Arrivano i visti per startup

“I visti per startup sono contenuti nella misura Destinazione Italia” dichiara Mattia Corbetta “E’ una leva strategica per attrarre talenti”

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Per i visti per le startup c’è una data. Ed è estremamente vicina: si parla di una settimana, dieci giorni al massimo. Lo ha annunciato Mattia Corbetta della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo Economico durante Smau. L’aspetto, dichiara Corbetta a StartupItalia!,«è contenuto nella misura 44 di Destinazione Italia (pacchetto di proposte di cui avevamo parlato qui, nda). Il ministero degli Esteri si sta muovendo molto velocemente e ci aspettiamo una svolta nelle prossime settimane». Stiamo parlando, come recita il documento attualmente sottoposto a consultazione pubblica, di «una leva strategica per attrarre e trattenere talenti e innovazione» che deve essere utilizzata «come incentivo all’ingresso in particolare verso gli investitori, gli studenti, i ricercatori e, più in generale, i lavoratori altamente qualificati». Si tratterà, nello specifico, di attivare visti per chi «scegliere di costruire una startup innovativa in Italia», per chi «effettua un investimento significativo in un business italiano», per chi «effettua una donazione filantropica rilevante» e «per studenti, dottorandi e ricercatori selezionati dalle istituzioni competenti». L’intenzione è quella di intervenire sulla normativa esistente in un’ottica di semplificazione. Bisognerà vedere, partendo dai presupposti di Destinazione Italia, come gli intenti verranno affrontati dal ministero degli Esteri e in quale provvedimento troveranno spazio le novità.

Durante Smau sono stati anche snocciolati alcuni dati sull’ecosistema italiano delle giovani imprese. L’Osservatorio realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano ha preso in considerazione negli ultimi 2 anni 3mila startup operanti nell’ambito digitale. Il 55% è attivo con prodotti per l’utente finale: interessante quindi scoprire una percentuale consistente che si concentra su soluzioni per le aziende, andando a creare meccanismi virtuosi nell’economia nostrana. Il settore più vivace si è dimostrato essere quello del mobile, con una particolare attenzione da parte dei venture capital. Circa il 30% delle startup che lavorano a prodotti e servizi per i dispositivi portatili ha ricevuto un finanziamento. Nei pagamenti mobili la percentuale si attesta al 10%.

Un altro spaccato, realizzato da Italia Startup e dal Politecnico di Milano ha fatto riferimento alla presenza di 1.227 startup innovative in Italia. Sono 113 le startup hi-tech finanziate, 97 gli incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 gli investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 i parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 gli spazi di coworking e 33 le competizioni dedicate alle startup. Sono poi 7 le associazioni dedicate e 13 le comunità online che offrono risorse agli startupper. Le startup innovative sono per il 50% localizzate al nord, per il 36% al centro e per il 14% al sud. Le startup finanziate hanno per il 46% sede al nord, per il 26% al centro e per il 28% al sud. Complessivamente nel 2012 sono stati investiti 112 milioni di euro in startup hi-tech. Per il 2013 si stima uno sforzo pari a 110 milioni di euro.

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