Sede a Boston, cuore (e ricerca) in Salento. Gelesis raccoglie 31,5 milioni

Una startup poco nota Gelesis, ma che in 4 anni ha raccolto 90 milioni. La sede è a Boston, ma il cuore e la ricerca sono in Salento e lì rimarranno

La storia di Gelesis non è molto nota, ma è una delle startup in assoluto più interessanti nate in Italia. Nata da un progetto di ricerca di uno studente dell’Università di Napoli, Alessandro Sannino, è diventata in pochi anni una realtà imprenditoriale che ha il centro di sviluppo a Calimera, Lecce, ma la proprietà a Boston, dove alcuni investitori hanno dato fiducia al progetto investendoci nel 2011. Ad oggi Gelesis, che ha creato una tecnologia in grado di controllare l’assunzione di glicemia e aiutare a perdere peso, ha raccolto più di 90 milioni di euro. L’ultimo round, il più corposo di tutti, lo ha chiuso venerdì. 31,5 milioni da Cormorant Asset Management, secondo quanto riportato da Finsmes. 

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Alessandro Sannino, docente universitario e imprenditore

Sannino ha cominciato a lavorare alla sua ricerca durante gli anni dell’università. Un gel in grado di assorbire grandi quantità d’acqua. All’inizio l’applicazione doveva essere per i pannolini, o per le piante, ma dopo una cena a Boston con quella che sarebbe diventata l’attuale proprietà il core dell’azienda si è declinato su un settore molto più redditizio. Quello dietetico. L’intuizione è stata dell’attuale CEO  Yishai Zohar. Oggi Gelesis è una capsula che si somministra oralmente che contiene un idrogel capace di controllare la glicemia nelle sue diverse fasi di assunzione per favorire la perdita di peso. L’azienda ora userà questi 31,5 milioni per completare le ricerche che gli permetteranno di avere tutte le prove necessarie alla Food and Drug Administration (FDA) americana, i primi dati ufficiali si avranno all’inizio del 2017.

Ad oggi l’azienda ha sede a Boston, anche se la ricerca e lo sviluppo di Gelesis è in Salento, a Calimera. E’ qui che lavora Alessandro Sannino e il suo team. Dopo la laurea a Napoli (Ingegneria Chimica), il dottorato di ricerca tra il capoluogo partenopeo e Seattle, negli Stati Uniti, Sannino è approdo a Lecce nell’anno accademico 1999/2000, tutor in un corso di Chimica. Da allora non si è più mosso ed è ancora in un piccolo casolare salentino che conduce le sue ricerche, e dove ha una cattedra in Tecnologie della materia all’università del Salento.

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