There’s an Italy

C’è un’Italia dove tutto è un problema… Dove aprire un’azienda è un calvario, quando vai in banca ti scoraggi, le tasse sono soffocanti e lo Stato complica ogni passo della vita della tua impresa. C’è un’Italia dove ogni città critica quella vicina, dove il nord non vuole più aiutare il sud, dove il sud si… Read more »

bootstrap_1

C’è un’Italia dove tutto è un problema…

Dove aprire un’azienda è un calvario, quando vai in banca ti scoraggi, le tasse sono soffocanti e lo Stato complica ogni passo della vita della tua impresa.

C’è un’Italia dove ogni città critica quella vicina, dove il nord non vuole più aiutare il sud, dove il sud si sente svantaggiato. Dove le merci viaggiano sui camion di autostrade intasate o mai finite. Dove i treni non sono mai in orario e la wifi non funziona mai.

Un’Italia dove collegarsi ad Internet ad alta velocità è un privilegio di pochi o dove la tecnologia a scuola è ancora un miraggio.

Un’Italia dove i giovani non sanno l’inglese, non trovano lavoro, e ultimamente stanno anche smettendo di cercarlo. Dove i giovani sono ormai troppo comodi e rilassati e non hanno nemmeno voglia di provarci più o si accontentano di quello che gli offrono i loro genitori.

C’è un’Italia dove la politica si interessa ancora solo di se stessa, di come resistere e tenersi i suoi privilegi.

C’è un Italia dove i musei la domenica sono chiusi e ci sono spiagge in posti incantevoli chiuse perché l’amministrazione comunale non fa manutenzione ai depuratori.

Ora però prova a leggermi al contrario.

Perché nella stessa Italia, nello stesso momento ci sono persone che i loro negozi li aprono online, i libri si scrivono in community o dove il wifi libero è un’incredibile attivatore di opportunità.

Dove certe banche creano un blog con oltre cento protagonisti dell’innovazione…

C’è un’Italia dove la politica si fa dal basso aprendo i dati e le loro licenze creando il terreno fertile perché si facciano applicazioni, si mettano in contatto le persone sul territorio e si sfruttino al meglio le poche risorse che abbiamo. Un’Italia dove queste persone di ritrovano in una stazione di un Granducato e parlano di idee, senza bandiere o dove associazioni che una volta rappresentavano poche aziende adesso hanno capito che sono i giovani l’unica strada percorribile. Dove certe Camere di Commercio organizzano una delle più grandi Maker Faire del mondo ed amministrazioni comunali offrono il coworking gratuito per i giovani che vogliono provare a lanciare la propria startup.

C’è un’Italia dove i giovani sono tra i più bravi creativi, programmatori, manager del mondo. Che se ne vanno in Silicon Valley a Londra, oppure a Berlino in Cina o in Cile, che a volte tornano e a volte no (perché non c’è niente di male a non tornare) o che a volte non partono affatto e provano a cambiare tutto da qui creando nuove imprese reinventando quelle più semplici o pensando in grande come hanno fatto Dada e Buongiorno qualche hanno fa, Gucci o Ferrari tanti anni fa e come stanno facendo Wiman, Arduino, MusixMatch, Talent Garden, FreeFuTool oggi.

Sono giovani che lasciano posti nelle multinazionali, che investono i risparmi dei genitori e amici, che dedicano tutti se stessi a quello che fanno. Che si buttano con tutto quello che hanno, e che se non ce la faranno pazienza, ne faranno un’altra oppure andranno a lavorare per una di quelle aziende che ce l’ha fatta.

In quest’Italia le multinazionali mettono i loro manager migliori gratuitamente a dei tavoli con le startup e con le imprese, hanno programmi specifici e girano l’Italia per coinvolgere tutti i distretti che una volta ci hanno resi grandi con camper e bus che dovunque vanno fanno il tutto esaurito.

Dove il wifi libero è arrivato nonostante tutto, nonostante leggi sgangherate ormai connettersi con un facebook connect o senza password è diventata la normalità anche in luoghi pubblici e dove quelle aziende di telecomunicazioni lanciano programmi per startup offrendogli denaro, connettività fino anche all’ufficio dove lavorare senza chiedere in cambio un’euro di equity.

C’è un’Italia dove ogni giorno nasce qualcosa, dove le persone costruiscono ogni giorno un pezzo in più, e quell’Italia è contagiosa.

A me l’ha fatta scoprire Riccardo Luna, quando quasi due anni fa mi ha dato il coraggio di provare a fare quello che ho sempre sognato.

Questa è stata l’Italia di bootstrap, questa è quella che vorremmo raccontare ogni giorno su www.startupitalia.eu

Il video della giornata di lunedì di UDB studio

La Consob apre alle ICO e definisce le cripto-attività

Qual è l’approccio e l’indirizzo che l’Autorità ha dato alla consultazione pubblica sul tema delle criptovalute? Limiti e prospettive di un regolamento che potrebbe finalmente aprire l’Italia al mercato globale delle ICO

TransferWise, nuovo maxiround da 292 milioni di dollari

L’unicorno fintech sale così a una valutazione di 3,5 miliardi di dollari: ecco tutti i numeri della piattaforma per trasferire denaro oltre confine (e non solo)

Impossible Foods, dopo l’hamburger ecco la neosalsiccia

La startup californiana, appena sbarcata da burger King con le sue polpette basate su proteine vegetali ma dal sapore simile alla vera carne, prepara nuovi prodotti

Torino, siglato l’accordo per un hub internazionale dell’innovazione alle OGR

Stimolare la ricerca ma anche attrarre startup e investimenti in fondi tech: questi gli obiettivi dell’accordo siglato da Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo Innovation Center.