Le italiane al Web Summit

La lista completa (fino ad oggi) delle startup italiane che parteciperanno all’evento di Dublino, a fine ottobre. Tutte in cerca di contatti, stimoli e visibilità

DublinWebSummit

Crescono le startup italiane che andranno a Dublino. Sono tante, ogni giorno di più. La lista dei progetti tecnologici che il 30 e 31 ottobre parteciperanno al Web Summit 2013, una delle vetrine europee più importanti per le startup tecnologiche, è in continuo aggiornamento. Dopo il semaforo verde per Mangatar di Raffaele Gaito, Betalize, il servizio di beta testing di Luca Lanzanò e Gian Maria Rossi, e Buzzoole di Gennaro Variale e Fabrizio Perrone, è arrivato il via libera per Bad SeedAppsBuilder, piattaforma online per creare la propria app, Droidex per la gestione di applicazioni mobili, i gioielli speciali di Makoo e la app per il corteggiamento 2.0 di Woofun.

Ma ci saranno anche Vmsme, una piattaforma mobile per mandare brevi messaggi vocali; Slowd, la prima fabbrica diffusa del design; le creazioni di moda social di Maison Academia. Andranno a Dublino pure i ragazzi di Sjùga, con la loro applicazione per la creazione del tuo sito web in un click; Standouter, che porta su web e mobile il talent show; Jamgle; NearMe, app che consente di localizzare bar, ristoranti, alberghi, locali. Ci saranno infine Aliveshoes, community per la realizzazione e la vendita di scarpe da ginnastica e gli smart watch di Exetech.

Insomma c’è tanta Italia al Web Summit di Dublino. Creatività, design e bellezza saranno i nostri 16 punti di forza. L’emozione della voce, che modella i gioelli, è la formula vincente di Makoo, terza a InnovActionLab 2013. «Noi – dice Federico De Simone, Ceo del progetto, in team con Giulio Galassi e Dario De Angelis – abbiamo vinto il programma Alpha Test e presenteremo la nostra startup in uno stand dedicato». In Irlanda porteranno «una beta avanzata, una piattaforma funzionante in cui si potrà creare un gioiello, inoltre vogliamo permettere a tutti di provarla con la realtà aumentata». A convincere «è stata la semplicità dell’applicazione ma anche la sua forza innovativa». Makoo permette di realizzare un modello in 3D senza utilizzare un programma Cad, con le sole vibrazioni della voce «basta lasciare un messaggio».

Di bellezza in bellezza, al Web Summit 2013 non mancherà il design diffuso di Slowd. La concretezza della manifattura tra i loro punti di forza: oggetti di arredamento e di casa «Usiamo il web – dice Andrea Cattabriga, presidente della società – per fare una cosa molto fisica. Il digitale è un canale di vendita di un qualcosa molto reale. Creiamo una fabbrica diffusa e diamo in mano al designer lo strumento per arrivare al mercato, partendo da un pezzo solo. Connettiamo il designer con una rete di artigiani sparsa per il mondo». Non solo, il prodotto «sarà costruito vicino all’utente finale».

Mary Palomba di Maison Academia porterà a Dublino l’innovazione di una startup ma anche il «forte legame con la traduzione della manifattura italiana». Maison Academia «organizza contest tematici ispirati alle tendenze della moda. Gli stilisti partecipano caricando i progetti e – sottolinea Mary Palomba – sono supportati da una squadra di mentor. Poi, i progetti che passano vengono resi pubblici, votati dalla community e sarà il giudizio degli esperti a scegliere quali mandare in produzione».

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