Accendi i sensi con le startup di realtà aumentata

Editoria, moda, marketing e architettura: alcune delle applicazioni della realtà aumentata. Alcune startup italiane operanti nel settore, che piacciono anche all’estero

E’ nel 1990 che il binomio realtà aumentata acquisisce un unico significato. Tom Caudell lo modella per riferirsi ad un display digitale  usato nell’aeronautica che abbina grafici virtuali alla realtà fisica. Ventiquattro anni dopo, la realtà aumentata, quella correlazione tra mondo digitale e mondo reale, è uno degli argomenti più in voga per gli appassionati di tecnologie. Ma non solo. Anche la realtà virtuale, quasi un ossimoro, sta prendendo sempre più spazio. In una sola settimana si è assistito all’accordo tra Google e Luxottica per collaborare sulla creazione di un nuovo modello dei Google Glass che unisca design e innovazione; e all’acquisizione da parte di Facebook di Oculus VR, un visore che immerge completamente il giocatore nel mondo del videogame.

La differenza tra le due, abbreviate dall’inglese in AR (augmented reality) e VR (virtual reality), sta nella correlazione tra il mondo reale e ciò che viene percepito dai nostri sensi. La realtà aumentata amplifica, come dice la parola stessa, la realtà percepita; la realtà virtuale avvolge l’individuo in una nuova realtà, completamente slegata dalla realtà circostante, ingannando i nostri sensi.

In Italia se ne parla dal 2009 e con l’aumento esponenziale dell’interesse nei confronti delle startup e delle nuove tecnologie si sono moltiplicate anche le imprese che se ne occupano. Le applicazioni della realtà aumentata e di quella virtuale sono molteplici: si va dalla moda, all’editoria, passando per i videogiochi.

Uno dei leader in Italia per quanto riguarda la comunicazione e il marketing in realtà aumentata è Experenti. L’idea è nata da una collaborazione tra Mentis e gli studenti dell’Università di Padova. “La realtà aumentata era un trend interessante, ma sembrava non avere grip sul mercato. Sono state elaborate 30 idee possibili, tra quelle ne sono emerse 3. Ad ottobre 2012 abbiamo presentato Experenti alla Smau, non ci aspettavamo tutto quel successo”. E’ Amir Baldissera, il CEO, che parla. Sono arrivati i clienti, provenienti da settori anche molto diversi (alcuni nomi: Caminetti Montegrappa, Marina C, Confindustria), tutti in cerca di un metodo efficace per coinvolgere i propri clienti. Uno dei progetti è Dimensione3, un’applicazione che permette di vedere gli oggetti di arredo direttamente inseriti nella propria abitazione.

Un’altra azienda italiana che sta cercando di scalare la vetta della realtà aumentata, combattendo anche con ben più grandi competitor, è GlassUP. Questo piccolo gruppo di imprenditori e ottici capitanato da Francesco Giartosio, classe 1959, ha già il prototipo pronto e si lancerà nel mercato. “La differenza con i GoogleGlass è che i nostri sono una periferica del telefonino, ti permettono di visualizzare i messaggi, ma non di rispondere” ha spiegato Giartosio a CheFuturo!. Partiti con l’idea di far visionare solamente messaggi ed email, stanno pensando ad integrazioni di ausilio per i sordomuti e alla funzionalità per misurare il battito cardiaco.

GlassUP

Sempre collegato al guardare, ma in modo “riflessivo”, c’è Narcyso, lo specchio interattivo che punta alla vanità e alla curiosità. Permette di provare occhiali e accessori sulla propria immagine riflessa ed è prodotto da Na-If srl, medesima società produttrice dell’omonimo social-table intelligente. Ricorda vagamente lo specchio magico della matrigna di Biancaneve, che in quanto a vanità era regina.

Anche l’editoria e la cultura, settori quanto più ostici all’innovazione, stanno iniziando ad utilizzare la realtà aumentata. E’ il caso di Classic Rock che insieme a Sprea Play rimanda i propri lettori alle canzoni citate negli articoli e a contenuti extra. Già La Stampa, il quotidiano di Torino, aveva sperimentato il magico mondo della realtà aumentata nel Natale 2012. Attraverso un’applicazione, puntando il cellulare sulla pagina specifica del giornale, appariva il video degli auguri fatti dal comico Giacomo Poretti. Anche Il Tirreno di Livorno nel maggio 2013 ha amplificato le proprie pagine puntando sul digitale e facendo scegliere ai lettori se vedere un video, ascoltare una canzone o leggere l’intervista al cantante livornese Bobo Rondelli.

Più giovane e interamente pensato per essere in realtà aumentata è SPAM Magazine. Se il cartaceo secondo molti è al suo capolinea, Federico Mirarchi e Roberto Piazza hanno trovato il modo per farlo sopravvivere e renderlo accattivante. Ogni singola pagina di cellulosa rimanda a qualcosa di interattivo che appare direttamente sul cellulare del lettore. Integrazione ed interconnessione tra i vantaggi del cartaceo e gli infiniti spazi del web.

Gli italiani approfittano, quindi, della realtà aumentata in diversi ambiti di applicazione per rendere l’utente sempre più partecipe ed attivo nella ricezione di messaggi di qualunque genere. Non ci resta altro che accendere i nostri sensi (e il nostro telefonino).

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