VeryBello! Come l’avrebbero fatto 3 startup che il turismo lo conoscono davvero

Alcune lo criticano, altre si dicono pronte a dare gratis la loro tecnologia, ecco come avrebbero messo su il sito del ministero

Nella foto satellitare dell’Italia è ricomparsa la Sicilia, prima tagliata. Una bandierina annuncia che arriverà, presto, anche la versione in inglese. Ma delle correzioni apportate in fretta e furia a VeryBello!, l’aggregatore di eventi culturali pensato dal ministero del Turismo per i visitatori di Expo, è soprattutto la terza a colpire.

L’agenzia che lo ha progettato, Lolaetlabora, ha tolto il suo nome dalla home page. Non conviene lasciare la firma su un pasticcio. Perché c’è tanta, spesso feroce ironia nei 23mila tweet con cui la Rete ha accolto domenica il lancio del portale. «Cattiverie», secondo il ministro Dario Franceschini. Ma anche critiche qualificate, che varrebbe la pena di non liquidare. Come quelle dei tanti innovatori italiani che, con le loro startup, stanno cercando di reinventare in salsa digitale l’industria del turismo.

verybello1-480x336Musement: «Pronti a condividere gratis la nostra tecnologia»

«Siamo pronti a condividere la nostra tecnologia con il ministero, anche gratis», scherza (ma non troppo) Alessandro Petazzi, 40 anni, fondatore di Musement. Un portale, con relativa app, che permette di prenotare esperienze di viaggio, dai musei alle escursioni, in 25 Paesi del mondo. Petazzi prova a immaginare l’atterraggio di un imprenditore straniero su #VeryBello: «Un sito solo in italiano. Il nostro è in sei versioni – spiega – con cinque ragazzi madrelingua che traducono i contenuti». Il VeryBello! in inglese, ha assicurato Franceschini, arriverà entro febbraio. Ma secondo Petazzi rischia di aggiungere poco: «Non c’è alcuna integrazione con i siti degli eventi e dei musei: se il turista vuole prenotare viene dirottato sulle rispettive pagine, ognuna diversa e magari in italiano». Su Musement i biglietti si comprano direttamente sul portale.

Viaggiart: «Manca una mappa che orienti il turista»

Ammesso che quei musei, il visitatore di Expo, riesca a localizzarli. VeryBello! ha un motore di ricerca per categoria (mostre, musica, teatro), data e città. Ma chi si trova a Milano, magari per la prima volta, dovrebbe digitare “Torino” per scoprire la mostra su Tamara de Lempicka ospitata nel capoluogo piemontese. O “Bergamo” per scovare, a mezz’oretta di macchina, la Madonna del Divino Amore di Raffaello. «La prima cosa da aggiungere sarebbe una mappa», suggerisce Giuseppe Naccarato, 31 anni, fondatore di Viaggiart, startup cosentina che aggrega eventi culturali. «Li presentiamo in ordine di distanza dal punto in cui la persona si trova, indicando il tempo stimato per raggiungerli». Il turista può pianificare gli spostamenti prima della partenza, attraverso il sito. Oppure, una volta arrivato, con la app. Già, è probabile che chi si trova a Milano per Expo, più che il pc, utilizzi lo smartphone. Peccato che di una applicazione mobile, almeno per ora, non ci sia traccia. Né di integrazione con orari e tratte del trasporto pubblico.

Ci sono poi una serie di lacune tecniche e legali, come quelle che rileva sul suo blog Matteo Flora, esperto di user experience e reputazione digitale. VeryBello! manca di accessibilità per chi soffre di handicap visivi, obbligatoria per i siti della pubblica amministrazione, e di una privacy policy. Il dominio poi non è registrato a nome del ministero, ma della società che ha sviluppato il sito. Su questo punto il ministro Franceschini ha risposto, spiegando che il passaggio di proprietà avverrà a breve, come previsto dal contratto. Precisando anche che l’agenzia Lolaetlabora è stata scelta con un regolare bando e che il compenso riconosciuto è di 35mila euro, non di 5 milioni come qualcuno aveva ipotizzato domenica.

Travel Appeal: «Un modello vecchio di cinque anni»

Altri errori però saranno più difficili da correggere, in particolare quelli che riguardano la visibilità e l’esperienza utente del sito. «Questa pagina unica a scorrimento verticale si basa su un modello di interazione vecchio di cinque anni», dice Mirko Lalli, 40 anni, già direttore marketing della Regione Toscana e ora fondatore di Travel Appeal, startup che aiuta le strutture turistiche a migliorare la propria reputazione digitale. Lalli nota poi che la scelta di non dedicare una pagina specifica a ognuno degli eventi impedirà la loro corretta indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Ma prima ancora di apportare qualsiasi cambiamento tecnico a VeryBello! la prima cosa da fare, suggerisce, sarebbe ripensarne il concetto: «Deve servire agli stranieri? Agli italiani? Come lo promuoviamo? Nulla di tutto questo è chiaro, guardandolo ora. Prima di mettersi in macchina è meglio sapere dove si vuole andare».

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