Innovazione alla milanese

Cristina Tajani, assessore allo Sviluppo economico del Comune, illustra i suoi prossimi passi. Tra incubatori, carceri, wifi, Expo 2015 e makers. E a Caio dice…

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Maker, startupper, sviluppatori, coworker: c’è spazio per tutti. È lo spazio il comune denominatore delle iniziative di Palazzo Marino. Lo spiega a Startupitalia l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Milano, Cristina Tajani, che ha anche le idee chiare sugli interventi da fare a livello nazionale. «Avevamo già collaborato con gli uffici di Corrado Passera durante la stesura del rapporto startup per la parte legata ai territorio», spiega Tajani, «l’obiezione che abbiamo fatto a operazione conclusa, e che rilanciamo come priorità per i prossimi interventi, è la limitazione della definizione di startup innovative». Secondo l’assessore, è necessario abbracciare «le giovani imprese con finalità sociale», ed è questo il messaggio che lancia a Francesco Caio, a cui il presidente del Consiglio ha delegato la gestione dell’Agenda Digitale e che giusto martedì ha incontrato startupper e venture capitalist per farsi un’idea delle prime azioni da compiere.

Da parte sua, il capoluogo lombardo si è già attivato in questa direzione, sondando il settore delle imprese che si occupano di innovazione sociale per capire in che modo favorirle. «Operiamo sempre in questo modo – spiega l’assessore – per i coworking, ad esempio, sono state le realtà già avviate a sconsigliarci ai aprire uno spazio pubblico. Ci hanno invitato a concentrarci sulla domanda». Ne sono venuti fuori voucher da 1.500 euro che le strutture abilitate dal Comune possono offrire a chi occupa le scrivanie. Si prova in questo mondo a stimolare la richiesta per dare una mano a chi sta mettendo sul piatto l’offerta. E non si tratta di poche realtà. Milano è la città italiana che conta più spazi di condivisione di scrivani e uffici, trenta per la precisione.

Per quello che riguarda gli incubatori, il Comune è partner con l’Università Bocconi e la Camera di Commercio nell’ambito del Speed Mi Up, ed è presente anche in Polihub del Politecnico di Milano. Non solo, all’insegna dell’apertura a imprese che operano anche in altri settori, Tajani parla volentieri del primo polo di economia carceraria che racchiude le aziende attive nei penitenziari milanesi. All’accelerazione viene affiancato il supporto in fase di vendita, con la possibilità di esporre prodotti e servizi in un negozio ad hoc (in via dei Mille). Questo modello consente di chiude un circuito virtuoso che permette alla startup di misurarsi subito con il mercato. Il prossimo incubatore vedrà la luce nel quartiere di Quartoggiaro, a sottolineare le volontà concrete di riqualificazione della zona.

Si è chiusa pochi giorni fa la gara per individuare il gestore che affiancherà Palazzo Marino in questa iniziativa: si tratta di una “cordata” composta da The Hub e Fondazione Brodolini. A disposizione delle imprese sociali ci saranno 1.000 metri quadri. In virtù del finanziamento da 5 milioni di euro ottenuto nel ministero dello Sviluppo Economico, si lavorerà anche alla creazione di uno spazio per i progetti dedicati alle città intelligenti. «Stiamo valutando la possibilità di ristrutturare uno stabile abbandonato in via Ripamonti per questo progetto», spiega Tajani.

Il salto dalla smart city a Expo 2015, l’esposizione che tra due anni porterà 21 milioni di visitatori a Milano, è breve e obbligato. Secondo l’assessore, «sarà l’occasione per provare a mettere in contatto le startup con le aziende più grandi che stanno già lavorando alla fiera». Esempio di un progetto in corso è quello legato al wifi, con la «costruzione di un corridoio che parta dal centro città e arrivi al sito espositivo», che si trova ai confini del capoluogo lombardo, a Rho per la precisione. Le giovani imprese innovative sono già state in parte stimolate con il concorso App4me, durante il quale è stato chiesto loro di sviluppare soluzioni dedicate a turismo e mobilità usando gli open data messi a disposizione dal Comune.

L’ultimo e non meno importante tassello del puzzle sono i maker. Mentre Roma dedica al movimento il grande evento europeo Maker Faire, Milano si adopera per adibire uno spazio fisico. Anche in questo caso verrà individuato un gestore, se ne parla ai primi di settembre dopo la consueta raccolta delle opinioni degli attori del settore.

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