KeyCapital scommette sulla App CheckBonus

Il venture incubator fondato da Giorgio di Stefano investe nello sviluppo del progetto della startup milanese. Il cui lancio è previsto a settembre

Casolari SI

Giorgio Di Stefano andrà presto a sedersi nel consiglio d’amministrazione di CheckBonus. Affiancando Yuri Ceschin e Pierluigi Casolari (nella foto, ndr), rispettivamente Cto e Ceo della startup milanese. Di Stefano è fondatore (nel 2012) e Ceo di KeyCapital srl, e ha deciso di investire con il suo venture incubator nello sviluppo della App CheckBonus. Il cui lancio è previsto per settembre. Da qui il suo ingresso nel cda della creatura di Ceschin e Casolari.

CheckBonus è un generatore di “store traffic” e propone una soluzione completamente “mobile” ad uno dei problemi più attuali del retail, ovvero la perdita di appeal rispetto alla fascia di utenti giovani che sempre più utilizza l’e-commerce come alternativa all’acquisto tradizionale, e che allo stesso tempo sempre più massicciamente usa il mobile come principale shopping assistant.

Secondo recenti studi Nielsen – spiega in un comunicato la startup milanese – oltre il 70% dei possessori di smartphone utilizza oggi shopping apps all’interno dei punti vendita, sia come strumenti di potenziamento dell’esperienza d’acquisto che come sorgente di informazioni per completare (on o offline) l’acquisto.

CheckBonus offre a negozi specializzati e grande distribuzione organizzata un sistema di raccolta punti per ogni ingresso, e alle aziende nuove modalità di comunicare efficacemente promozioni e comunicazioni in store, nonché innovative possibilità di misurare il valore della pedonalità.

Qui sotto, il pitch di ChekBonus al Talent Garden

Alibaba, Tencent, JD.com: qualche guaio per l’impero tech cinese

Dall’annuncio dell’addio di Jack Ma fino all’arresto di Richard Liu per molestie sessuali e alle difficoltà prolungate di Tencent in borsa dopo l’annuncio del nuovo più severo regolamento del governo cinese su videogame e internet. Ecco perché in questo momento, per diversi motivi, i colossi cinesi vivono un momento complesso