Un fondo da 200M, un laboratorio in Cina e uno in Silicon Valley. La stategia Axa per le startup

Gianluca Zanini, Innovation leader di AXA Italia, a pochi giorni dall’Open Summit racconta perché è importante per una grande azienda investire nelle idee delle startup

Passione, determinazione e capacità di far comprendere la portata innovativa della propria idea. Questi sono i tre pilastri fondamentali per riuscire ad emergere ed avere successo. Ne è convinto Gianluca Zanini, General Manager di Quadra e Head of Partnership and Innovation leader di AXA Italia, che a pochi giorni dall’Open Summit ci racconta perché è importante per una grande azienda investire nelle idee delle startup e perché Axa sta puntando moltissimo su progetti che riguardano la salute e il benessere delle persone.

Gianluca-Zanini

Dottor Zanini, che cosa può fare una multinazionale per aiutare le startup a crescere, in particolare che cosa sta facendo Axa?

Per una grande compagnia assicurativa come Axa è importantissimo poter contare su nuove idee e entusiasmo. Axa è uno dei primi gruppi assicurativi a livello mondiale e allo stesso tempo la 22esima azienda nel mondo in termini innovazione. Abbiamo iniziato a investire nel mondo delle startup nel 2013, quando AXA France ha lanciato il suo primo incubator: Seed Factory, che aveva come obiettivo quello di entrare nel capitale di startup innovative orientate alla produzione di servizi e prodotti digital che potessero avere una rilevanza per il gruppo. A febbraio di quest’anno poi abbiamo lanciato Strategic Venture, un fondo da 200 milioni di euro che si pone l’obiettivo di incubare realtà imprenditoriali innovative a livello internazionale, partecipando nel contempo al loro capitale sociale.

Da poco siete arrivati anche in Cina…

Sì, abbiamo aperto a Shangai Axa Lab, che ha come obiettivo l’accelerazione degli investimenti in innovazione e tecnologia anche in Asia. Lo stesso laboratorio ha sede anche a San Francisco. Abbiamo voluto posizionarci in due delle aree più fertili al mondo in termini di innovazione.

Strategic Ventures, fondi di investimento, laboratori. Quali sono i settori in cui orientate maggiormente i vostri investimenti?

Siamo un’azienda assicurativa e ci interessa tutto quello che ha a che fare con i bisogni di protezione delle persone. In particolare in questo momento siamo focalizzati su progetti che si occupano di benessere e salute delle persone. Non solo, investiamo su progetti in ambito di Big Data, domotica e Internet Of Things. Uno dei settori più interessanti e dove prevediamo di avere un ruolo centrale è quello della Sharing economy. In questo ambito avere alle spalle una società assicurativa diventa un acceleratore di business per qualunque startup. Non ci comportiamo però come un Venture Capital.

In che senso?

Ci occupiamo di protezione e di futuro. Il nostro obiettivo non è quello di monetizzare. C’è un’attenta pianificazione alle spalle, ma quello che ci interessa di più è entrare in contatto con le startup in un’ottica di lavoro in comune per migliorare il benessere delle persone. Siamo costantemente alla ricerca di prodotti e servizi innovativi da offrire ai nostri clienti.

Che cosa fate per le startup in Italia? Ci può parlare della fellowship on e-Health portata avanti con Impact Hub?

Ciclo di vita, salute, benessere, sono tutti settori importanti per chi, come noi, vuole occuparsi di protezione. Proprio per questo non vogliamo parlare di malattia, ma di salute. Vogliamo focalizzare i nostri investimenti in progetti che sviluppino servizi utili per le persone. E la Fellowship on e-Health portata avanti con Impact Hub si colloca perfettamente in questa ricerca.Zanini

I vostri investimenti non vanno solo nella direzione delle startup, ma anche della ricerca. Perché è così importante che il settore privato entri in contatto con Università e ricerca?

Una società assicurativa come la nostra non può prescindere da investimenti che riguardano i grandi temi legati alla prevenzione dei rischi: ambientali, sociali ed economici. Per AXA la conoscenza dei rischi permette di affrontare nel migliore dei modi il presente, ma soprattutto il futuro. Oggi investire in ricerca non è soltanto importante: è una questione di sopravvivenza. Sostenere i giovani ricercatori nello sviluppo dei loro progetti, aiutandoli a promuovere la conoscenza dei rischi, per noi significa diffondere una maggiore consapevolezza sul tema nell’intera comunità.

Che consiglio si sente di dare a un giovane che volesse intraprendere un percorso imprenditoriale?

Per avere successo non basta avere un’idea geniale. È necessario avere anche la determinazione per portarla avanti e svilupparla. Bisogna guadagnarsi la fiducia dell’investitore e mantenerla mostrando passione e grande consapevolezza. Essere competitivi. È questo che, secondo me, fa la differenza. Che trasforma un’idea geniale in un’idea di successo.

Gianluca Zanini sarà con noi a StartupItalia! Open Summit e parlerà durante il workshop NEXT TECH in programma lunedì 14 dicembre dalle 11.30 alle 13 in Sala Balconata al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Con lui ci saranno anche Rocco Cimino, Danny Bar Zohar, Pietro Leo, Luca Foresti, Maximo Ibarra, Daniela Poggio, Francesca Fedeli

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