Intertwine, tra Unesco e Dublino

La startup napoletana, fondata da quattro under 30, permette di creare opere multimediali condivise. Collabora con Unesco, poi andrà al Web Summit

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Una piattaforma per creare e pubblicare opere multimediali condivise. Si chiama Intertwine, l’hanno messa su quattro ragazzi di Napoli. Gianluca Manca, 28 anni. Salvatore Imparato, 28 anni, laureato in ingegneria informatica, che gestisce l’unità tecnico operativo del team. Gennaro Mangani, 28 anni, si occupa dell’art direction e del marketing. Stefano Imparato, 21 anni, laureando in Iigegneria informatica.

Il plotter crea la trama, i brickers aggiungono mattoni multimediali (testo, video, audio, immagini) per realizzare il progetto. Il plotter sceglie i migliori mattoni e crea un intertbook, un’opera multimediale disponibile sul mercato, generando guadagni per il plotter, per ogni bricker che ha partecipato al progetto e per la piattaforma.

La piattaforma è in fase beta, ma non per molto. A settembre il gruppo è pronto al lancio. A fine ottobre sono stati scelti per l’Alpha Program al Web Summit di Dublino, una delle più importanti vetrine per le startup tecnologiche e deve essere tutto a punto. Ma prima ancora, proprio in questi giorni, Intertwine è protagonista negli Stati Uniti, dove Unesco e Università del Connecticut hanno organizzato fino al 20 agosto la nona edizione dell’“International Leadership Training Programme: a Global Intergenerational Forum”. A 64 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo 10 giorni di formazione dedicata alle nuove generazioni, con l’idea che educare ai diritti umani vuol dire contribuire allo sviluppo di individui che possiedano la capacità di interagire in una società.

Intertwine è al lavoro sulla seconda parte di “Educazione Ai Diritti Umani Con Adulti”. Rinascita Sociale Salam House, partner della piattaforma e onlus impegnata nell’educazione ai diritti umani «aveva già pubblicato un manuale per l’educazione ai diritti umani – spiega a Startupitalia! Gianluca Manca – ci ha contattato e si è trovata affinità tra la nostra piattaforma e il progetto. In questa seconda parte – aggiunge – la collaborazione è centrale. Intertwine darà la possibilità agli ospiti del corso di formazione Unesco di scrivere in modo collaborativo il libro. Avere per loro una piattaforma di supporto è sembrato utile. Per noi è una grandissima spinta per testare i meccanismi di collaborazione. In più c’è una parte del nostro sito che ha una sezione educational». L’intertbook dovrebbe seguire questo schema: Human Rights and Me, Human Rights at home, Human Rights and education, Human Rights at work, Human Rights in the world.

A portare Intertwine in Connecticut non sarà Gianluca però. Ci sarà Rinascita Sociale Salam House. «Presenteremo il progetto in occasione del forum dell’Unesco in Connecticut – spiega Dora Esposito, della onlus – è un’opportunità importante per creare un network sui diritti umani e richiamare l’attenzione sull’iniziativa. L’evento è molto prestigioso ed è un grande banco di prova: si fa cultura e formazione sui diritti umani, ma è anche un forum dove IntertWine può essere uno strumento efficace».

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