Strategie. Due startup italiane si sono fuse per sfidare i big della pubblicità digitale

La strategia di Appsbuilder e Paperlit per diventare leader nel loro mercato di riferimento, un’analisi di una strategia aziendale

Nel dicembre 2014 è stato annunciato l’acquisto di Paperlit, la soluzione che permette agli editori di trasformare, distribuire e monetizzare contenuti editoriali in applicazioni mobile interattive, da parte della startup Appsbuilder, applicazione che permette di costruire e distribuire mobile app in modo semplice ed intuitivo senza alcuna competenza tecnica di programmazione. A distanza di un anno, a fine dicembre 2015, è stata annunciata la fusione tra le due entità. Fino ad Ottobre 2016.
image5 le due società sono rimaste separate ma oggi è stata unita l’esperienza di Paperlit con le conoscenze che AppsBuilder ha sviluppato negli anni.

Le redini della nuova compagine sociale sono state affidate dal primo Ottobre 2015 a Luca Filigheddu, che ha un’esperienza di più di 15 anni nel settore mobile e telecomunicazioni, recentemente ha lavorato in BlackBerry, ricoprendo il ruolo di Head of Developer Evangelism EMEA e Manager of the Global Developer Ecosystem, che ha messo immediatamente tra i suoi primi obiettivi l’unione delle due entità “sono state fatte analisi di mercato e di diversi indicatori” ha detto il neo CEO “che hanno portato AppsBuilder a diventare un prodotto di Paperlit”.

Di fatto è stata la prima che ha acquistato la seconda, a cui è seguita la creazione di un marchio comune, Ab-Engine che ha offerto una soluzione API per la realizzazione di un vasto numero di App Native, ma la strategia oggi è quella del rafforzamento di Paperlit. Un mercato quello dei magazine, uno dei verticali, che vale oggi circa 80 miliardi di dollari e vede in costante crescita il fatturato derivante da distribuzione ed advertising digitale. Secondo PwC, nel 2019 il fatturato advertising delle versioni digitali rappresenterà il 37% del fatturato totale del magazine, di pari passo con la crescente penetrazione dei tablet.

I numeri della NEWCO

Un’azienda, Paperlit, nata nel 2009 in California, che ha colto una esigenza nel settore dell’editoria con l’avvento dei nuovi device, come gli iPad, e che ad oggi vanta 500 milioni di pagine viste al mese, 2300 numeri pubblicati al mese in 20 paesi, con 100 editori come Disney, Hearst Magazines, Vanity Fair e Condé Nast. A cui si sommano i numeri dell’ applicazione per app nata nel 2011 e che vanta clienti in 70 Paesi tra cui Stati Uniti e Regno Unito, con oltre 14mila nuove app pubblicate ogni mese.

La cifra dell’operazione è rimasta segreta ed oggi, a seguito della fusione, dopo il riassetto societario, con Daniele Pelleri, co-founder ed ex CEO di AppsBuilder, diventato ora responsabile di prodotto, si è iniziato a ragionare sulla nuova realtà ed uno dei primi passi è stato il lancio della nuova piattaforma di Paperlit, al cui interno sono confluite anche parte delle tecnologie della piattaforma AppsBuilder, dando ulteriori strumenti ai fruitori.

Le strategie post fusione delle due startup

Grazie a questa unione verranno implementate ulteriormente le possibilità da parte degli editori di poter arricchire i loro prodotti attraverso nuove funzioni. Strumenti di digital publishing che consentono di sfruttare le potenzialità degli analytics, di identificare nuove revenue streams e coinvolgere i propri lettori, permettendo ai publishers di ampliare e completare la loro offerta analogica, come attraverso l’aggiunta di video (attraverso link) oppure inserire nelle pubblicità dei “carrelli” per l’acquisito e tante altre funzionalità, di modo da rendere più vivi i propri magazine per ottenere il massimo dai prodotti e permettendo agli editori un maggior controllo. Il futuro della nuova realtà non sarà soltanto nell’aggiunta di nuovi strumenti e di nuove funzionalità ma anche un’espansione internazionale, grazie alle risorse condivise tra le due società, ed anche grazie a nuove acquisizioni strategiche.

Le sedi principali della società sono a Cagliari, Milano e Londra dove è presente un team eterogeneo ed internazionale, “ma non è importante dove si è localizzati, è un dettaglio” aggiunge il CEO Luca Filigheddu, “quello che conta di più è lavorare con la testa avendo ben chiari il prodotto e gli obiettivi che ci si prefigge”.

Oggi in un mondo sempre più veloce ed interconnesso dove i device sono diventati degli strumenti importantissimi la digitalizzazione del mondo del publishing rappresenta un’enorme opportunità per tutti gli operatori del mondo editoriale ma soprattutto per tutti coloro che usano gli smartphone o i tablet per essere sempre aggiornati.

di Alessandro Ligas

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