Trovare investitori con un pitch, a New York: per le startup italiane torna VentureOutNY

VentureOutNY, programma che consente a startupper italiani di conoscere finanziatori in Usa, ecco come funziona e la storia delle startup italiane che ce l’hanno fatta davvero

Immagina di fare un pitch di notte a New York davanti a un parterre di investitori e giocarti lì le tue opportunità. Si chiama VentureOutNY ed è il programma che consente a chi fa startup in Italia di conoscere finanziatori in Usa, formarsi e creare un network di contatti.

L’idea

L’iniziativa appartiene a Brian Frumberg, imprenditore e investitore presso Gotham Ventures. Ha ideato VenturOutNY per permettere a idee innovative di tutto il mondo di incontrare business angel: «La nostra filosofia è che il talento è distribuito ovunque, mentre le buone occasioni sono in alcuni posti. La mission è costruire dei ponti tra innovatori e opportunità» spiega.

Il programma di formazione di VentureOutNY

Si tratta di una settimana (a partire dal 15 novembre 2015) nella quale i partecipanti imparano come raccogliere capitale, lanciare e scalare una startup, conoscono investitori e imprenditori di successo. E soprattutto hanno l’opportunità di fare un pitch e sperare di ottenere un finanziamento.

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Le startup italiane che hanno partecipato

Dalla creazione del programma a oggi, sono diverse le startup che hanno aderito al progetto. Tra queste Freeppie, il social sul turismo che consente agli utenti di condividere foto, commenti dei viaggi e guadagnare punti e buoni sconto su servizi: «Eravamo a New York e ci siamo iscritti. Il programma ci ha fatto conoscere il tessuto delle startup di New York: abbiamo visitato l’acceleratore del comune e diversi incubatori universitari. L’aspetto più interessante è che ti mette di fronte investitori e un mercato reali. Poi vinci se sai giocarti la tua chance. Il pitch notturno è una bella esperienza: l’ambiente è molto informale, all’americana, niente cravatte e giacche, e puoi imparare tanto anche dal contatto con altri startupper con cui resti amico» racconta a Startupitalia, Luca Perfetto, 35enne, imprenditore con esperienze di impresa nel settore turistico.

Freeppie in USA

Il team di Freeppie a New York

 LoveTheSign: «Perfetto per chi sa fare networking»

Ha partecipato al programma anche Simone Panfilo, 35enne romano, cofondatore di LoveTheSign, e-commerce specializzato nella vendita di prodotti di design per interni: «L’esperienza è stata molto positiva. A noi è servito per farci un’idea di come funziona l’ecosistema delle startup newyorchesi e per confrontarci con più di un influencer nel campo tech: parlare del nostro prodotto, avere feedback da esperti del settore. Non abbiamo raccolto soldi e lo sconsiglio a chi ha come unico obiettivo il fund raising. Lo consiglio a chi vuole confrontarsi con persone che sanno metterti sulla strada giusta. Poi New York è sempre New York e se sei bravo a fare networking può rappresentare una grande opportunità» spiega Simone.

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Simone Panfilo e i cofounder di LoveTheSign © Diego Alto

 

Authorea: il caso di successo.

610mila dollari, la cifra che è riuscito a raccogliere grazie a VentureOutNY, Alberto Pepe, astrofisico 36enne originario di Manduria: è il fondatore di Authorea, piattaforma di scrittura collaborativa per scienziati e ricercatori (StartupItalia.eu ha raccontato la sua storia qui) . «Il programma mi ha fatto incontrare una dozzina di investitori newyorchesi e alcuni di loro hanno poi deciso di finanziarci» racconta Alberto che ha ricevuto il sostegno finanziario di Brian Cohen, presidente di New York Angel e primo finanziatore di Pinterest. E Alessandro Piol di Vedanta Capital.

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Alberto Pepe, Ceo di Authorea 

Come candidarsi

La partecipazione non è gratis, costa 2mila dollari. Incluso nel pagamento il catering, una serie di consulenze con avvocati, commercialisti, studi di comunicazione e alcuni benefit, come l’accesso al social network in cui sono registrati mentor, investitori e altre startup. Chi è interessato e vuole saperne di più può scrivere a uno dei responsabili del progetto all’indirizzo email [email protected]

Giancarlo Donadio

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