Startupper: basta feste, ribelliamoci!

Colpo di mano in Parlamento: cambiata la legge per il credito d’imposta alle piattaforme digitali di opere d’ingegno. I fondi andranno alla carta stampata. Vogliamo iniziare a cambiare davvero qualcosa?

Un emendamento del governo ha trasferito i fondi destinati al credito d’imposta per l’offerta digitale delle opere di ingegno all’industria dei giornali stampati. Il comma che sancisce questo cambio di rotta è il 27-undicies che recita: “Sono abrogati i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 11-bis del decreto legge 18 ottobre 2012 n.179”. I commi 1, 2 e 3 fanno riferimento al credito d’imposta, il decreto legge è quello della Crescita 2.0, dell’Agenda Digitale.

Ma dove finisce quel fondo? Viene assegnato di fatto all’adeguamento tecnologico della carta stampata. La storia era già controversa. Era previsto un credito pari al 25% dei costi sostenuti dalle “piattaforme telematiche” che distribuiscono, vendono e noleggiano “opere dell’ingegno digitali”. La copertura di tali risorse era legata ad un prelievo erariale unico sui giochi, cioè le slot machine. Il decreto che stabiliva questo prelievo non è mai entrato in vigore, ma la legge di stabilità prevedeva un aumento dello 0.5% di tale prelievo. Sarebbe stato sufficiente l’ammontare derivante dall’aumento? Sì, ma si è preferito dirottarlo altrove.Tutte le informazioni su questo colpo di mano le trovate spiegate su Agenda Digitale.Di seguito riportiamo la testimonianza di Claudio Erba e di Docebo, startup che era stata ammessa al credito.

Novellare“, è il termine con cui ci si rivolge all’Agenzia delle Entrate quando si fa un interpello. «…al fine di accedere al credito di imposta ivi previsto e sopra novellato», cosa che neanche nel 1800…
Un interpello serve a chiarire un dubbio tributario fiscale, e noi l’abbiamo chiarito. Il decreto 2 DEL 28/03/2013 consentiva a Docebo di accedere ad un credito di imposta in quanto “piattaforma telematica” (Piattaforma E-Learning) che diffondeva “opere dell’ingegno” (Corsi Multimediali) Intendiamoci, non erano soldi regalati, era un credito sugli investimenti ricerca e sviluppo, e Docebo investe, tutti in Italia, il 20% dei suoi costi totali in ricerca e sviluppo. Gli investimenti pagano, Docebo è stata nominata tra le prime 10 piattaforme di E-Learning al Mondo (su 580 analizzate). Ma, c’é sempre un ma, specialmente se si fa imprenditoria in Italia. Qualcuno, dopo che la legge era stata approvata, ha deciso di CAMBIARLA quando ERA entrata già in vigore per girare i fondi alla Carta stampata.

Dice un amico che la certezza del diritto è nemica del clientelismo, ed è per questo che in Italia non c’é certezza negli investimenti, non si può fare una legge che impatta su un triennio di pianificazione di bilancio per poi cambiarla in corsa! E come è possibile? Semplice, i politici, tutti, sono foraggiati dalle lobby, magari non formali, ma sono gruppi di interesse che spingono i propri interessi.
Il Movimento digital Italiano che piuttosto che incidere a livello di scelte di politiche industriali spingendo i politici verso scelte che vanno in direzione dell’innovazione continua a fare aperitivi e CrunchCose… insomma il movimento “startup” Italiano sta ballando sulla nave che affonda, anzi, ci va in monopattino sulla nave che affonda, che fa molto più “startup” … ma fatemi il piacere!
Diamoci una svegliata, creiamo gruppi di pressione, siamo mediamente molto più intelligenti della media, mediamente più giovani della media, più influenti, più preparati, più cazzuti e abbiamo in parlamento solo UN VERO esponente del movimento digitale italiano? (Echissenefrega di che colore ha la divisa Stefano Quintarelli).

Abbiamo solo due alternative, una di questa è combattere. Serve una alleanza tra Imprenditori del Digital, Venture Capital, Private Equity, Advisor, Incubatori, Operatori, Giornalisti, Influencer, Docenti universitari che inizi ad organizzarsi e inizi a convincere i membri delle commissioni che i testi delle leggi è meglio che li scriviamo noi, che le poche volte che l’abbiamo fatto l’abbiamo fatto pure bene.
Giù il bicchiere, è ora di usare la tastiera.

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