Maker Faire: il nuovo futuro

Bilancio positivo per la prima Maker Faire Rome: 30 mila visitatori, quasi pari alla prima edizione newyorkese. Diventerà la capitale europea del movimento maker

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«La Maker Faire sarà un appuntamento annuale: abbiamo già l’accordo degli sponsor e possiamo quindi dire che Roma sarà la capitale dei makers in Europa. Questa è stata l’edizione zero, la prossima sarà speciale», parola di Stefano Venditti, presidente di Asset Camera, organizzatrice della prima Maker Faire europea insieme a Tecnopolo.

Un bilancio quello della Maker Faire Rome, conclusa ieri, che ha numeri entusiasmanti. Oltre 30 mila visitatori, centinaia di workshop, decine di educational dedicati ai più piccoli che hanno realizzato oltre 3 mila invenzioni e giocattoli tecnologici; presi d’assalto i laboratori interattivi che hanno dovuto raddoppiare la programmazione per soddisfare le migliaia di richieste. Ancora, 5 mila persone scansionate che potranno essere trasformate in statue in 3d o utilizzare il proprio alter ego virtuale in rete per gli usi più disparati. Migliaia di kit da maker venduti nell’Arduino Store. Migliaia di ordini per gli oltre 200 modelli di stampanti 3D. Oltre 500 perfomance live. E poi gli oltre 250 inventori selezionati dalla Call For Makers che sono rimasti senza parole per il grande interesse di un pubblico affamato d’innovazione.

La prima edizione della Maker Faire Rome insomma ha scatenato l’energia creativa di una folla proveniente da tutta Europa. Un successo di pubblico tale che ha spinto gli organizzatori a riconfermare l’evento per il prossimo anno e a trasformare Roma nella capitale europea del movimento maker come New York e San Francisco.

Entusiasti Massimo Banzi, cofondatore di Arduino e anima del movimento maker a livello mondiale, curatore della manifestazione per la selezione dei progetti, Dale Dougherty, guru e fondatore del movimento dei Maker, e Riccardo Luna, giornalista, innovatore e curatore.

«E’ davvero incredibile questo successo se pensiamo che alla prima Maker Faire newyorkese c’erano 35 mila persone – ha detto Banzi – Sono stati davvero 4 giorni intensi che hanno dimostrato che c’è una parte consistente del nostro Paese pronta a fare il prossimo passo verso un nuovo futuro».

Per Dougherty «questa è la più bella edizione di una Maker Faire fuori dagli Usa, posso solo dire che il movimento dei Maker parla decisamente italiano e che saremo molto lieti di proseguire questa collaborazione con gli organizzatori».

Luna ha sottolineato come sia «la prima volta che l’innovazione diventa una festa popolare, con famiglie, bambini e migliaia di ragazzi che hanno toccato con mano le invenzioni che ci cambieranno la vita».

Maker Faire Rome è stata anche startup competition. Venerdì al Techgarage tra tanti progetti innovativi, l’ha spuntata Laura De Benedetto con MakeTank. È la cofondatrice di una startup che nasce per abbinare alla tradizione artigianale e al design italiano le nuove tecniche di digital fabrication e l’open hardware (stampa 3d, taglio laser, Arduino). La sua missione? Trasformare ogni maker in un imprenditore di se stesso. Laura si è portata a casa il Maker Robot, il trofeo realizzato dagli artigiani tecnologici, che le è stato consegnato da Riccardo Luna e Gianluca Dettori, che col suo barcamper ha passato al setaccio l’Italia a caccia di startup innovative.

«Sono molto contenta – ha detto Laura De Benedetto – è stato il mio primo pitch davanti agli investitori. Il progetto MakeTank è nato l’anno scorso, il marketplace è su da febbraio. Abbiamo lavorato tanto. Speriamo che si trasformi presto nel nostro lavoro principale. La Maker Faire? Molto divertente. Ho un bambino di 5 anni e mi auguro che a scuola imparino ad usare open hardware e a costruire robot, anziché solo giocarci».

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