Smart&Start, il flop in 8 punti

Il blocco di due giorni del portale per accedere ai 190 milioni di finanziamenti Ue alle imprese innovative lascia molti dubbi. I rischi per gli utenti e le risposte di Invitalia

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Né Start né Smart. Un pantano. Il tilt di Smart&Start, il bando on line di Invitalia e del ministero dello Sviluppo economico che mette in palio 190 milioni di euro per le imprese innovative, impallatosi poche ore l’avvio della raccolta dei progetti – il 4 settembre alle 12 – non è solo un flop. È una figuraccia cosmica, che potrebbe tradursi in migliaia di ricorsi. E in un addio ai 190 milioni di fondi europei, che sono in scadenza, e che sono il tesoro su cui si fonda l’intera iniziativa. Pericoli che Invitalia allontana, in un comunicato ufficiale pubblicato ieri sera. Vediamo, in 8 punti, qual è lo stato dell’arte.

Che cosa è successo al sito Smart&Start?
Per Invitalia «mercoledì 4 settembre, all’apertura dello sportello telematico per accedere ai contributi Smart&Start, si sono verificati oltre mille accessi contemporanei, un numero di gran lunga superiore alla media storica registrata per misure analoghe, che hanno stressato la piattaforma realizzata per Invitalia da Postecom, società pubblica del gruppo Poste Italiane, generando difetti nella sua funzionalità». Fino al tardo pomeriggio del 6 settembre sulla home page del sito Smart&Start c’era scritto: “Confermiamo che stiamo lavorando per assicurare la piena funzionalità del sistema. Vi terremo costantemente informati tramite il portale e ci scusiamo ancora per il disagio”.

Quante domande sono state presentate?
Al 6 settembre secondo Invitalia gli utenti registrati sono 1.248, le domande in corso di elaborazione 1.525, quelle complete 102, di cui 12 formalmente protocollate. «L’attuale disponibilità di fondi previsti per Smart&Start (190 milioni di euro) è in grado, quindi, di garantire la copertura di tutte le richieste ad oggi pervenute, qualora approvate», precisano da Invitalia.

I disservizi del sistema causeranno pregiudizi agli utenti?
Da Invitalia precisano anche che «sono passati due giorni e, dopo i disservizi registrati e gli interventi effettuati, il fornitore ha assicurato che il sistema funziona, è stabile ed in grado di garantire il corretto flusso della presentazione delle domande, secondo i requisiti stabiliti dal bando». Ma soprattutto sottolineano che «nonostante i disservizi, Invitalia è in grado di assicurare che nessuno degli utenti, che sino a questo momento ha attivato la procedura di presentazione della proposta, subirà un pregiudizio lungo il percorso valutativo. La piattaforma, infatti, è in grado di tracciare la storicità degli accessi degli utenti registrati che dispongono di un codice di accesso».

Come hanno reagito ai disservizi gli utenti?
Sulla pagina Facebook di Smart&Start suonano squilli di rivolta: bug, domande che non partono, codici che non arrivano, dati che non si riescono a salvare e soprattutto nervi messi a dura prova. «Ahimè avete toppato, correte ai rimedi con una nuova scadenza, viceversa saranno fiumi di ricorsi e soldi che non saranno mai investiti» scrive Nazareno. Rosalia parla di «una class action», Fabrizio chiede che «venga sospeso il bando».

Quali sono i dubbi più ricorrenti degli utenti?
Molti utenti sui social mettono in dubbio l’ordine cronologico delle domande alterato dal flop del sistema. Fedor si chiede «Cosa tracciate col sistema? Come sarà rispettato l’ordine cronologico? Applicherete dei parametri? Quale data verrà considerata? Frasi generiche non servono a nulla, dovete essere precisi, altrimenti fate altro nella vita o almeno che salti qualche testa per questo bando scandaloso». Domande che si pone anche Cooperativa Officina Ventuno. «La piattaforma, infatti, è in grado di tracciare la storicità degli accessi degli utenti registrati che dispongono di un codice di accesso. Il che consente, tra l’altro, di evitare improprie o non univoche interpretazioni circa il momento dell’accesso, quello dell’acquisizione del previsto codice e quindi la potenziale ammissibilità, anche cronologica, alle agevolazioni previste dalla misura. Questo, inoltre, consente di poter dire che saranno tutelati tutti i diritti acquisiti. Che vuol dire? Che le domande saranno valutate secondo l’ordine di richiesta dei codici? Oppure, come scritto nei commi 6, 7 e 8 dell’art. 5 della Circolare del 20 giugno, secondo l’ordine di arrivo delle domande?».

Smart&Start ripropone il sistema delle agevolazioni a pioggia?
Secondo Invitalia «parlare di click day per l’accesso alle agevolazioni è un errore grossolano. Non si tratta, infatti, di agevolazioni a pioggia: i progetti devono avere un carattere fortemente innovativo e tecnologico la cui valutazione non è soggetta ad alcun automatismo». Si tratta però pur sempre di una procedura “a sportello”: i singoli progetti vengono valutati secondo qualità e precisione nei requisiti iniziali, ma anche fino ad esaurimento fondi, e quindi a parità di qualità progettuale, verranno erogati i fondi a chi prima ha caricato il proprio progetto.

Quali conseguenze politiche avrà il flop di Smart&Start?
Il disastro del click day martedì finirà in Parlamento. Il senatore del Pd Francesco Russo presenterà un’interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. «Considerato che il sito internet adibito alla presentazione delle domande, alla data del 4 settembre 2013, non funzionava correttamente», si legge nella richiesta. Che «in particolare, la procedura di registrazione sul sito non produceva buon esito, il portale si bloccava ripetutamente, il form risultava essere incompleto rispetto ai requisiti indicati nella legge, il salvataggio della bozza di domanda non avveniva regolarmente». E che «il disservizio appare aggravato dal fatto che si tratta di una procedura per l’erogazione di contributi sino ad esaurimento dei fondi, nella quale la tempestività nella presentazione delle domande assume carattere determinante», si legge ancora nella richiesta di interrogazione parlamentare. Russo poco prima aveva sottolineato come «la partita dell’innovazione è una di quelle che il nostro Paese non può più permettersi di perdere. E spiace vedere che, anche quando il progetto e le finalità sono buone, il risultato finale non è quello desiderato».

Qual è stato il commento del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato?
In attesa di una spiegazione ufficiale, il ministro Zanonato su Twitter ha rassicurato: «Invitalia ha sottostimato il numero di richieste» ma «la procedura è ok perché l’ordine delle domande è confermato e dimostrabile. Seguo di persona».

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