Al Via il Web Summit 2014. Attese 22mila persone (e 84 Startup italiane)

Il primo giorno del Web Summit Dublin 2014, vero appuntamento internazionale dedicato a startup e innovazione

25mila visitatori attesi provenienti da 120 nazioni diverse. Duemila startup. 22mila biglietti staccati. 1000 investitori da tutto il mondo. Quello che sta andando in scena in queste ore a Dublino è già il Web Summit più grande di sempre. Si sta confermando il mix coloratissimo di startupper, venture capitalist, scale up di successo che si incontrano tra gli stand, scambieranno idee, e forse faranno nascere nuove partnership, nuove Startup. È questa la magia della tre giorni dublinese. È già successo e, c’è da scommetterci, succederà ancora.

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Il web summit è dalla mente di Paddy Cosgrave, 30 anni, startupper che nel 2010 ha chiamato a raccolta un po’ di colleghi, di investitori, nomi noti e non dell’ecosistema dublinese per un meeting allargato. Quel novembre si presentarono qualche centinaio di startupper, il 70% irlandesi. Tra loro però anche Jack Dorsey, una delle menti di Twitter. Si racconta che rimase così colpito dal fermento dublinese che promise di portarci una sede del suo social network. E lo fece, l’anno successivo, assumendo 200 persone e crescendo rapidamente. Il primo passo del successo globale del Web Summit.

Il 2011 è stato l’anno di Dropbox. Un giro per gli stand del Dublin RDS, i centro conferenze a 7 chilometri dal centro, l’anno successivo la società di San Francisco crea nella capitale un ufficio con 55 dipendenti. Stessa cosa con Facebook, che ha creato una sede a Dublino nel 2012 dove impiega 500 persone. Ma che ha annunciato la società di Mark Zuckerberg proprio in occasione dell’apertura del Summit, raddoppieranno a mille entro l’anno.

Ciò che attrae le società, oltre alla lingua e alla facilità di collegamento col Regno Unito, è un regime fiscale particolarmente favorevole. Una legge irlandese dell’83 , la Double Irish, contestatissima ma molto sfruttata dalle multinazionali (la prima multinazionale americana a venire qui grazie a questa legge fu la Apple, tra le ultime arrivate invece Google e Linkedin), permette alle società con sede legale al di fuori dell’Unione europea di poter pagare il 2,5% di tasse sugli utili (per una irlandese sarebbe del 12,5. In Italia il 31,4). L’aspetto più controverso è che ciò avviene eludendo legalmente il fisco attraverso un complicato risico fiscale chiamato dutch sandwich (panino olandese). Questa legge, secondo le intenzioni del governo irlandese, sarà cancellata entro l’anno. E molti commentatori sui giornali si chiedono se questa sarà la fine della luna di miele tra Dublino e le società hitech. Staremo a vedere.

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Ma al summit si viene per i contatti. Per il network. Qualche esempio. Nel 2011 Uber era presente solo in 4 città. Durante il Summit quell’anno la società entro in contatto con i venture capital americani di Manlo Venture e la banca d’affari Goldman Sachs, chiudendo un round da 30 milioni che le diede lo slancio per diventare una multinazionale presente in 45 nazioni, più di 100 città, e che oggi vale più di 15 miliardi. Ancora, nel 2013 da un incontro al summit Matt Mickiewicz e Allan Grant hanno fondato Hired.com, un market place per trovare talenti e startupper (in definitiva, lavoro) tra i più noti. E all’inizio dell’anno Hired ha raccolto 12 milioni chiudendo un round di investimento.

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Ma non è solo per le Big una grande occasione per allargare il proprio network. Secondo i dati del Summit le piccole Startup (molte delle quali vengono qui senza aver scritto ancora una riga di codice, con poco più che un’idea e tanta speranza) che negli ultimi 4 anni sono passate dal summit hanno raccolto circa 5 milioni da investitori che hanno creduto in loro. Finora ne sono passate circa 4 mila. E qui saranno presenti anche 84 Startup italiane, ma la conta non è ancora finita e si aspettano i numeri ufficiali a fine giornata per capire. Mai così tanti comunque. Si aggireranno per tre giorni tra gli stand. Per le Startup alpha e beta sono poco più grandi di cabine telefoniche, se ne contano a centinaia per tutto il Summit. Per molte è la prima volta qui. E la convinzione diffusa che sia questo il posto dove bisogna essere. Che di qui passi la strada che le porterà a diventare grandi. Prezzo per persona: 1500 euro per le startup. A persona. Ma può salire fino a 10mila per le altre Startup. Un pedaggio non per tutti.

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