion. E l’argomenta punto per punto. Coppola sarà tra i giudici dell’Open Summit il 14 dicembre a milano (qui i biglietti per l’evento).

coppola luiss enlabs

Com’è stato il 2015 delle startup secondo il tuo punto di vista?

Complessivamente deludente. A chi, piuttosto recentemente, mi ha chiesto se non ci sia, anche in Italia, alle viste una “bolla” delle startup, ho risposto che per quanto riguarda l’Italia per il momento la sola “bolla” è quella delle chiacchiere. Non è un’opinione, sono fatti. Secondo le stime prodotte da Gil Dibner, alla fine di agosto complessivamente nel nostro Paese erano state fatte operazioni di venture investing per meno di 15 milioni di Euro, una cifra ridicola se comparata con quelle spese in altri paesi (ad esempio, abbiamo investito meno della metà della Grecia, un decimo dell’Olanda, un trentacinquesimo della Francia e così via), ancora più ridicola se valutata in relazione al PIL (ad esempio, l’Italia con un PIL del 30% superiore investe quasi un quindicesimo della Spagna) e francamente imbarazzante rispetto al necessario. Ovviamente questo non vuol dire che le cose non stiano migliorando, anzi, ma il punto è che se la velocità con la quale si intende procedere nel futuro è quella attuale, non riusciremo mai a colmare il gap che ci separa degli altri paesi avanzati che invece nei nuovi modelli di imprenditorialità e sull’innovazione stanno puntando con decisione.

Quali sono le 3 startup che hanno fatto bene nel 2015 e perché?

Direi che ce ne sono state diverse che comunque hanno fatto bene nel corso dell’anno sia tra quelle del portfolio di LVenture Group che tra quelle di altri. Parlando di ambito digitale, l’anno è iniziato con il round di Docebo, poi di Musement, per proseguire con Lovethesign, Satispay, Doveconviene e terminare con Soundreef il cui impatto dirompente su modelli chiusi ed obsoleti è una ventata di aria fresca per tutto il sistema. Poi ci sono state Stamplay e Cocontest che sono state selezionate da 500Startups. Per rispondere alla tua domanda dovrei conoscere i dettagli di tutte le startup italiane e capire come, al di là dei round di finanziamento, stiano evolvendo. Ti faccio un esempio: nel nostro portfolio abbiamo Tutored, che da quasi un anno cresce al ritmo del 90% mese su mese e che oramai ha una penetrazione di oltre il 20% nel mercato degli studenti universitari italiani e che ha chiuso un seed round da 800 mila Euro. Se non li avessi vicino giorno per giorno probabilmente non mi verrebbero in mente. Oppure, se non avessi avuto l’opportunità di partecipare all’evento ScaleIT di settembre, non avrei notato gli enormi progressi fatti da startup come Beintoo o Mosaicoon o le altre partecipanti.

Se dovessi sceglierne una, quella che per te ha fatto meglio, quale sceglieresti? 

Lo scorso anno nominai Filo e ricordo che molti rimasero perplessi. Per fortuna i numeri stanno dimostrando che ci avevo visto giusto. Quest’anno, se penso al portfolio di LVenture Group, mi vengono in mente diverse startup che stanno crescendo in modo significativo, ma per rimanere nella scia delle nomination inattese direi Codemotion (disclaimer: sono uno dei soci fondatori con una quota di ben l’1%). Quando LVenture Group decise di investire in Codemotion ricordo che molti ci chiesero cosa ci fosse saltato in testa. Dopo due anni direi che la cosa è chiara a tutti: Codemotion organizza la più grande conferenza tecnica europea dedicata ai developer, è presente di 4 paesi e arriverà a quota 10 nei prossimi 6 mesi, la crescita del fatturato continua impetuosa e quest’anno sfonderà, e non di poco, il milione di Euro, di fatto oggi Codemotion è una piattaforma di event ed education digitale assolutamente sinergica con LVenture Group e con una capacità non comune di innovare nel proprio settore.

Un’altra candidatura a sorpresa. Perché Codemotion che i puristi non considerebbero nemmeno una startup digitale? 

Si lo so e mi aspetto già qualche critica per la mia scelta. Ma ci sono un po’ di ragioni. In primo luogo perché fattura più di un milione e l’anno prossimo prevede 2 milioni e la presenza in 10 paesi. Crescono con un fatturato del 100% tutti gli anni e sono numeri importanti. E’ vero è una startup atipica. Quando parliamo di startup tutti pensano a Facebook, ma in negli Stati Uniti WeWork, lo spazio di coworking, è considerata una startup a tutti gli effetti.

Un po’ quello che in Italia succede con Talent Garden.

Infatti Talent Garden è tra le realtà più interessanti in Italia, ma vale lo stesso per Copernico. Vorrei complimentarmi con Davide Dattoli che ha creato una macchina da guerra in pochissimo tempo e a 24 anni. Che non sia una startup digitale poi non ha molto senso, non per questo non possiamo considerarla una startup.

Sarai tra i giudici dell’Open Summit, cosa ti aspetti dall’evento del 14 dicembre di Startupitalia!?

Una bella sferzata di energia. L’occasione per confrontarci tutti, condividere le buone esperienze maturate nell’anno e anche gli incoraggianti segnali che comunque ci sono stati, riconoscere le cose che dobbiamo ancora fare e darci qualche obiettivo condiviso.

Cosa può migliorare nel 2016?

Meno chiacchiere e più fatti, ovvero: 1. Più soldi privati nel venture investing; 2. Operazioni di acquisizione di startup da parte dei grandi gruppi nazionali (che ne avrebbero tanto bisogno).

di Arcangelo Rociola
@arcamasilum

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