Shambles, l’app italiana per creare contenuti per i brand (che fa guadagnare gli influencers)

Nasce una community che aiuta i social influencers a brandizzare le foto, creando contenuti per aziende da condividere sui propri profili Instagram e Facebook

Su Startup Italia raccontiamo oggi di Shambles, startup made in Italy che ha ideato una nuova piattaforma social di influencer marketing. Antonio Ferraro, giovane imprenditore napoletano laureato in economia e un master alla Luiss di Roma, è passato da stagista presso la Banca del Mezzogiorno a lavorare per Invitalia nell’area di programmazione comunitaria, fin quando un giorno ha deciso di abbandonare per dedicarsi alla realizzazione di un progetto molto ambizioso.

thumbnail_shambles_workflow

Shambles ha trovato l’appoggio economico del fratello di Antonio, Danilo Ferraro dei suoi amici Marcello Befi e Saverio Marro, nonché della partecipazione come socio e Chief Marketing Officer del sottoscritto e di Wink, una software company romana che si occuperà dello sviluppo tecnologico.

Cos’è (e come funziona) Shambles

Una community di social influencer e brandlover che lavorano insieme per creare contenuti autentici per i brand. Attraverso un’innovativa piattaforma mobile, gli influencer hanno la possibilità di modificare le proprie foto con un testo originale ed il logo del brand che intendono condividere, creando così delle vere e proprie immagini pubblicitarie. Le foto, così modificate, vengono pubblicate su Shambles, che è anche un social network, e sui principali canali social, Instagram e Facebook su tutti.

Rispetto ai competitor, Shambles punta molto su una community selezionata e sul suo editor photo al quale continua a lavorare con l’obiettivo di dare la possibilità ai suoi utenti di realizzare contenuti unici per i brand. È chiaro che, in questo momento, il valore aggiunto di Shambles è proprio la community.

shamble_screen

Brandizzare le foto dei social (e guadagnare)

Viene svolto «un lavoro certosino, quasi ossessivo nella selezione degli influencer», dice il suo founder, Ferraro. Le aziende che si rivolgono alla piattaforma hanno, quindi, la possibilità di accedere ad una community selezionata che gli dà piena garanzia sulla qualità dei contenuti condivisi e sulla reach che questi conseguiranno. A chi gli domanda se c’è davvero esigenza di brandizzare le foto, il Ceo risponde che «su Social come Instagram, l’attenzione dedicata ad un singolo post non è altissima e l’utente che lo visualizza potrebbe perdersi nei vari elementi e dettagli catturati nell’immagine condivisa. Invece, una foto con all’interno un logo ed un testo colorato oltre ad essere più divertente e stimolante per la creatività di chi il contenuto dovrà generarlo, mette in primo piano l’azienda condivisa. In sostanza, crediamo che questo tipo di condivisione possa avere maggiore impatto nei confronti non solo del singolo utente che visualizza il post, ma anche nei confronti dell’influencer che condividendo un post con il logo ed un claim originale, inizia a sentirsi pienamente identificato con il brand».

Shambles, disponibile per dispositivi Android ed iOS è online da pochi mesi ed inizia ad avere i primi utenti e clienti. Ora però arriva la parte più complicata che riguarda la ricerca dei finanziamenti e lo sviluppo del business. La startup, da oggi, fa anche parte del network Italia Startup.

Jacopo Paoletti*
@jacopopaoletti

*Jacopo Paoletti è Chief Marketing Officer di Shambles

L’Italia al penultimo posto in Europa per occupazione femminile. Il cambiamento passa dalle Role Model

Favorire il ruolo delle donne nei settori più tecnologici di mercato e rendere il mondo del lavoro a misura di conciliazione casa/lavoro sono sfide che si possono vincere. Le iniziative di Federmanager e l’esempio di ALD Automotive

DressYouCan: noleggiare abiti è cool e fa bene al pianeta

Il fashion renting nasce negli USA e conquista anche Regno Unito e Cina e arriva in Italia, paese d’alta moda. Un business che nel 2023 si stima raggiungerà 2 miliardi di dollari. A Milano c’è DressYouCan, con showroom e consulenti

Laurea in Intelligenza Artificiale e Master in Cyber Security. Come cambia l’Università

Il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell’Università di Pisa è un Centro di eccellenza per la ricerca e l’istruzione superiore nel campo dell’Information and CommunicationTechnology (ICT), Robotica e Bioingegneria. L’intervista al professor Giuseppe Anastasi

I robot modulari del MIT non hanno limiti

Piccoli robot in grado di assemblarsi per costruire robot più grandi. Un modo innovativo per progettare robot sempre più complessi, rendendo più economica la robotizzazione della nostra civiltà

Gelato: attesi ritorni, gusti strani e un pizzico di tech

Dal gusto ramen a quello medusa, passando per il ritorno del ghiacciolo Arcobaleno e le gelaterie cashless. Tutte le novità e le chicche che possiamo trovare in coni e coppette, in Italia e all’estero

Social Academy, la prima piattaforma in lingua italiana di educational marketing è su CrowdFundMe

Finisce domani la campagna di crowdfunding. Social Academy, che ha ricevuto due anni fa un investimento di oltre 500mila euro, conta una community di 70.000 iscritti, 500 school e trainer, ha venduto oltre mille corsi e fatturato oltre 400mila euro.