La tua fottuta musica innovativa. Trent Reznor: da Mozart all'eroina

Chiodi da nove centimetri, un talento smisurato e la capacità di reinventare il rock. Breve profilo di Trent Reznor, il macchinista del treno che porta all’inferno

La prima volta che ho ascoltato i Nine Inch Nails avevo 14 anni. La canzone era “Hurt“, probabilmente il capolavoro per eccellenza della band. Il brano nascondeva al suo interno una sofferenza inaudita, una malinconia che sarei stato capace di apprezzare solo molti anni dopo.

E’ stato quello il giorno in cui ho scoperto l’esistenza di Trent Reznor, classe 1965. Capelli nerissimi, un fisico scolpito e imponente e ovviamente un talento artistico impossibile da replicare.

Le coordinate spazio-temporali di questa storia fanno riferimento al 1988 in Cleveland, Ohio, dove un allora giovanissimo Trent Reznor poneva le basi per la nascita dei Nine Inch Nails, un progetto musicale destinato a cambiare per sempre i canoni del rock.

Non è semplice né tantomeno immediato dire perché la figura di Reznor oggi rappresenti una delle più importanti nel panorama musicale mondiale, ma bisogna sicuramente analizzare singolarmente una serie di fattori che oggi lo pongono a ragione come uno dei personaggi più innovativi e caratterialmente complicati del settore musicale, a partire dal “Fuck you” twittato ai Grammy durante la diretta mondiale passando per l’uso innovativo degli Mp3 in tempi non sospetti per promuovere la loro musica e degli “open mix” affidati ai fan.

 

Reznor, abile polistrumentista che da giovanissimo riusciva già ad eseguire diverse opere di Mozart, ha sempre avuto l’abitudine di lavorare sui dischi da solo, suonando e arrangiando tutti gli strumenti presenti sul disco, tranne l’esecuzione in fase di registrazione della batterie acustiche, solitamente affidate a musicisti di fiducia. La musica dei Nine Inch Nails è stata influenzata da David Bowie, The Velvet Underground, Devo, Jesus and Mary Chain, i Ministry e moltissimi altri, anche se oggi è palese il fatto che essi stessi siano oggetto di culto ed emulazione.

Il frutto di queste commistioni selvagge è il rock dei Nine Inch Nails, che risulta essere un mix di heavy metal, hard rock e musica elettronica perfettamente bilanciati con rari episodi che ricordano l’hip-hop, sopratutto nella prima fase artistica del progetto.

Lo studio di registrazione di Reznor è una sorta di museo degli strumenti elettronici, sia vintage che di recente produzione, che il musicista americano tende a miscelare con chitarre elettriche e strumenti a corda. A proposito di questi ultimi, è molto interessante l’uso che ne fece all’interno del disco “The Fragile” del 1999. La tematica portante dell’album sono “i fallimenti e ciò che di solito finisce a pezzi”. L’uso degli strumenti acustici, strutturalmente imprecisi per la loro architettura, era un ottimo modo per mettere in risalto l’imperfezione e la fragilità umana.

E’ stato proprio il disco Fragile  a diventare lo spartiacque della vita di Trent Reznor. Infatti nella tappa londinese del tour di supporto al disco assunse dell’eroina credendola cocaina. Finì in ospedale, dove diverse ora dopo si riprese e prendendo finalmente coscienza della vita che stava vivendo.

Nei mesi successivi cominciò una lenta e faticosa risalita che lo portò a ripulirsi definitivamente dall’alcol e dalle droge; si trasferì da New Orleans a Los Angeles dove cominciò una nuova vita, gettando le basi per un nuovo disco. Qualche anno dopo, nel 2005, vide la luce “With Teeth” che si guadagnò la primo posizione sulla “Billboard 200”. Il disco rappresentava la prima uscita ufficiale dopo la lunga battaglia contro le dipendenze combattuta da Trent.

A Trent Reznor e Atticus Ross (musicista, compositore e produttore inglese) nel 2010 è toccato anche l’arduo compito di dare una colonna sonora al film Premio Oscar “The Social Network”, il mai troppo acclamato lavoro di David Fincher che narra i natali della controversa storia di Facebook.  Il risultato è stato un enorme successo per il duo Reznor-Ross che ha fruttato un Golden Globe e un meritatissimo Premio Oscar per la migliore colonna sonora, che spaziava dall’elettronica più pura passando per la reinterpetazione di “In the Hall of the Mountain King”, brano norvegese del 1876.

Trent Reznor è definitivamente uno dei personaggi del music business contemporaneo più influente ed importante, avendo creduto per primo ad emblematiche e dibattute figure come quella di Marilyn Manson e avendo incassato collaborazioni importanti come quella con il regista David Lynch.

Curiosità:

Nell’ensemble live dei Nine Inch Nails suona anche un talentuoso italiano, Alessandro Cortini. Alessandro suona la maggior parte delle tastiere durante i live, cosa che lo rende una delle colonne portanti della leggendaria band americana. Un motivo in più per amare i NIN.

Giovanni Cantamessa

@giovannicant

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