Smart&Start, tutto bene. Anzi no

Invitalia assicura che il portale per le idee d’impresa innovative ora è a posto, e che i 190 milioni dell’Ue non sono in pericolo. Ma gli utenti non ci credono

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Più di 2 mila domande in tre giorni, una situazione «normalizzata», dopo «gli iniziali problemi di accesso alla piattaforma», un sistema «ora pienamente operativo», confermato anche nei numeri dell’assistenza, che «ha gestito il 5 e il 6 settembre fino ad un massimo di 89 reclami» fino ai 19 di domenica. Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, fa il punto su Smart&Start, il bando on line del ministero dello Sviluppo economico che ha messo in palio 190 milioni di euro per le imprese innovative. Ma sui social le proteste non si placano, e sembra profilarsi un seguito nei tribunali italiani.

Dopo il disastroso avvio della raccolta dei progetti, il 4 settembre alle 12, con il sistema che si è impallato per oltre 48 ore. Dopo una figuraccia cosmica, che potrebbe tradursi anche in centinaia di ricorsi. Dopo le proteste sulla Rete, l’Agenzia ha confermato anche ieri «che i 190 milioni di euro disponibili per questa agevolazione consentiranno di coprire un numero molto superiore alle proposte arrivate nei primi tre giorni di attività della piattaforma». E considera superate le criticità dei giorni scorsi.

Ma è veramente così? Sulla pagina Facebook di Smart&Start l’aria che si respira nei post più recenti non è esattamente da situazione normalizzata. «Continuano a dire che sono operativi, il messaggio ufficiale dice che hanno avuto solo 19 segnalazioni, ma tre sono mie senza alcuna risposta, qualcuno è stato più fortunato?» si chiede Piermichele. «Da ieri mattina, nessuno ha risposto a 7 email certificate inviate all’help desk. Oramai le stiamo mandando, anche dagli altri studi, solo per utilità per i nostri avvocati» gli risponde Martina. «La pazienza è finita, le energie pure, in compenso ho fatto il pieno di umiliazione dopo i comunicati ufficiali dove viene scritto che è tutto ok» dice un altro.

Secondo Invitalia domenica «alle 13 erano in elaborazione 2163 progetti di impresa. Nei giorni scorsi «le richieste di agevolazione erano state 1203 (il 5 settembre) e 1721 (il 6 settembre). Nel primo giorno di apertura, quando si sono registrati i picchi di accesso che hanno stressato la piattaforma generando criticità nel suo funzionamento, i progetti in fase di elaborazione erano comunque stati 976». Ben 301 mila il 4 settembre, 275 mila il 5 e 240 mila il 6 settembre inoltre gli accessi al sito.

«Le criticità tecniche nascono dal fatto che hanno tarato il sistema su 2 mila contatti contemporanei e ce ne sono stati 300 mila, di cui 6.500 nello stesso momento, al punto da mandare in tilt il sistema», spiega a Startupitalia! Francesco Russo, senatore del Pd, che si è interessato alla vicenda e ha depositato un’interrogazione parlamentare sul caso al ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. «Il dato positivo – aggiunge – è che non essendo un click day non c’è il rischio che qualcuno rimanga fuori, perché c’è comunque una commissione valutativa dei progetti». Russo invita gli «startupper che ancora non ce l’hanno fatta a riprovarci perché troveranno un sistema in ordine».

Certo, riconosce il parlamentre, «non è stato il migliore biglietto da visita. È stata una prima volta, rappresenta comunque una bella novità e facciamo in modo che sia uno strumento utilizzabile per altre agevolazioni finanziate dallo Stato». Russo considera insomma «un passo in avanti rispetto alle modalità con cui in Italia si erogano fondi», e assicura: «Il nostro obiettivo è monitorare perché le cose vengano fatte al meglio: chi è arrivato dopo non sia penalizzato, la selezione venga fatta con tutti i crismi e siano rispettati i tempi, 70 giorni, per una risposta». Chissà cosa ne pensano tutti quelli ancora aspettano di capire se il loro progetto è stato registrato.

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