E’ ufficiale. Anche in Portogallo si investe di più in startup che in Italia

Startup Europe Partnership ha pubblicato i dati sulle startup portoghesi cresciute bene negli ultimi 5 anni. Un ecosistema che cresce di più e meglio dell’Italia. Ecco i dati che raccontano il fenomeno

Si aggiunge un tassello nel monitor di Startup Europe Partnership: il Portogallo. Sono state individuate 40 scaleup, selezionate in base a questo criterio: «startup che dall’avvio hanno raccolto oltre 1 milione di dollari e hanno ottenuto almeno un round di finanziamento negli ultimi 5 anni». Ecco. Queste aziende hanno raccolto in totale oltre 166 milioni da fondi di venture capital. In media circa 4.2milioni ciascuna. Altre 24 aziende sono state in grado di ottenere finanziamenti tra il mezzo milione e il milione.

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Solo a vedere questi numeri il paragone con l’Italia crea già qualche imbarazzo. A Luglio SEP aveva pubblicato il primo report sulle scaleup europee. Mancava il Portogallo ma c’erano Regno Unito, Germania, Francia, Spagna. E l’Italia era già fanalino di coda. Adesso, in un certo senso, lo siamo ancora.

Le scaleup italiane avevano raccolto 400 milioni nello stesso periodo, 28 volte in meno rispetto al Regno Unito che aveva garantito alle sue scale up 11.1 miliardi. (nonostante registrino solo 6 volte meno Scaleup). In termini assoluti in Italia si investe di più. Ma il Pil portoghese è di 220 miliardi di dollari. Quello italiano 1.600 miliardi. Circa nove volte più grande. Mentre la differenza dei capitali raccolti è poco meno di un terzo. Se l’ecosistema italiano crescesse al ritmo di quello portoghese, ha ricordato Alberto Onetti, dovrebbe raccogliere circa 1,5 miliardi. E siamo a 400 milioni.

Cosa deve fare l’Italia per far decollare il mercato delle startup

 

«Un problema di ecosistema, ma siamo fiduciosi»

 «È un problema di maturità dell’ecosistema dell’innovazione» aveva detto allora Alberto Onetti, Mind The Bridge, che aveva curato il report per l’Italia. «Siamo partiti in ritardo rispetto agli altri paesi, abbiamo in parte colmato il divario in termini di capacità di avviare imprese innovative; per creare aziende che riescano a crescere ci vuole tempo. Ma resto positivo». Sarà. Noi abbiamo più volte ricordato che uno dei problemi dell’Italia è la sottocapitalizzazione del mercato del venture. Nel 2014 gli investitori istituzionali hanno investito 63 milioni di euro, il 23% in meno del 2013. E i dati del 2015 non promettono per ora alcuna variazione, ma c’è ancora da aspettare un po’ per esserne certi.

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Intanto sappiamo che nel trimestre del  2015 in Italia sono stati investiti circa 6 milioni di dollari nel settore ICT/digitale/internet. Nello stesso periodo, in UK hanno investito 930 milioni, in Germania 537 milioni, in Francia 233. Come vedete dal grafico, anche l’Estonia (25 miliardi di GDP, Italia 2 trilioni circa) è sopra di noi, e non di poco.

Ma torniamo al Portogallo. Unico aspetto dove non rincorriamo i portoghesi sono le exit. Da noi sono state 28 negli negli ultimi 5 anni, mentre ne sono state registrate 9 in Portogallo, 10 volte meno della media degli altri 5 paesi analizzati in precedenza da SEP – Regno unito, Germania, Francia, Italia e Spagna. E tutte hanno avuto una exit fuori dal Portogallo.

Il problema delle IPO, poche in Italia ma nessuna in Portogallo

Tra l’altro, c’è da giurarci che farà bene all’ecosistema portoghese anche l’arrivo del Web Summit, che nel 2016 si sposterà da Dublino a Lisbona.  Nello stesso arco di tempo nessuna azienda legata in qualche modo con il digitale portoghese ha registrato una IPO, noi possiamo vantare Yoox e la quotazione di alcuni incubatori di impresa come Digital Magica, Luiss Enlabs e da ultimo H-Farm. Ad ogni modo, dice il report, «dopo essersi risollevata dalla crisi finanziaria di fine anni 2000, il Portogallo sta rapidamente prendendo posto sulla mappa delle startup europee. Sebbene non possa essere ancora paragonata alle altre nazioni leader analizzate in precedenti monitor da Startup Europe Partnership (Regno Unito, Germania e Francia), tuttavia mostra segnali incoraggianti di crescita». Fine della citazione. Nell’elenco finale degli altri paesi europei manca l’Italia. Perché sì, con l’Italia il Portogallo se la può giocare. Anzi, ha già vinto.

Arcangelo Rociola
@arcamasilum

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