Seable: la Sicilia a misura di disabili

Da Londra alla Sicilia per offrire vacanze attive per disabili. Damiano La Rocca: “Ogni attività deve invogliare la persona a fare e a partecipare”

Devo ammettere che Fabriq (l’incubatore per l’innovazione sociale del Comune di Milano) è stato foriero di diversi spunti. Il 5 febbraio si è tenuto un workshop presso la struttura in cui veniva spiegato il bando indetto dal Comune. Uno dei relatori, Antonio Dell’Atti (Fondazione Brodolini), durante la sua esposizione, nomina la startup Seable, fondata a Londra da un Italiano, Damiano La Rocca, che organizza vacanze attive per disabili. 27 anni, di Catania, nonostante i tanti anni passati a Londra, l’accento siciliano c’è sempre (per fortuna).

Ciao Damiano, dunque, come ti sei ritrovato a Londra?

Sono partito per Londra dopo il Liceo, da Catania. Non avevo idea di cosa studiare dopo e quindi sono partito per imparare l’inglese; avrei dovuto starci per 6 mesi poi però mi sono trovato talmente bene che ho deciso di rimanervi.

Ho fatto diversi lavori. Ho lavorato come cameriere per un ristorante giapponese e come venditore per Divani & Divani da Harrods. Nel frattempo mi sono iscritto all’Università  (London Metropolitan University) e organizzavo eventi culturali in collaborazione con il consolato italiano. In seguito ho lasciato l’università, per un anno, per lavorare in una grande azienda di eventi.

Poi sono tornato all’Università e ho presentato il progetto di Seable all’Accellerator London. Ho vinto il bando e anziché dei fondi mi hanno dato per 2 anni un ufficio e sostenuto i costi iniziali.

Quando è stata fondata ufficialmente Seable?

Seable è aperta ufficialmente dal novembre del 2012, ma è il frutto di un anno e mezzo di lavoro.

Dunque spiegami, che cos’è Seable?

Seable è una social enterprise che organizza vacanze attive per disabili. Durante questi soggiorni si svolgono delle attività che hanno come scopo quello di migliorare lo stato psicofisico del disabile, favorendo quindi l’attività fisica, l’indipendenza e l’autostima.

Dove si svolgono queste attività?

Per il momento la destinazione è la Sicilia. Catania e dintorni.

Mi fai qualche esempio di attività?

La nostra attività principale è la subacquea. Poi abbiamo anche windsurf, guida per non vedenti, canoa. Inoltre offriamo anche dei tour enogastronomici e sensoriali, un esempio: la raccolta delle olive.

Ogni attività deve invogliare la persona a fare e a partecipare.

Ho letto che per l’attività subacquea ti aiuta tuo padre!

Sì, lui come hobby fa l’istruttore di subacquea per disabili da oltre 15 anni. Ha inanellato vari successi tra cui 2 guinness world records di 2 suoi allievi: un ragazzo paralizzato e una ragazza cieca.

All’inizio ho anche cavalcato l’onda di questi suoi traguardi ponendolo come incentivo per venire in Sicilia. Poi mi sono aperto anche agli altri Sport.

In Sicilia a quali strutture ti rivolgi per queste attività?

Per la subacquea mio padre, per il windsurf mi rivolgo ad una scuola per ragazzini, per la guida ad un’azienda che si chiama Drive Active. I tour invece li seguo in prima persona in Sicilia.

Quest’anno i tour saranno seguiti da dei trainees che se funzionano mi permetteranno di rivolgermi ad altre destinazioni.

Il mio obiettivo è quello di ampliare i servizi e non limitarmi solo alla Sicilia.

In quanti lavorate a questo progetto?

Nell’ultimo anno ho avuto 12 stagisti che mi hanno aiutato con il marketing, il sito internet e l’organizzazione.

In Sicilia poi ho diversi collaboratori che pago nel momento in cui c’è il cliente.

Quindi come funziona? Io ti chiamo o ti mando una mail…e poi?

Io ti offro tutte le possibilità e sei tu a costruirti il pacchetto. Puoi decidere se partire da solo o in gruppo, puoi decidere la data. Il soggiorno, i pernottamenti, gli spostamenti, pasti ecc… li organizzo io. Il cliente deve solo prenotare il volo.

Come attività risulta anche remunerativa?

Guarda, il primo anno ho vinto un premio per imprenditori sociali indetto da Unltd- For Social Enterpreneurs, che ho investito per il marketing. Poi sono arrivati i clienti e il business ha retto. Ora credo che dal secondo anno possa trasformarsi realmente in un business sociale sostenibile. Ora sono stato nominato anche per un secondo premio, che è la fase 2 di quello che ho vinto in precedenza.

Tra tanti business che si possono fare in campo turistico, perché hai deciso di puntare sui disabili?

Da una parte l’idea me l’ha data mio padre, che come ti dicevo fa l’istruttore subacqueo per disabili. Dall’altra, dovendo presentare il progetto all’ecceleratore, ho fatto una ricerca di mercato e devo dire che l’offerta è davvero esigua. Pensa che su 600.000 cechi registrati in Inghilterra c’è solo un tour operator che organizza viaggi per le loro esigenze.

Dunque dei grossi buchi di mercato. La domanda che ancora mi pongo è: nessuno ci ha provato? O ci hanno provato e hanno fallito? Perché ti assicuro che non è un’attività semplice.

Non si può sbagliare niente!

No, l’errore non è contemplato!

Nonostante tutto però ti sta dando diverse soddisazioni!

Tantissime. Pensa che ha usufruito dei nostri servizi anche un atleta paraolimpico cieco che ha partecipato ai giochi in Cina. È rimasto talmente entusiasta delle nostre attività, soprattutto di quella subacquea che ha continuato ad allenarsi anche dopo e nel 2015 affronterà il guinness world record per ragazzi ciechi di profondità.

L’Italia non brilla per strutture volte ad agevolare la vita dei disabili! Incontri molte difficoltà?

Certo a cominciare dall’aeroporto! Ma gurda i problemi ci sono e ci saranno sempre. Basta davvero un po’ di accortezza e di attenzione per creare un’offerta accessibile. Se mancano le rampe, te ne fai una di legno e te la porti dietro. I luoghi li supervisioni prima per vedere se sono accessibili.

Ho passato due estati in Sicilia per selezionare tutti i posti per creare un’offerta decente e stimolante.

Grazie anche all’aiuto di diverse persone ho reso possibili escursioni sull’Etna, alle gole dell’Alcantara, posti in teoria non accessibili.

La tua startup l’hai aperta a Londra. Pensi che avresti incontrato più difficoltà se l’avessi aperta in Italia?

Uno dei motivi per cui sono a Londra è la semplicità del sistema. In Italia probabilmente ci sarebbero volute 100 milioni di carte da firmare. Qui con 100 sterline la apri online.

Lo stato ti aiuta a creare un’impresa. I primi 50 mila pounds di incassi non sono tassabili, le tasse sugli stipendi sono accettabili, solo oltre le 75 mila sterline devi cominciare a mettere l’IVA nei tuoi prezzi. So che sembra fantascienza, ma qui è la normalità.

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