Il codice che apre le porte del mondo del lavoro

47 mila posti di lavoro scoperti, così nascono le scuole di programmazione. Do!Lab a Roma e Hackademy a Torino insegnano come accedere al digitale

Oltre 22 milioni e mezzo di persone hanno imparato un’ora di codice. Lo dice il sito code.org, che vuole promuovere la cultura della programmazione in tutto il mondo e a tutti i livelli. Ma non sono solo Obama, Gates e Zuckerberg a riconoscere il valore di una conoscenza, anche minima, nell’ambito del coding.

Anche in Italia stanno sorgendo diverse scuole per introdurre i giovani e i curiosi nel fantastico mondo della programmazione, quello stesso mondo a cui i non esperti spesso attribuiscono il temine nerd.

 do!Lab

Tra una settimana, esattamente il 24 gennaio, ci sarà a Roma la prima lezione di Do!Lab. Si tratta di un corso della durata complessiva di 60 ore e mira ad offrire competenze nell’ambito digitale dello sviluppo software. E’ organizzato da Lventure Group, holding quotata in Borsa che realizza investimenti in startup, e Codemotion, leader nell’organizzazione di eventi di coding in Italia e all’estero.

A questo primo corso, che riguarderà il linguaggio Java e C++, ne seguiranno altri 3 che approfondiranno lo sviluppo di applicazioni web e mobile.

Ma non basta. Il digitale non è fatto solo di programmazione, così si potranno scegliere anche altri indirizzi che riguardano i social media, Social!Lab, e il web design, Design!Lab, che iniziano rispettivamente a febbraio e a marzo.

 TopIX

Mancano invece 45 giorni, 19 ore, 58 minuti 13, 12, 11 secondi alla prossima Hackademy di Torino organizzata da Top-IX e Axant.

Ci sono 8 posti disponibili per il training, ovvero un mese di formazione intensiva su temi quali Phyton, iOS. Alla fine di questo mese, i 4 migliori allievi avranno accesso a 3 mesi di lavoro rinnovabili per altri 4 mesi, in modo da mettere in pratica le conoscenze acquisite.

E i costi? Per l’Hackademy non ce ne sono, è necessario solo superare la selezione.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi a lanciarsi nel digitale, ecco un dato: sono 47 mila i posti di lavoro per figure specialistiche, tra cui programmatori, che non sono stati ricoperti nel 2013. Un bel numero, considerando che la disoccupazione giovanile tocca punte che vanno oltre il 40%.

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