App4Mi: tutti i vincitori

Si sceglie il servizio, ad esempio “domanda di laurea” e ci si presenta quand’è il proprio turno. Così si risparmia tempo alla segreteria de La Sapienza

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Qurami, l’app ammazzafile di Roberto Macina è arrivata anche all’Università La Sapienza di Roma. Scarichi l’applicazione (che è gratuita), ti geo-localizzi, scegli la struttura in cui vuoi andare e verifichi in tempo reale il numero di persone in fila. Poi scegli il servizio desiderato (ad esempio la domanda di laurea) e viene emesso un numeretto elettronico, che vale come il bigliettino cartaceo e si inserisce perfettamente nel flusso ordinario dei bigliettini.

A questo punto si aspetta il proprio turno, dedicandosi a quello che ci piace. Non solo. Notifiche personalizzate segnalano anche l’avanzamento della fila e all’avvicinarsi del tuo turno vai allo sportello, dove basterà mostrare la schermata dello smartphone con il numeretto.

Dopo Tor Vergata, Luiss, Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Milano, la Provincia di Roma, il Comune di Trieste, stazione Termini e le stazioni collegate all’alta velocità, Qurami è arrivata anche nel più grande ateneo d’Europa e sarà segnalato da totem posizionati accanto alle segreterie e agli sportelli del Ciao. E non si ferma.

«Al momento – spiega il founder Roberto Macina – abbiamo quasi raggiunto i 100 mila download, ma il nostro parametro di riferimento è i biglietti che riusciamo a staccare: siamo a quota 27 mila». Prossime conquiste Università di Padova, Torino, Milano, Genova. «In Italia ci stiamo consolidando. Siamo una app da grandi strutture, ma pensiamo anche ai posti più piccoli. Il segreto di Qurami? Una app altamente tecnologica, ma facile da capire. L’importante è spiegare a cosa serve».

Il progetto è nato tre anni fa quando Roberto Macina, laureando in Ingegneria informatica all’Università di Roma Tre, era in fila alla segreteria studenti. «Erano già passati 40 minuti – ha raccontato Roberto a StartupItalia! – quando giocando con il telefonino per passare il tempo mi sono detto, ma è possibile che non esista un app per evitare le code e lo spreco di tempo alle file delle segreterie? Non esisteva. Così l’ho creata».

All’applicazione, che a settembre, ha ricevuto un finanziamento da 200 mila euro, lavora un team tutto romano di 10 persone: Manolo Abrignani, cofondatore, business, Bruno Bellissimo socio, responsabile tecnico, Luca Escoffier, socio, Michele Silletti, developer, Gianfranco Reppucci developer, Davide Reppucci, frontend developer, Federico Violante, mobile developer, Marco Musella, mobile developer, Alex Dobre developer, Annalisa Puracchio, designer, Laura Rocchini, sviluppo business e Antonio Deruda.