Sharing economy e coupon ci hanno cambiati: 3 italiani su 4 scelgono online le vacanze

Il sondaggio di Unione consumatori e Airbnb: il 75% ha prenotato una vacanza online, il 34% preferisce una casa privata all’hotel

“Le vacanze on-line sembrano attirare i consumatori, che non vogliono però sconti su trasparenza e sicurezza”: queste le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, a commento dei risultati del sondaggio “Turismo: come scegli la tua vacanza on-line?” realizzato in collaborazione con Airbnb.

“Con l’avvicinarsi dell’estate -dichiara Dona- abbiamo voluto indagare le preferenze dei consumatori in tema di vacanze on-line. Il sondaggio, seppur non abbia valore statistico e intenda semplicemente fotografare il sentiment degli utenti, ha avuto un significativo riscontro (oltre 700 risposte), a dimostrazione del fatto che si tratta di un tema di grande interesse per i consumatori”.

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“Le segnalazioni che arrivano ai nostri sportelli -spiega Massimiliano Dona- evidenziano infatti un netto cambio di rotta rispetto al passato: se un tempo le agenzie di viaggi erano il canale preferito per la prenotazione delle vacanze, oggi grazie ad Internet e alla sharing economy, i consumatori possono accedere a nuove soluzioni. Il 75% dei rispondenti dichiara di acquistare vacanze on-line e di esserne soddisfatto; un terzo predilige la prenotazione di appartamenti privati (34%) e di bed and breakfast (30%).

“Ma il web -prosegue Massimiliano Dona- può nascondere anche delle insidie e allora è importante capire quanto i consumatori si sentano tranquilli ad acquistare le loro vacanze on-line: a questo proposito è significativo che 69 consumatori su 100, nella scelta del sito, mettano al primo posto l’affidabilità dei pagamenti. Inoltre, la maggior parte, richiede informazioni chiare e trasparenti, senza sottovalutare le recensioni di altri utenti che hanno già acquistato su quello stesso sito”.

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“Le soluzioni offerte dal  web, e la loro maggiore accessibilità -prosegue Dona- attraggono gli utenti, che però non vogliono sconti su trasparenza e sicurezza:  per il 78% il timore maggiore è di scoprire, una volta arrivati sul posto, che la sistemazione non sia quella pubblicizzata su Internet. Inoltre, preferiscono il contatto ‘diretto’ con la struttura: l’utente tipo esamina preventivamente le recensioni di utenti che hanno già sperimentato quella sistemazione (il 90% degli under 35 e l’80% degli over 35 dichiara di fidarsi abbastanza o molto), in caso di problemi predilige l’assistenza telefonica, immediatamente seguita dalla posta elettronica e se prenota un appartamento privato si sente solitamente più sicuro se può prima contattare chi lo ospita”.

“I risultati del sondaggio -sottolinea Dona- evidenziano come Internet e il passaparola virtuale offerto dalle recensioni abbiano rivoluzionato il modo di viaggiare degli italiani. La multicanalità di offerte accessibili on-line e le tariffe più concorrenziali, oggi resi possibili anche grazie alle nuove piattaforme di sharing come Airbnb, disegnano nuovi scenari.  D’altro canto, con la crisi si è fatta più forte l’esigenza di trovare soluzioni alternative che, al di là delle resistenze di chi difende rendite di posizione, possono portare un grande beneficio ai consumatori, consentendo di viaggiare anche a chi, altrimenti, rinuncerebbe a spostarsi”.

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“Il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro Paese e dovrebbe rappresentare uno dei motori della nostra economia.  Se il mondo cambia, non possiamo restare a guardare arroccandoci su posizioni anacronistiche: è tempo di regolamentare il settore -conclude Dona- così garantendo un’effettiva concorrenza per i consumatori, che non significa necessariamente andare contro i ‘vecchi’ modelli, ma semplicemente capire che Internet e la sharing economy sono un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire”. (comunicato stampa)

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