Ecco le 100 startup migliori del 2015 secondo noi

Sono le 100 startup che a nostro avviso (e delle decine di investitori e stakeholder sentiti in queste settimane) meritano di essere ricordate. Eccole

Ne abbiamo selezionate 100. Come ogni anno. 100 startup che a nostro avviso hanno fatto qualcosa di importante nel 2015. Per diversi motivi. Round di investimento, exit, che hanno trovato un punto d’approdo nel mercato. Sono le 100 startup che a nostro avviso (e delle decine di investitori e stakeholder sentiti in queste settimane) meritano di essere ricordate. Sono quelle che abbiamo raccontato quest’anno, che ci hanno contattati per raccontarci le loro storie, quello che stavano facendo, e come. Sono la materia prima su cui si basa il nostro raccontare l’ecosistema. Ci avete mandato centinaia di segnalazioni in queste settimane. Abbiamo scoperto storie nuove che racconteremo. Alcune di quelle che hanno fatto l’application si ritroveranno qui. Altre purtroppo no. Scegliere non è mai facile. A quelle che non sono rientrate un grande in bocca al lupo e appuntamento al prossimo anno, con nuovi numeri e nuovi dati.

100startup2015

1. Cocontest. La startup romana offre un servizio di crowdsourcing per chi deve arredare o ristrutturare casa o un ufficio, mettendo in collegamento clienti e architetti attraverso un contest pubblico. Fondata nel 2011 da Filippo Schiano di Pepe con il fratello Federico e Alessandro Rossi sono già negli Stati Uniti nel 2015 ha vinto la selezione per partecipare ad uno dei programmi di accelerazione più ambiti della Silicon Valley, 500 Startups. Nota anche per essere stata chiamata in causa a maggio in Parlamento dove un gruppo di architetti ne aveva proposto la chiusura per essere nemica della categoria. La storia è ancora aperta. Loro intanto si allargano sul mercato americano. Ne sentiremo parlare a breve.

2. Musement. Fondata nel 2013, copre 3000 attività in 25 nazioni. Musement è in  centinaia  di musei  e attrazioni  in Europa  e Stati  Uniti, l’applicazione fornisce informazioni dettagliate su ogni attività o evento disponibile. A capo ci sono Fabio Zecchini, Alessandro Petazzi, Claudio Bellinzona, Paolo Giulini. Nel 2015 ha chiuso un secondo round di investimento con Italian Angels for Growth, oltre che di P101, 360 Capital Partners e Micheli Associati. A novembre è stata nominata startup dell’anno dalla Ernst&Young Italia.

3. Eboox. E’ una piattaforma su cui trovano spazio diversi negozi virtuali. La prima insegna inaugurata, Tannico, è dedicata proprio al vino. E’ stata fondata da Marco Magnocavallo che nel 2010 è riuscito a fare una buona exit con la sua piattaforma Blogo per 6 milioni di euro. Nel 1015 ha chiuso un round di investimento di un milione firmato da P101 e Club Digitale

4. Prestiamoci. A novembre dello scorso anno avevamo scritto anche noi dell’exit di Prestiamoci, la startup italiana dei prestiti tra privati della scuderia di Digital Magics, della quale era stata annunciata la vendita al gruppo norvegese TrustBuddy International per 5,3 milioni di euro. Nel 2015 TrustBuddy è falllita, ma contrariamente a quanto reso noto, alla fine l’acquisizione di Prestiamoci non era stata completata. Insomma, non era un’exit. Prestiamoci è tornata. E gode di buona salute.

5. WISE Neuro. Startup biomedica fondata nel 20 11, WISE vuole produrre e commercializzare la nuova generazione di elettrodi per la neuro-modulazione e di neuro-monitoraggio per curare il dolore cronico e monitorare l’epilessia nella fase di pre-chirurgia. La tecnologia protetta da brevetto consente di realizzare elettrodi che integrano circuiti elettronici elastici su gomme siliconiche biocompatibili: questo li rende meno costosi, meno invasivi e più affidabili. A capo del team c’è Luca Ravagnan. Wise era già nella top 100 tra le startup più interessanti secondo StartupItalia!

6. Growish. Il fondatore e Ceo Claudio Cubito, 1967, ha creato una piattaforma per la raccolta di denaro e l’invio di somme ad altri conti correnti. Oggi Growish si appoggia a una piattaforma proprietaria collegata a un istituto di pagamento europeo, Mango Pay, che emette moneta elettronica. Chi sceglie il portale per organizzare gli acquisti di gruppo non deve quindi passare per Paypal o simili, opzione che va per la maggiore fra le startup concorrenti.

7. VisLab. Per molti è la concorrente della Google Car. Una macchina che si guida da sola ma con una tecnologia più efficiente ed economica. VisLab, gioiello dell’Università di Parma nato nel 2010, è stata comprata da Ambarella Inc. società americana quotata al Nasdaq specializzata nello sviluppo di compressioni video e immagini attraverso semiconduttori, per 30 milioni di euro. L’acquisto è stato annunciato il primo luglio.

8. Pathflow. E’ un servizio per i negozi che vogliono conoscere più precisamente il comportamento dei loro clienti. Pathflow usa le telecamere di sorveglianza del negozio per tracciare i movimenti dei clienti, i flussi di entrata e uscita di clienti e in generale i loro comportamenti. I dati raccolti dalle telecamere vengono incrociati con quelli delle vendite dei registri di cassa per tracciare un comportamento più dettagliato della clientela. Per il momento non è ancora disponibile sul mercato ma è in prova in alcuni negozi in Italia. A giugno Business Insider ha inserito Pathflow tra le 11 migliori startup italiane.

9. Jusp. E’ un lettore di carte da attaccare agli smartphone per permettere a esercenti e professionisti di accettare pagamenti diversi dal contante senza il classico Pos (e spese annesse e connesse). La commissione applicata su ogni transazione è del 2,5%. Non si limita a gestire i pagamenti ma propone una serie di servizi accessori, come l’attivazione di promozioni o la realizzazione del database con le informazioni sui clienti per veicolarle al meglio. Fondata da Jacopo Vanetti e Giuseppe Saponaro nel 2012.

10. Genenta Science. Startup nata a settembre 2014 da uno spinoff del San Raffaele, con a capo Luigi Naldini e Pierluigi Paracchi, venture capitalist dal 2002, co fondatore del fondo Quantica Sgr, ha chiuso un round di investimento da 10 milioni di euro a febbraio 2015. La terapia sviluppata da Genenta si basa sull’inserimento di un gene con capacità terapeutiche nelle cellule staminali. Questo porta l’organismo a creare una particolare proteina con proprietà antituomorali, nota agli studiosi anche per la sua tossicità. Il team di ha trovato il modo produrre questa proteina solo nella zona del tumore, limitandone gli effetti negativi. Nel 2014 l’Economist definì il lavoro di Naldini e di Genenta «una fiction scientifica che sta diventando un fatto».

11. Fatture in Cloud. La startup di fatturazione in cloud in nemmeno due anni anni di vita ha visto triplicare i propri utenti (attualmente sono 45 mila, un anno fa 17 mila), ha chiuso il primo anno con un fatturato di 200 mila euro e punta a chiudere il secondo a mezzo milione di euro. Daniele Ratti, fondatore di Fatture in Cloud, a settembre 2015 ha infatti fatto quella che ha definito una “mezza exit”, ossia la cessione del 51% della società al gruppo Team System, che con un fatturato atteso di 260 milioni di euro nel 2015, ha un ruolo chiave in Italia nello sviluppo di gestionali di contabilità e copre oltre il 40% del mercato dei commercialisti.

12. Depop. Nasce da un’idea di Simon Beckerman. Un social network per comprare e vendere direttamente dal proprio telefono. Scatti la foto di ciò che si vuol vendere e il gioco è fatto. E’ stata inserita nel 2015 tra le top 10 delle App emergenti più amate a Londra. E’ incubata in H-Farm.

13. Lovethesign. E’ un’ecommerce di arredamento italiano che quest’anno ha chiuso un round di finanziamento da oltre 4 milioni con il fondo United Ventures guidato da Massimiliano Magrini e con una serie di investitori privati legati al mondo italiano del design e della moda. Nata nel 2012 la fondano Laura Angius, 31, di Sassari, Simone Panfilo, 34, di Roma e Vincenzo Cannata, 36, di Siracusa.

14. Soundreef. Nota come la startup che ha dato battaglia (e vinto) la Siae, Soundreef nasce a Londra da founders italiani. Daniele d’Atri, 37 anni, è il ceo che a novembre ha annunciato la nascita di una Spa in Italia che avrebbe di fatto acquistato l’Ltd londinese con un investimento di 3,5 milioni da parte di LVenture e Vam Investment. Gestisce copyright e royalties per gli autori garantendo pagamenti più rapidi rispetto alla Siae.

15. Drexcode. Piattaforma online di noleggio di abiti di lusso, quest’anno ha chiuso un secondo round di finanziamento da poco più di mezzo milione di euro. L’operazione completa l’investimento annunciato nel dicembre 2014 e porta il totale raccolto dalla società a un milione di euro. La firmano Innogest SGR e LigurCapital, LVenture Group (quotata sul MTA di Borsa Italiana) e Fashion 22 (veicolo costituito da soci di Italian Angels for Growth e guidato da Paola Bonomo e Paolo Marzetti). I founder sono Federica Storace e Valeria Cambrea. 

16. Watly. Un depuratore d’acqua solare, purifica l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione senza l’uso di filtri o membrane, generando inoltre energia e permettendo la connettività a internet. Finalista 2015 del Premio Gaetano Marzotto, ha vinto un grant da 50mila euro.

17. Solwa. HIl team ha creato un sistema chiamato DryWa, che consente di essiccare i fanghi di scarto trasformandoli in fonte di energia rinnovabile o i moduli che rendono potabile l’acqua salata grazie al solo utilizzo dell’energia solare: Solwa dopo tre anni dalla sua costituzione, è entrata a far parte del Gruppo Santex che ha rilevato la società permettendo al suo fondatore, Paolo Franceschetti, di continuare la sua attività di ricerca. Ha vinto il premio Marzotto nel 2014. Nel 2015 è stata selezionata come migliore tencologia Agreetech dall’Onu.

18. HelloFood. Era Pizzabo, la startup bolognese di consegna di pizze (e non solo) a domicilio nata nel 2009 da un’intuizione di Christian Sarcuni. Poi un’exit a febbraio 2015, comprata da Rocket Internet per una cifra mai ufficializzata ma che i più generosi vorrebbero di 55milioni di euro. Rocket Internet si è comprata sostanzialmente il mercato di PizzaBo, che poi ha cambiato nome. Un network di utenti da cui è partito per fare la sua scalata nel mercato del food delivery italiano, dando il via a un buon numero di exit nel food che ha caratterizzato tutto il 2015.

19. MoneyFarm. MoneyFarm è una piattaforma che permette agli utenti di pianificare e gestire gli investimenti. Gratuitamente si può ottenere un suggerimento gratuito, senza doversi necessariamente registrare. Fondata nel 2011 da Giovanni Daprà, insieme a Paolo Galvani e Andrea Scarso, aveva già rastrellato più di 4 milioni di euro da fondi di venture capital contando 15mila utenti attivi sul portale. Money Farm il 9 novembre 2015 ha chiuso il round record per l’ecosistema delle startup italiane: 16 milioni di euro, un aumento di capitale sottoscritto dal fondo Cabot Square Capital e da United Venture.

20. DoveConviene. Nata nel 2010 a Sestu, un piccolo paese della provincia di Cagliari, per opera di Alessandro Palmieri, 34, e Stefano Portu, 38, DoveConviene è una piattaforma utilizzata ogni mese da 7 milioni di persone che sfogliano 20 milioni di volantini e cataloghi georeferenziati su pc, smartphone, tablet Apple, Android e Microsoft e Kindle. Dopo il round di finanziamento da 5,2 milioni di euro chiuso lo a dicembre 2014 e firmato da 360 Capital Partners e Merifin Capital, a settembre 2015 ha chiuso un round C da 10 milioni con Highland Capital Partners Europe. Ad oggi è partecipata da 360, Merifin, e Principia Sgr attraverso il fondo Principia II.

21. SpazioDati. Nasce alla fine del 2012, contemporaneamente a Trento e Pisa, per stare vicino a due dei centri di ricerca più avanzati al mondo nel campo del Semantic Web, dell’Intelligenza Artificiale, dell’Information Retrieval. Dopo aver sviluppato Dandelion API (dandelion.eu), un motore semantico per l’analisi automatica di testi, nel 2015 ha lanciato Atoka (atoka.io), uno strumento di sales intelligence che aiuta PMI, professionisti e artigiani a vendere, trovando nuovi clienti. In poche parole, è un enorme database con informazioni sulle oltre 6 milioni di imprese italiane. Grazie a questo strumento l’utente può sapere cosa fa una data azienda, che prodotti vende, chi è che la guida etc. Nel 2015 è stata l’ l’unica italiana ad aver chiuso round per più di 3 milioni al Web Summit di Dublino.

22. CalBatt. Società spin-off dell’Università della Calabria fondata da Gregorio Cappuccino e Francesco Amoroso, che ha sviluppato una tecnologia grazie alla quale è possibile aumentare fino al 15% l’efficienza dei sistemi di accumulo da fonti rinnovabili e di ricarica dei veicoli elettrici, abbattendo i costi in bolletta per gli utenti e facilitando la rapida integrazione delle batterie in una rete elettrica intelligente e ricca di energia pulita. Nel 2015 è stata finalista del Premio nazionale per l’innovazione

23. Satispay. Consente con un’applicazione per Android, iOs e Windows Phone di inviare soldi da uno smartphone all’altro. Il founder e ceo Alberto Dalmasso ha sfruttato il fatto che da febbraio del 2014 si possono effettuare addebiti e accrediti da tutti i conti dei Paesi europei con soli due passaggi informatici. Chi scarica l’app, gratuita, non ha che da iscriversi e inserire il proprio Iban e la sua banca è tenuta ad autorizzare le transazioni dal conto al portafoglio elettronico della soluzione. A settembre 2015 ha ottenuto 3 milioni di investimenti dopo i 5,5 del 2014.

25. Talent Garden. Nel dicembre del 2011, Davide Dattoli, 24 anni, ceo di Talent Garden, e il suo team aprono in uno spazio di 750 metri quadri la prima sede di Talent Garden a Brescia. Un coworking, uno dei primi in Italia. Viene subito riempito di freelance. Ed è l’inizio di una scalata che lo porterà a espandersi in 8 città in Italia e poi all’estero arrivando a 14 sedi nel mondo. A marzo 2015 Tag ha firmato un accordo con l’incubatore di startup Digital Magics che ha comprato il 28% della società creando di fatto un hub di innovazione unico in Italia.

26. S-Peek. S-peek è l’app sviluppata da modeFinance, startup nata nel 2009 da un’idea imprenditoriale di Mattia Ciprian e Valentino Pediroda. ModeFinance si trova a Trieste, presso Area Science Park e dal luglio 2010 ha ottenuto l’autorizzazione per diventare agenzia di rating. Inserendo il nome di un’azienda su S-peek, questa fornisce una prima valutazione: verde per le società sane, giallo per quelle normali e rosso per chi è in difficoltà.

28. Sardex. Creata a Serramanna da Carlo Mancosu, 35 anni, e altri soci, Sardex è una startup che ha coinvolto più di 2.600 imprese, e creato un circuito di scambio di beni e servizi senza utilizzare la moneta corrente, ma una valuta alternativa. Solo nel 2015, sono stati “venduti” con Sardex prodotti per 31 milioni di euro. Quest’anno la startup ha cominciato a espandersi anche nelle altre regioni italiane. Nell’ultimo anno la crescita del transato è stata del 120%.

29. Scloby. Scloby è nata nel 2013 da un’idea di Francesco Medda: oggi conta più di 150 clienti e 12 dipendenti, tutti a tempo indeterminato. Scloby è la startup che archivia il registratore di cassa, creando un ambiente cloud che consente all’esercente di gestire in mobilità tutte le operazioni legate alle cassa e di attivare una serie di funzioni aggiuntive come le carte fedeltà, l’attivazione di promozioni o gli acquisti online.

30. Sellf. Sellf è nata da un’idea di Diego Pizzocaro, 32 anni, ingegnere informatico. L’app serve per migliorare le attività di business di piccoli imprenditori e dei freelance. L’utente si registra, inserisce i suoi obiettivi (vendite, fatturato) e può monitorarli costantemente. I primi a investire in Sellf sono stati H-Farm e Club Italia Investimenti 2, a cui si sono poi aggiunti Banca Intesa, attraverso il fondo Atlante Ventures, e P101. In totale 1 milione di euro, a cui vanno aggiunti i 100 mila euro, ottenuti come vincitrice del bando Fiware Impact.

31. Solo. Solo, startup partecipata da Digital Magics, nel 2014 ha vinto l’Innovaction Lab con la sua idea di Pos virtuale. E’ stata fondata da Edoardo Raimondi, Orlando Merone, Francesco Arnone e Roberto Ungaro e punta a sostituire la macchinetta del Pos: al momento del pagamento l’esercente invia un link che porta alla sua pagina personale dalla quale il cliente può pagare con carta di credito o di debito. Lo scorso ottobre Solo ha firmato un accordo con il Gruppo Uvet per entrare in oltre 1.300 agenzie turistiche del network.

32. Codemotion. Codemotion è l’hub per l’innovazione che diffonde le conoscenze tecniche legate alla programmazione. Codemotion organizza conferenze e workshop in Europa grazie alla sua rete di 30 mila sviluppatori e tutor, ed ha lanciato Codemotion Kids, incontri dedicati al coding per bambini e ragazzi. Attualmente è presente di 4 paesi e ci si aspetta un’espansione in altri 10 nei prossimi 6 mesi.

33. Oil Project. OilProject è la scuola online creata da Marco De Rossi, classe 1990. E’ una piattaforma per l’e-learning e per l’apprendimento di tutte le materie, che ad aprile ha raggiunto un milione e 100 mila utenti. A ottobre 2015 Tim Ventures, Club Italia Investimenti2 e Club Digitale hanno annunciato il completamento del round d’investimento nel capitale di Oilproject per un importo complessivo di 300 mila euro. Il primo round di finanziamento era stato agli inizi di agosto, quando si era annunciata l’entrata di Club Italia Investimenti 2 e Club Digitale nell’azionariato. La piattaforma di didattica online aveva già ricevuto lo scorso febbraio un investimento di 200 mila euro da Tim Ventures.

34. Buzz My Videos. Buzz My Videos offre ai migliori creatori di video su YouTube un programma di partnership che prevede un’offerta di servizi e programmi di formazione specifici rivolti sia a migliorare la qualità dei loro contenuti video sia ad aumentarne la visibilità. In altre parole è una startup nata per monetizzare il lavoro di tanti youtubers. La co-founder Paola Marinone ha vinto il Talented Young Italians Award per la categoria Media and Communication, assegnato dalla Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito.

35. Mosaicoon. Mosaicoon è stata fondata nel 2010 da Parodi Giusino, 33enne palermitano. Mosaicoon è una piattaforma web che aiuta i brand a pubblicare autonomamente video da far diventare virali. Mosaicoon aiuta i brand in tutta la fase di realizzazione: idea, produzione, distribuzione. La startup ha ottenuto un investimento da 3 milioni di euro da Vertis Venture e Atlante Venture.

36. Musicraiser. Fondata nel 2012 da Giovanni Gulino, frontman del gruppo Marta sui tubi, e da Tania Varuni, Musicraiser è una piattaforma per il crowdfuning musicale. In meno di tre anni ha raccolto circa 2 milioni e 100 mila euro di fondi, ha finanziato oltre 600 progetti e vanta una percentuale di obiettivi raggiunti che supera il 70%. L’obiettivo di Musicraiser è diventare un punto di riferimento per rendere sostenibile l’attività degli artisti.

37. Musixmatch. Musixmatch è stata lanciata nel 2011 per sincronizzare la propria musica preferita con i testi delle canzoni. Ha ottenuto uno dei più grossi round di investimento nel 2014 ed è diventata il più grande database al mondo di testi per canzoni. Il team di fondatori è formato da Max Ciociola, Gianluca Delli Carri, Francesco Delfino, Giuseppe Costantino e Valerio Pasolini. Oggi MusiXmatch vanta una partnership con Spotify e ha raggiunto 30 milioni di utenti in tutto il mondo, con 7 milioni di testi contenuti in 38 lingue diverse. A maggio 2015 ha avuto un investimento di 5 milioni di euro. Tra i nuovi soci il fondo di venture capital P101, United Venture e soci indipendenti tra i quali Paolo Basilico (ceo di Kairos Partner) e Roberto Condulmari.

38. Nextwin. NextWin è una startup nata a fine 2014 che ha sviluppato una piattaforma per unire gli sportivi con la passione per le scommesse. Quest’anno è stata selezionata per partecipare al programma di accelerazione di Luiss Enlabs e ha ricevuto un primo investimento di 60 mila euro da LVenture. Nextwin permette di compilare schedine, seguire gli altri utenti, e avere a disposizione statistiche sempre aggiornate.

39. Sounday. Fondata nel 2009 da Giuseppe Ravello, Gianluca Perrelli e Eugenio Caserini, Sounday è la piattaforma per coloro che gestiscono un progetto musicale. La startup si rivolge a artisti, etichette o manager: raccoglie i contenuti digitali e permette all’utente di gestirli come preferisce, consegnando i contenuti sui vari canali di distribuzione, come iTunes, Amazon, Spotify. La crescita è arrivata dal 2013, grazie a un round di 2 milioni di euro con Principia SGR. Oggi il team è composto da 20 persone, e il fatturato 2015 si chiuderà con 4 milioni di euro. Nell’estate 2015 Sounday ha acquisito la tecnologia del brand Soundtracker, lo streaming in music mobile.

40. Spreaker. Spreaker è la startup nata nel 2010 a Bologna che permette a chiunque di trasformarsi in dj radiofonico utilizzando il web o lo smartphone. La piattaforma, infatti, permette di creare, ospitare e distribuire contenuti audio (podcast e show). Tra le opzioni anche una console per registrare e la possibilità di condividere i contenuti sui social network. Il Ceo è Francesco Baschieri che ha spostato la sede della startup in America, mentre la parte dello sviluppo è rimasta in Italia.

41. Viralize. Viralize è una piattaforma nata all’interno di Nana Bianca e sviluppata da un giovanissimo team di ricercatori italiani. Il suo obiettivo è ottimizzare la pubblicità tramite video su desktop, smartphone e tablet. La startup è stata fondata da Marco Paolieri, Maurizio Sambati e Ugo Vespier, e nel 2015 ha lanciato una nuova piattaforma con una tecnologia per l’autoplay dei video su mobile.

42. Cortilia. Cortilia è il primo e-commerce di prodotti alimentari a filiera corta. L’utente può ricevere direttamente a casa i prodotti tipici locali come frutta e verdura di stagione, formaggi freschi, carni, salumi ed affettati, marmellate, e birra artigianale. Nata nel 2011 grazie a Marco Porcaro è un “mercato online” dei prodotti locali. Dal 2011 ha ricevuto 2,5 milioni di investimenti totali.

43. Foodscovery. Su Foodscovery produttori e consumatori vendono e comprano prodotti food di alta qualità. La piattaforma seleziona i produttori e ne gestisce la promozione online. La startup è stata fondata da Fabio di Gioia e Mario Sorbo e attualmente copre ordini da tutta l’Italia.

44. MiSiedo. MiSiedo è un servizio real time di prenotazione tavoli per i migliori ristoranti in Italia. I clienti possono prenotare via web o smartphone, mentre i ristoratori possono monitorare le prenotazioni con un’app per iPad per la gestione dei tavoli. La startup ha sede a Venezia, incubata da H-Farm, ed è realizzata in collaborazione con 2night, azienda che si occupa di comunicazione nel campo dell’intrattenimento.

45. New Gluten World. New Gluten World è uno spinoff dell’Università di Foggia che ha sviluppato una tecnologia in grado di produrre prodotti come pane, pasta e prodotti da forno a base di farina detossificata delle proteine del glutine.  Nata a novembre 2014, New Gluten World ha vinto il tredicesimo Premio nazionale per l’Innovazione e il grant da 25 mila euro previsto per il primo classificato della competizione.

46. Spotonway. Spotonway è una piattaforma web e un’app mobile che consente ad attività commerciali e professionali di fidelizzare e acquisire nuovi clienti. Attraverso la card Spotonway, ogni esercente può strutturare un programma fedeltà digitalizzato con il quale premiare, con beni o servizi, i clienti più affezionati.

47. Supermercato24. Supermercato24 è una startup nata nel 2014 a Verona per opera di Enrico Pandian, 34 anni, e attualmente disponibile in 58 altre città. Si occupa di consegnare la spesa a domicilio e da marzo 2015 è entrata anche nel food delivery, cominciando a consegnare i panini di Burger King. All’inizio di quest’anno Supermercato24 ha vinto la seconda edizione della 360by360 competition, ed ha ricevuto un investimento seed da 360 mila dollari.

48. wineOwine. wineOwine è una piattaforma per la vendita online di vini introvabili. La startup seleziona le bottiglie tra le piccole cantine italiane ed è nata nel 2013 da un’idea di due ragazzi abruzzesi, Federico Laurentino De Cerchio ed Eros Durante. WineOwine ha raccolto un totale di 360 mila euro da Luiss Enlabs e altri business angel italiani e stranieri.

49. Faceit. Faceit è stata fondata dagli italiani Niccolo Maisto, Alessandro Avallone e Michele Attisani nel 2012 e lo scorso giugno ha raccolto un round di 2 milioni di dollari da United Ventures di Massimiliano Magrini. La startup del gaming offre tornei online e competizioni mensili. Le revenues vengono dai 30 mila sottoscrittori mensili che pagano una quota tra i 5 e i 12 euro. La startup ha un milione e mezzo di utenti registrati, 2 milioni di visitatori unici mensili per un totale di 5 milioni di game session al mese.

50. GamePix. GamePix è stata fondata da tre studenti che si sono incontrati all’edizione 2012 di InnovAction Lab: Justine Silipo, Valerio Pullano ed Edouard Wawra. La startup si occupa della distribuzione di videogiochi HTML5 sul web e consente a siti web, Telco e Media Company di ottenere contenuti digitali di alta qualità per intrattenere e monetizzare i propri utenti. Gamepix ha vinto il contest “StartUp in Action 2013” del Codemotion di Berlino e da allora ha ricevuto investimenti da Microsoft e Nokia per la versione mobile di Gamepix.

51. IndieGala. IndieGala vende pacchetti di videogiochi per pc: un utente si registra e noleggia le licenze per giocare per un determinato periodo di tempo. E’ nata nel 2011 da un’idea di Riccardo Rosapepe, sviluppatore informatico, e da allora è sempre cresciuta fino ad arrivare a 3 milioni di utenti registrati, un milione di utenti attivi ogni mese e un ranking tra i cinque maggiori siti web al mondo specializzati nella vendita di videogiochi a pacchetto.

52. Mangatar. Nata nel 2012, grazie a cinque amici smanettoni di Salerno, Andrea Postiglione, Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo, ha appena chiuso due round di finanziamento pari a 1,1 milioni di euro. Ma la loro storia è ricca di successi: dal rilascio del primo titolo “Mangatar Saga”, dove i giocatori possono creare i propri avatar scegliendo le caratteristiche del proprio genere manga preferito (8 milioni di avatar generati in un solo anno) al primo round, 200mila euro, grazie a Gianluca Dettori e dPixel. Oggi è una srl con sedi a Milano e Salerno.

53. Spinvector. Fondata da Giovanni Caturano, SpinVector si occupa di videogiochi, ambienti immersivi e life-size games. Nel 2011 ha ottenuto un finanziamento di due milioni di euro da parte dal fondo AVM. Il suo nome è legato a prodotti di successo, pluripremiati, come Bang! e PartyParty.

54. Alyt. Alyt è un sistema di gestione domotica basato su Android capace di interfacciarsi con quasi tutti i dispositivi wireless esistenti al mondo. Fondata nel novembre 2013 a Torino da Luca Gaetano Capula, Alessandro Monticone, Mirko Bretto, Simone Janin e Riccardo Mazzurco, oggi ha già una sede in Silicon Valley e clienti come Wind (Alyt è integrato nella Wind Digital Life app), MegaFon e Vodafone. Nel 2014 ha lanciato una campagna crowdfunding su Indiegogo che ha raccolto quasi 115mila dollari.

55. Archondronics. È una startup, con sede a Modena ma operativa anche a San Francisco, fondata da Davide Venturelli e Roberto Navoni. Si occupa principalmente di applicare la robotica ai droni e sviluppare droni sentinella e sistemi di sicurezza. Ha trionfato, a Parigi, alla seconda edizione di Hello Tomorrow Challenge, manifestazione sull’innovazione tra le più importanti e riconosciute d’Europa.

56. Athonet. Athonet è una azienda specializzata nello sviluppo di sistemi avanzati per telecomunicazioni mobili. È stata creata da due ingegneri quarantenni: Gianluca Verin e Karim El Malk. In questi anni ha  firmato accordi con aziende come Nokia, Airbus, Enel che ha creduto in loro selezionandoli, nel 2013, nel loro progetto di incubatore Enel Lab. Nel maggio del 2012 ha garantito, nei luoghi dell’Emilia Romagna colpiti dal terremoto, le comunicazioni per i soccorsi in sostituzione delle normali reti telefoniche. Aiuto che è stato premiato con una medaglia dal presidente della Repubblica (di allora) Giorgio Napolitano.

57. D-Orbit. Nata nel 2011, per opera dell’ingegnere aerospaziale Luca Rossettini, D-Orbit ha sviluppato un dispositivo che permette di rimuovere i satelliti dallo spazio alla fine del loro ciclo di vita e ricondurli a terra. Nel 2015, agli inizi di ottobre, ha chiuso un round di investimento pari a 1,83 milioni di euro da parte di 3 investitori: Club degli Investitori, Como Venture e TTVenture.

58. Greenrail. Fondata da Giovanni De Lisi, Green Rail è una startup siciliana che ha creato delle traverse ferroviarie eco-sostenibili, usate anche dalla metropolitana di Londra, realizzate in parte con plastica riciclata e gomma ottenuta da pneumatici fuori uso. Nel 2013 è stata finalista al Premio Marzotto mentre nel 2014 si è aggiudicata il Premio Edison Start. Nel 2015 hanno rifiutato un milione di euro (per il 20% delle quote) offerto da Fabio Cannavale, uno degli “squali” del programma televisivo Shark Tank: «Troppo poco per un’azienda che valutiamo intorno ai 40 milioni di euro».

59. Olo 3D. Olo 3D è la prima stampante 3D per smartphone. È stata progettata e ingegnerizzata da Pietro Gabriele e Filippo Moroni, fondatori di Solido 3D, digital factory di Roma, con grande esperienza nel mondo del rapid prototyping e della digital fabrication. Nell’autunno del 2015 è stata ospitata, con grande successo di pubblico e critica, alle Maker Faire di New York e Roma.

60. Orange Fiber. Orange Fiber, startup catanese fondata da Adriana Santanocito, 38, e Enrica Arena, 29, sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. L’obiettivo è creare un tessuto sostenibile e cosmetico che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo vuole riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente. Nel 2015, a Ginevra e nel Palazzo della Nazioni Unite, ha vinto la startup competition promossa dall’Unece (Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite).

61. Sharebot. ShareBot è una startup nata nel 2012 con lo scopo di sviluppare e produrre  tecnologia per il mondo 3D. Ad Ottobre 2013 presso la MakerFaire Rome è stato presentata Sharebot NG, primo modello di una nuova fase che ha portato, nel giro di due anni ad altri 4 nuovi prodotti, rivolti sia al mercato consumer che professionale: Kiwi-3D (Kit e assemblata), XXL, Voyager e SnowWhite. Oggi è uno dei punti di riferimento più solidi, in Italia come nel mondo, del settore.

62. Wasp. Wasp (World’s Advanced Saving Project) nasce nel 2012 grazie al lavoro e all’esperienza nel mondo dell’elettronica e della meccanica del suo fondatore, Massimo Moretti. È un progetto incentrato sullo sviluppo della stampa 3D che fonda le proprie radici nel mondo dell’open-source, con l’intento di restituire e mettere in circolazione conoscenze e strumenti. Il primo modello ideato e costruito è stata la Power Wasp: una veloce ed economica stampante 3D in grado anche di fresare. Successivamente è stata ideata la linea di stampanti Delta Wasp. Nel 2015, alla terza edizione della Maker Faire Rome, è stata presentata la BigDelta, una stampante alta 12 metri in grado di realizzare delle case intere.

63. Filo. Filo è una startup, nata nel 2014, che ha ideato e realizzato un dispositivo che aiuta a tenere sotto controllo gli oggetti personali più importanti. Ai 4 fondatori, Giorgio Sadolfi, Lapo Ceccherelli, Roberta Alessandrini e Stefania De Roberto, si sono aggiunti altri 4 collaboratori fissi. Filo, sempre nel 2014, ha preso parte al programma di accelerazione di Luiss EnLabs. Nell’ottobre di quest’anno, infine, ha ricevuto un primo round di finanziamento pari a 500mila euro da parte di LVenture Group e altri investitori privati.

64. Angiodroid. Angiodroid è una startup che progetta, produce e vende iniettori che utilizzano l’anidride carbonica come mezzo di contrasto in angiografia. Nel 2013 ha ricevuto un primo round di finanziamento da 900mila euro realizzato da Zernike Meta Ventures e i soci di IAG (italian angel for growth). Nel luglio 2015 è arrivato un secondo round 1,5 milioni di euro da parte delle due realtà precedenti più Innogest.

65. Empatica. Empatica nasce nel 2011 a Milano. A fondarla sono 3 ingegneri del Politecnico guidati da Matteo Lai, 32. Produce wearable medicali, come Embrace il braccialetto più piccolo in commercio per l’acquisizione di segnali fisiologici per la ricerca clinica, nella vita quotidiana. È usato negli ospedali più importanti di tutto il mondo ed è progettato, ad esempio, per salvare la vita ai malati di epilessia. Nel 2014 ha ricevuto un finanziamento di 2 milioni di dollari da parte di angel italiani e americani.

66. Oncoxx. Oncoxx Biotech è una società abruzzese di biotecnologie specializzata in oncologia, fondata nel 2012 come partnership tra ricerca universitaria, strutture ospedaliere e imprenditori privati. L’idea nasce dall’esperienza e dalle ricerche condotte dal professor Saverio Alberti, i cui brevetti sono alla base dello sviluppo dell’idea di business. FIRA (Finanziaria della Regione Abruzzo), nel 2014, ha investito un milione di euro nella startup. Un investimento che ancora oggi viene utilizzato per portare a termine il programma di ingegnerizzazione di due anticorpi che stanno alla base di una nuova cura anti-cancro.

67. Scent. Scent (SemiConductor-based Electronic Network for Tumors) è una startup, nata nel 2015, che ha sviluppato un dispositivo che riesce a individuare con uno screening preventivo un certo tipo di tumori. Il team è composto da 8 giovani ricercatori guidati dal presidente Cesare Malagù e dal CEO Nicola Landini. Nel mese di novembre si è aggiudicata il Premio Marzotto, e i 300mila euro in palio, per «la capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali, culturali, territoriali o ambientali».

68. TES Pharma. Nasce nel 2010 da un’idea dei professori Roberto Pellicciari, Janet Robertson, Antonio Macchiarulo e Antimo Gioiello. È una startup che unisce tecnologie avanzate e ricerca in laboratorio con lo scopo di trovare nuove soluzioni farmaceutiche mirate alla cura di malattie del metabolismo e nell’oncologia. Ad oggi collabora con il mondo accademico – Università di Perugia e di Ancona, l’École Polytechnique Fédérale di Losanna e la Mount Sinai School of Medicine di New York – ma anche con aziende del settore farmaceutico. Ad agosto 2014, secondo i dati diffusi dalla Confcommercio, TES Pharma risultava avere un fatturato di oltre un milione di euro.

69. CharityStars. Fondata nel 2013 da Francesco Nazari Fusetti, Manuela Ravalli e Domenico Gravagno, la startup milanese mette all’asta oggetti ed esperienze con celebrità e aziende a sostegno del settore non profit come Fondazione Telethon, Save the Children, Emergency. Un modello di business di grande successo che ha portato a ricevere premi come la 360by360 Competition e Fabriq, un bando del Comune di Milano. Nel 2015 ha ricevuto, da parte di 7 business angel e Banca Intesa, un round di finanziamento pari a 1 milione di euro che servirà per espandersi all’estero.

70. Pedius. Pedius nasce nel 2012 quando il founder, Lorenzo Di Ciaccio, viene a conoscenza dell’odissea di un giovane sordo che, rimasto ferito a causa di un incidente, non era riuscito a chiamare i soccorsi. Il team di Pedius ha così inventato un’app che libera chi ha problemi di udito dalla necessità di affidare i propri messaggi a degli intermediari. L’app permette alle persone sorde di scrivere o parlare con la propria voce e di leggere la trascrizione delle parole dell’interlocutore. Oltre la già consolidata partnership con Tim, ad oggi Pedius ha una convenzione con diversi servizi che hanno deciso di rendersi telefonicamente accessibili alle persone non udenti: Axa Assistance Italia, BNL Gruppo BNP Paribas, i Comuni di Trieste ed Andria e la Protezione Civile di Roma Capitale

71. Qurami. Qurami è una startup romana nata nel 2012 da un’idea dell’attuale amministratore delegato, Roberto Macina. Si tratta di un’applicazione per smartphone e tablet per rivoluzionare le code negli uffici: basta prenotarsi per conoscere in tempo reale il numero esatto di persone che ci precedono e il tempo di attesa stimato. Ha ricevuto un primo finanziamento da 100mila euro da parte di Lventure Group e successivamente è stata incubata presso LUISS EnLabs. Nei successivi due anni la startup ha ricevuto diversi altri finanziamenti da fondi di Venture Capital e business angel e ha stretto collaborazioni con importanti società italiane e internazionali produttrici di dispositivi elimina-code.

72. Tutored. Tutored è una startup che offre un servizio dedicato agli studenti universitari mettendo in contatto la domanda e l’offerta di ripetizioni private e fornendo una piattaforma online dove gli utenti possono svolgere le proprie lezioni direttamente sul sito. Nel 2015, rispettivamente a marzo e luglio, ha ricevuto due round di finanziamento, entrambi pari a 400mila euro. Tutored, il cui team ha un’età media 24 anni (i founder sono Nicolò Bardi, Gabriele Giugliano e Martina Mattone) è riuscita in pochissimo tempo a creare una community di oltre 100 mila utenti attivi e circa 400 mila visitatori al mese.

73. Horus. Horus Technology, è una giovane startup genovese che vuole migliorare la vita dei non vedenti. Ha così sviluppato un dispositivo che è in grado di riconoscere lo spazio intorno alla persona cieca e di dare indicazioni precise attraverso un auricolare a esso collegato. I due founder, Saverio Murgia e Luca Nardelli, nei primi mesi del 2015, hanno lanciato una campagna crowdfunding di successo che ha ottenuto 30mila euro (150% in più della richiesta inziale).

74. MarioWay. La startup nasce dal desiderio del suo founder, Mario Vigentini, di costruire una carrozzina per persone paraplegiche che fosse non solo utile e funzionale ma anche curata in ogni sua parte. Per realizzarla Mario ha messo su un team di professionisti che oggi sta lavorando alla commercializzazione del prodotto (uscita è prevista nel 2016). Nel 2015 MarioWay ha vinto i 25mila euro messi a disposizione dal FunkyGrant di Working Capital dedicati alla memoria di Marco Zamperini.

75. Xmetrics. La startup è nata da un’iniziativa di Andrea Rinaldo, ex nuotatore professionista, assistente allenatore a Londra 2012 e ingegnere delle telecomunicazioni. Sviluppa e produce un dispositivo, il cui testimonial è l’ex campione olimpico Max Rosolino, in grado di misurare le prestazioni del nuotatore direttamente durante l’allenamento in piscina: da indossare sulla testa, ergonomico e leggero. Fanno parte del team anche Davide Macagnano, Stefano Perego, Francesco Quartuccio ed Emanuele Vazzoler. Nel 2014 si è aggiudicato il prestigioso Premio Marzotto (50mila euro) a cui si è aggiunto un percorso con Fondazione CUOA del valore di 10mila euro.

76. Bluewago. Bluewago è una piattaforma web che offre una soluzione innovativa per la prenotazione e creazione di vacanze in barca e al mare. E’ stata realizzata in Italia da un gruppo di ricerca di Innovation Factory l’incubatore certificato di primo miglio di AREA Science Park, uno dei principali parchi scientifici e tecnologici multisettoriali a livello internazionale. A luglio 2015 è stata comunicata l’exit di Bluewago, venduta a Venetwork.

77. Travel Appeal. Travel Appeal è la startup fondata nel 2014 da Mirko Lalli ed è incubata in H-Farm. Il suo scopo è aiutare le aziende e i territori a disegnare esperienze coinvolgenti, a facilitare la promozione, il racconto e la valorizzazione dell’offerta turistica, culturale ed enogastronomica.

78. ViaggiArt. ViaggiArt è una piattaforma web sviluppata da Giuseppe Naccarato e Stefano Vena basata sugli Open Data. Nasce con lo scopo di promuovere e pubblicizzare il patrimonio culturale e le aziende della filiera turistica che sono espressione della cultura e delle tradizioni del territorio in cui operano. Il funzionamento dell’app è molto semplice: geolocalizza gli utenti e suggerisce luoghi ed eventi culturali più vicini. Nel 2015 ha chiuso una partnership strategica con Confcommercio ed è stata premiata come miglior startup del settore turistico al Premio Nazionale Innovazione.

79. Wanderio. E’ una piattaforma di prenotazioni online fondata da Matteo Colò, Disheng Qiu e Luca Rossi. Con Wanderio si possono scegliere i mezzi di trasporto (dal taxi, ai treni al car pooling) e confrontare tariffe e orari. Ad aprile 2015 ha chiuso un secondo round di investimento con Club Investimenti 2, già azionista della startup. Tra fee sulla vendita di biglietteria aerea e al revenue sharing sulla vendita online di biglietteria ferroviaria, le vendite cumulate da luglio 2014 ad aprile 2015 (ultimi dati diffusi) sono di oltre 400.000 euro.

80. Quokky. Quokky è stata fondata nel 2014 da Filippo Veronese e si occupa della gestione dei documenti. E’ una piattaforma cloud per l’archiviazione online dei documenti cartacei. La piattaforma permette di scansionare i documenti con il cellulare e archiviarli in modo ordinato ed efficiente; offre uno scadenziario personalizzabile e a breve permetterà i pagamenti online. A giugno 2015 è entrata nel programma di accelerazione Tim #Wcap.

81. Actions. Actions ha mosso i primi passi nel 2012 su iniziativa di Cristiano Troffei ed Enrico Cirone, soci fondatori dell’agenzia di web design “Beautyfool”. L’idea nasce dalla loro esigenza di gestire un elevato numero di azioni e programmi in maniera più rapida ed efficiente. L’app di Actions trasforma l’iPad in una sorta di controller evoluto per ogni software, un’estensione operativa del computer che permette di organizzare comandi e flussi di lavoro. E’

82. Applix. Fondata nel 2010, Applix è una realtà specializzata nella Customer Interaction attraverso soluzioni mobile che consentono ad aziende, editori e istituzioni la realizzazione di una strategia digitale innovativa ed efficace. Si focalizziamo su tre principali linee di business: Digital Publishing, Education, Mobile & Apps. Le loro App hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e sono state scaricate in più di 120 paesi, raggiungendo la Top 10 degli Store in oltre cinquanta nazioni con milioni di download. Nel 2011 Steve Jobs durante il keynote per la presentazione dell’iPad2 ha mostrato una loro App, Virtual History – Roma, come esempio di ciò che le applicazioni possono rappresentare per il futuro dei device mobili.

83. BeMyEye. BeMyEye è Il «Google Analytics» dei negozi, come la definisce il suo fondatore Gian Luca Petrelli il fondatore, che nel 2011 ha sviluppato un’app che permette alle grandi aziende di tenere monitorati i punti vendita grazie a volontari sparsi sul territorio. BeMyEye è disponibile in Italia, Francia, Germania e Regno Unito. Segnalata da Layla Pavone di Digital Magics tra le 3 migliori startup del 2015, a giugno è stata anche indicata da Business Insider tra le 11 startup italiane da tenere d’occhio.

84. Bewe. Bewe è una startup che si occupa di raccolta e analisi dati fondata da Giovanni Frera, Maurizio Ferraris, Dario Manuli Stefano Tonella Due. Il prodotto di punta è Roialty, in cui sono integrate tre componenti differenti: Intelligence (analisi dei dati della rete, monitoring, social metrics), dinamiche di Gamification (dinamiche di badge point, couponing) e campagne di Social loyalty.

85. Buzzoole. E’ la prima piattaforma italiana di Ieo (influence engine optimization) che ottimizza la presenza online degli utenti. Grazie all’algoritmo proprietario sviluppato, Buzzoole permette sia a grandi operatori industriali che a piccole e medie imprese, italiani e internazionali, di identificare qualitativamente gli influencer del proprio mercato, e di generare passaparola su prodotti e servizi attraverso i trendsetter individuati, remunerandoli con offerte dedicate come sconti, test di prodotti, inviti esclusivi. I fondatori sono Fabrizio Perrone e Gennaro Varriale, che a luglio 2015 hanno comunicato di aver chiuso un round da 1 milionedi dollari: l’obiettio è sfondare il tetto dei mille clienti ed aggredire nel prossimo anno il mercato europeo e americano.

86. ClickMeter. ClickMeter è una startup lanciata nel 2012 da Davide De Guz. Sono subito volati in Silicon Valley e oggi hanno tra i propri clienti le poste americane e altre 70 mila aziende nel mondo. La startup fornisce un servizio online rivolto a inserzionisti, agenzie digitali, editori e affiliati. Attraverso la gestione, il tracciamento ed il monitoraggio dei link di marketing permette di ottimizzare i tassi di conversione. Le sue centinaia di funzionalità sono ospitate su Amazon Web Services con un uptime certificato (SLA) del 99,99% e scalabilità fino a 1 miliardo di eventi/mese per account.

87. Cloud4Wi. Cloud4Wi si rivolge agli esercizi commerciali e utilizza una strategia all’avanguardia per permettere loro di monetizzare i servizi Wi-Fi offerti ai propri clienti, promuovendo offerte commerciali, mettendo a disposizione applicazioni e allestendo campagne marketing mirate. Nel 2014 la startup era volata in Silicon Valley con un finanziamento di 4 milioni da United Ventures.

88. ClouDesire. Come intuibile dal nome stesso della startup, ClouDesire si occupa di servizi cloud per le Pmi. Fondata nel 2013 da Paolo Lanari, Andrea Vecchi, e Eddy Fioretti, a marzo 2015 è stata l’unica italiana tra le 4 startup selezionate dal SEP (Startup Europe Partnership) per partecipare all’Investors Forum di Bruxelles. A giugno la startup pisana è stata selezionata tra le 30 finaliste da tutto il mondo al Cloud Innovators 2015 di New York.

89. Eggtronic. E’ una startup che produce elettronica di consumo orientata all’innovazione, fondata a Modena da Igor Spinella. Già scelta tra le più promettenti d’Italia dal ministero dello Sviluppo economico nel 2014, a luglio 2015 ha chiuso un importante round di investimento di 1.5 milioni di euro di capitali di rischio e vinto un bando Smart & Start per oltre 1 milione di euro, raccogliendo in pochi mesi risorse superiori a 2.5 milioni di euro.

90. Ennova. Con 270 addetti, di cui 35 nel settore Ricerca e Sviluppo. Ennova era stata premiata nel 2014 da I3P come migliore startup dell’anno. Per I3P Ennova si dimostra come network, capitale di rischio e incubazione possono essere combinati in maniera vincente. Ad aprile 2015 ha vinto il Premio Leonardo.

91. Experenti. E’ una piattaforma che si occupa di realtà aumentata fondata da Barbara Bonaventura, Michele Marzola (Business Angel) e Amir Baldissera.

92. FacilityLive. FacilityLive è un motore di ricerca semantico che consente di effettuare ricerche basate sulla pertinenza e non sulla rilevanza. Il fondatore Gianpiero Lotito ha annunciato brevetti in 42 paesi del mondo. Nel 2015 è stata l’unica azienda italiana a entrare nell’European Tech Alliance, la “lobby buona” delle startup dell’Europarlamento che ha come obbiettivo lavorare sulle istituzioni europee per potenziare il mercato digitale unico europeo.

93. Innaas. Innaas è l’acronimo di Innovation As A Service. La startup, fondata da Simone Di Somma e Giuseppe Ancona, si occupa di big data è stata incubata nell’acceleratore Tim #Wcap di Roma, si occupa di big data. L’algoritmo di Innaas analizza i dati e calcola uno score che supporta il management aziendale nelle decisioni.Nel 2015 ha chiuso un round di investimento di 100K con Tim Ventures.

94. Iubenda. Iubenda è una startup che si occupa di dati personali fondata nel 2011 da Andrea Giannangelo, Carlo Rossi Chauvenet e Domenico Vele nel 2011. Nel 2015 hanno cavalcato l’onda lunga della Cookie Law, con un boom di vendite del loro servizio privacy policy. Secondo il founder di dpixel Gianluca Dettori «si dice che “cash is king” e se cash is king Iubenda is king».

95. Matecat. E’ uno spin-off di Translated, la società leader nelle traduzioni online fondata da Marco Trombetti e Isabelle Andrieu, che nel 2014 hanno ricevuto 2,65 milioni dalla Commissione Europea per sviluppare un traduttore basato su software open soruce. E’ così che nasce Matecat, la piattaforme dove si carica un file in pdf e si ottiene direttamente online la traduzione.

96. Motork. Selezionata da ScaleIT tra le 15 scaleup italiane, registra un fatturato di 6 milioni di euro, con un incremento del 100%. La startup è impegnata nella certificazione della nuova figura dell’Automotive Digital Manager che realizzerà oltre 20.000 posti di lavoro in Europa nei prossimi anni. Ritenuta da molti promessa del digital automotive partecipando a due eventi chiave nel panorama internazionale europeo, il Digital Tech Summit di Lisbona ed il SVC2UK di Londra, che avvicinano gli investitori alle startup europee emergenti

97. Nextome. E’ un sistema di localizzazione e mappatura di persone in ambienti chiusi. Hanno vinto il voto popolare nel 2014 al Web Summit, e nel 2015 allo Slush di Helsinki il suo Ceo Domenico Colucci, 26 anni, è stato premiato come miglior giovane imprenditore d’Europa.

98. Brandon. Seleziona brand italiani noti o ad alto potenziale per gestirne le campagne di vendita sui siti di e-commerce nel mondo. I requisiti per abbracciare questo percorso di alfabetizzazione di un’azienda devono essere per noi la brand awarness e lo stile del prodotto: se entrambi questi elementi hanno un potenziale da valorizzare, accettiamo la sfida e sosteniamo l’azienda.  Nasce nel 2013 da un’idea di Paola Marzario. Il fatturato cresce anno dopo anno. Nel 2015 arriva a prevedere i 4 milioni.

99. Streamago. Come accaduto oltreoceano con Periscope e Merkaat, molti personaggi famosi stanno sfruttando le potenzialità dell’applicazione di live streaming di casa Tiscali sviluppata per poter interagire in diretta con i propri fan. Tra i primi ad utilizzare Streamago troviamo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che posta sulla piattaforma il backstage dei concerti del tour estivo.

100. Whoosnap. Nota come “l’Uber dei fotoreporter”, Whoosnap è stata fondata nel febbraio 2015 da Enrico Scianaro, con l’obiettivo di dare a ogni utente la possibilità di richiedere a un altro membro della community una immagine, di un luogo o di un avvenimento particolare, in cambio di un compenso economico. E’ stata segnalata dal Ceo di LVenture Luigi Capello tra le 3 migliori startup italiane del 2015.

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